La crisi di governo vista dalla stazione Termini - di M. Ajello

Giovedì 17 Maggio 2018
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Contratto e governo visti dalla stazione Termini. "Stamo a vedé...", è l'umore prevalente nella  fila per prendere i soldi al bancomat. Un signore e una vicina di coda. "Le cose che ci sono scritte sono giuste, le faranno?". "Ma sì...". "Ma no....". "Stamo a vedé", è il,compromesso che mette d'accordo i  presenti. E l'Europa? E i mercati? "Uffa, si facessero i fattacci loro!". "Sì, già hanno abbastanza danni. E poi chi lo ha votati i mercati? E Bruxelles è la Capitale d'Italia e Roma non deve contà più gnente? Non va mica bbene...". Linguaggio vernacolare e la speranza di non affondare. Tra i romani che partono e arrivano alla stazione Termini, molti dei quali hanno votato  il 4 marzo M5S e Lega e non vogliono troppa,immigrazione e troppe tasse, il mood prevalente rispetto all'esecutivo nascente è quello del "famo a fidasse". E se la neopolitica li deluderà come ha fatto quella di sempre, si arrabbieranno ancora di più. Magari tornando a votare a sinistra? "Maddeché!", dice una ragazza prima di salire su un treno regionale.  Ultimo aggiornamento: 11:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA