Siri, indagato anche Arata, l'interlocutore dell’Assessorato all’Energia della Regione Sicilia

Giovedì 18 Aprile 2019
Siri, indagato Arata, l'interlocutore dell’Assessorato all’Energia della Regione Sicilia

Armando Siri indagato per corruzione, il pm: tangente di 30mila euro al sottosegretario ai Trasporti della Lega. Perquisizioni a Palermo e Roma. Siri, 47 anni, è indagato per corruzione insieme con altre nove persone, nell'ambito di una inchiesta della Dia coordinata dalla Dda di Palermo e di Roma su presunte irregolarità nel settore dell'eolico, che si riferirebbero alla somma di 30mila euro promessa per presentare emendamenti ai disegni di legge nel settore eolico. L'inchiesta è coordinata dal Procuratore aggiunto di Palermo Paolo Guodo e da quello di Roma Paolo Ielo. L'ipotesi dei pm è uno scambio di favori con l'imprenditore Vito Nicastri nel settore dell'eolico. Nel decreto di perquisizione notificato agli indagati viene specificato che «Le investigazioni effettuate hanno svelato lo stretto collegamento tra Paolo Franco Arata, 69 anni, professore, consulente della Lega sull'energia ed ex parlamentare di Fi, ed esponenti del partito della Lega, in particolare l’attuale sottosegretario alle infrastrutture Armando Siri, stimolato da Arata a promuovere una modifica regolamentare degli incentivi connessi al minieolico.

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Per quanto riguarda le attività dell’imprenditore «è emerso che Arata ha trovato interlocutori all’interno dell’Assessorato all’Energia della Regione Sicilia, tra tutti l’assessore Alberto Pierobon, grazie all’intervento di Gianfranco Miccichè, a sua volta contattato da Alberto Dell’Utri (fratello di Marcello)».

Secondo i magistrati Arata sarebbe riuscito «ad interloquire direttamente con l'assessore regionale al territorio Cordaro e tramite questi con gli uffici amministrativi dell'assessorato, dopo avere chiesto un'intercessione a Calogero Mannino».

Giro di tangenti alla Regione. È Paolo Arata, docente universitario, ex deputato di Forza Italia e consulente della Lega nell'ambito delle Energie il personaggio principale dell'inchiesta della procura di Palermo che ha ricostruito un giro di tangenti alla Regione per favorire l'imprenditore dell'eolico Vito Nicastri, oggi arrestato. Per i pm Arata, indagato insieme al figlio, a Nicastri e ad altre 5 persone per corruzione e intestazione fittizia di beni, sarebbe un socio occulto dell'imprenditore. I pm, che hanno disposto l'esecuzione di una serie di perquisizioni alla Regione, parlano di un gruppo imprenditoriale «Arata-Nicastri sviluppatosi in un a serie di operazioni finanziarie, sia ufficiali che non tracciabili» nel settore dell'eolico. Arata ha una serie di relazioni con ambienti politici regionali e nazionali e - scrivono i pm «ha trovato interlocutori all'interno dell'assessorato all'energia, tra tutti l'assessore Pierobon, grazie all'intervento di Gianfranco Miccichè, a sua volta contattato da Alberto Dell'Utri, fratello di Marcello».

Indagati anche tre funzionari della Regione Sicilia e del Comune di Calatafimi. Sarebbero tre i pubblici ufficiali al momento coinvolti nell'indagine per corruzione per l'esercizio delle funzioni in cui sono indagati, tra gli altri, l'ex deputato di Fi Paolo Arata, ora influente consulente del Carroccio, e l'imprenditore mafioso Vito Nicastri: si tratta di Alberto Tinnirello, ex funzionario del Dipartimento Energia della Regione, Giacomo Causarano, funzionario dell'assessorato all'Energia, e il funzionario del Comune di Calatafimi Angelo Mistretta.

Tinnirello avrebbe incassato una tangente, non quantificata dai pm, per dare gli informazioni sullo stato delle pratiche amministrative inerenti la richiesta di autorizzazione integrata ambientale per la costruzione e l'esercizio degli impianti di bio-metano di Franconfonte e Calatafimi -Segesta della Solgesta s.r.l., di proprietà di Arata e Nicastri. Causarano avrebbe avuto 11mila euro, mazzetta mascherata da pagamento di una prestazione professionale resa dal figlio, pure lui indagato. In cambio avrebbe passato informazioni sullo stato delle pratiche amministrative inerenti le istanze relative agli impianti di produzione di energia rinnovabile.

Mistretta avrebbe ricevuto 115mila euro per rilasciare una autorizzazione alla costruzioni di impianti di produzione di energia alternativa riferibili alle società di Arata e Nicastri. L'inchiesta dei pm di Palermo, una cui tranche è stata inviata a Roma perché riguarda una presunta tangente incassata nella Capitale dal sottosegretario alla Lega Armando Siri, è nata dall'indagine sull'imprenditore mafioso Francesco Isca, anche lui socio di Nicastri.

Ultimo aggiornamento: 11:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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