Pamplona, stupro di gruppo: condanne lievi, a migliaia protestano nelle strade «Vergogna»

Giovedì 26 Aprile 2018
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Stupro e vergogna sono le parole più urlate davanti al tribunale di Navarra e nelle strade di tante città spagnole, a iniziare da quelle delle capitale, dopo la sentenza sull'aggressione di una ragazza di 18 anni da parte di cinque uomini.

Se non ci sono tracce di violenza, lo stupro di gruppo è solo «un abuso» e non un'aggressione sessuale, hanno sancito i giudici del tribunale di Navarra nel caso del branco della festa di San Fermin di Pamplona, che due anni fa aveva scioccato la Spagna. Scatenando una bufera.

Decine di militanti femministe davanti al tribunale hanno contestato il pronunciamento del tribunale gridando «Vergogna!» e «Non è abuso, è stupro». «Se non lotti contro 5 bruti grossi il doppio di te rischiando la vita non ti stanno violentando. Vergogna e schifo!», ha tuonato su Twitter Pablo Iglesias di Podemos. Le proteste hanno reso incandescenti le reti sociali e si sono poi propagate a Madrid e in molte altre città della Spagna.
 

 

La sentenza, a sei mesi dalla conclusione del processo, era attesissima. È stata trasmessa in diretta tv. E accolta con sdegno. I 5 sivigliani della manada (il branco, come si erano definiti sui social) sono stati condannati a 9 anni di carcere per «abuso sessuale» e assolti dall'accusa di «aggressione sessuale» (la procura chiedeva 20 anni), per l'assenza di violenza patente. Uno dei tre giudici della Navarra si è anzi pronunciato per l'assoluzione completa dei 5 accusati.

Da due anni la Spagna segue da vicino gli sviluppi della vicenda e le posizioni contrapposte di accusa e difesa. Secondo la ricostruzione dei fatti, il gruppo di giovani dopo le due del mattino, nel pieno delle celebrazioni della famosa festa di San Fermin, in una piazza hanno avvicinato una giovane madrilena di 18 anni. L'hanno accompagnata per alcune centinaia di metri - la ragazza avrebbe baciato uno di loro - fino all'androne di una casa, dove hanno avuto rapporti sessuali con lei. Uno ha ripreso alcune fasi con il cellulare e le ha inviate agli amici a Siviglia.

La giovane è stata trovata accovacciata in posizione fetale sulla strada, in lacrime, sconvolta. Alla polizia ha denunciato uno «stupro», e spiegato di non aver potuto reagire e lottare, «paralizzata» da quanto stava accadendo e dai cinque uomini che la sovrastavano. Subito arrestati, i sivigliani - tra loro anche un militare e poliziotto - si sono difesi sostenendo che la ragazza non si era agitata, non c'era stata violenza e che quindi era consenziente. «Se non c'è aggressione in uno stupro di 5 uomini grandi e grossi contro una ragazza di 18 anni», ha protestato la portavoce delle manifestanti di Pamplona, «cos'è una aggressione? Devono ucciderci?». L'avvocato della giovane farà ricorso. Ma oggi tutta la Spagna è sotto choc.

Ultimo aggiornamento: 28 Aprile, 09:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA