Il Papa gela Marino, dal Giubileo alle unioni civili: ecco cosa c'è dietro la stoccata

Martedì 29 Settembre 2015 di Franca Giansoldati
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CITTÀ DEL VATICANO - Si racconta che a Filadelfia, al raduno mondiale della Famiglia, la kermesse cattolica nata per esaltare e difendere la cellula primaria della società, Francesco abbia a stento nascosto lo stupore notando tra la gente, in prima fila, anche Ignazio Marino. Proprio il sindaco che poco dopo il Sinodo sulla Famiglia, l'autunno scorso, aveva annunciato urbi et orbi che avrebbe dato vita all'albo delle unioni civili.

LA SORPRESA

Anche altri vescovi e cardinali italiani presenti negli Usa erano meravigliati nel vederlo lì, con tanto di fascia tricolore. Poiché in curia la memoria da elefante è una prerogativa diffusa, c'era chi ricordava che nessun sindaco di Roma si era mai scomodato tanto per una festa del genere dedicata alla famiglia. «A Città del Messico non venne nessuno, né tantomeno a Milano quattro anni fa». Un aspetto singolare. Sta di fatto che la domanda posta al Papa dai giornalisti durante il volo di ritorno era cosa praticamente scontata. La curiosità era condivisa. Santità ha invitato lei Ignazio Marino? Altro che domanda «sbagliata nei presupposti» come in serata aveva precisato l'ufficio stampa del Campidoglio. Lapidaria la risposta di Francesco: «Io non ho invitato il sindaco Marino, chiaro eh? Io non ho fatto niente, e ho chiesto anche agli organizzatori e neppure loro non l'hanno invitato. È venuto, si professa cattolico, è venuto spontaneamente, chiaro eh?». Un Bergoglio tanto determinato nel mettere i puntini sulle “i” nessuno lo aveva ancora visto.

GLI STRAPPI

Dietro quel «si professa cattolico» si percepisce un orizzonte di avvenimenti dal sapore amaro, in primis il registro delle unioni civili definito a suo tempo da Marino «il segnale che a Roma l'amore è uguale per tutti». Il Papa in quella circostanza era rimasto zitto, lasciando al cardinale Vallini la competenza di replicare attraverso il giornale diocesano. «Una forzatura giuridica, frutto di miopia politica». Amen. Poi la questione del Giubileo. Chi sta seguendo l'organizzazione ha solo chiesto un percorso pedonale protetto per i pellegrini lungo Corso Vittorio. Giovedì pomeriggio si terrà un'altra riunione bilaterale. Finora di soluzioni sul piatto non ce ne sono. E il Giubileo è alle porte. Marino però esibisce un dialogo intenso con il Vaticano. Con il Papa un rapporto filiale.

Qualcuno in curia ricorda una serie di episodi in cui il Sindaco arrivò a rompere il protocollo per parlare con il Papa, ostentando un legame speciale. Al Colosseo, alla via Crucis, andò ad aprire la porta dell'auto papale, battendo sul tempo Vallini e monsignor Sapienza che restarono interdetti. L'8 dicembre, invece, a piazza di Spagna, furono le immagini delle tv a mettere in evidenza che Marino restò inchiodato accanto al Papa, anche se il suo posto era con le autorità. Eccessi. Tempo fa Bergoglio, intervistato da una rivista argentina, Milenium, rifletteva sul valore dell'amicizia: «Non ho mai avuto tanti amici come adesso». Bergoglio si diceva amareggiato perché troppe persone lo tirano per la giacchetta, anzi per la mantellina. «Mi sono sentito usato da persone che si sono presentate come amiche e che forse avevo visto una o due volte nella mia vita, e hanno usato questo fatto a loro vantaggio».

Ultimo aggiornamento: 30 Settembre, 09:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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