Taylor Swift, la “multinazionale” che vola oltre il miliardo: un biglietto dell'Eras Tour costava in media 254 dollari

La popstar entra nella lista di Bloomberg dei “super ricchi”, superando il tetto d’oro

Taylor Swift, la multinazionale che vola oltre il miliardo: un biglietto dell'Eras Tour costava in media 254 dollari
di Chiara Bruschi
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Venerdì 27 Ottobre 2023, 21:45 - Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre, 15:21

Un altro record per Taylor Swift. La cantante di appena 33 anni è diventata ufficialmente miliardaria secondo uno studio condotto da Bloomberg. Più ricchi di lei, nel mondo della musica, sono solo Jay-Z e Rihanna ma loro per questo devono ringraziare anche attività e business collaterali. Nel caso della Swift, invece, il patrimonio ha un’origine puramente artistica. Il calcolo include il valore stimato del suo catalogo musicale, cinque immobili, i guadagni derivanti dallo streaming, dalle vendite di dischi, biglietti per concerti e merchandise. 

 


TERREMOTO FINANZIARIO
«L’Eras Tour ha generato tanto denaro quanto le economie dei piccoli paesi», scrive il sito web di informazione finanziaria, che ha attribuito al successo dei concerti il balzo della cantante nella classifica. Un evento che ha toccato numerose città e che «ha frantumato record, scatenato una frenesia di biglietti e persino causato l’equivalente di un piccolo terremoto finanziario». Secondo Bloomberg Economics, i 53 live della cantante negli Stati Uniti quest’anno hanno aggiunto 4,3 miliardi di dollari al prodotto interno lordo del paese. Swift è stata perfino citata nel Beige Book di giugno della Federal Reserve Bank di Filadelfia per aver stimolato la crescita dell’economia della città, mentre il presidente della Fed Jerome Powell ha fatto sapere che i politici della banca centrale, mentre discutevano di ulteriori aumenti dei tassi di interesse, avevano incluso nelle loro considerazioni anche l’incremento delle spese dei consumatori per fenomeni culturali come l’Eras Tour, il Renaissance World Tour di Beyoncé o il film Barbie.


Swift è stata descritta come «un talento generazionale» ma anche «una grande economista», «un conglomerato multinazionale» in grado di costruire una fan base «tra le più devote al mondo», disposte a pagare centinaia di dollari per un biglietto dei suoi concerti. Nel caso dell’Eras Tour, per esempio, un biglietto medio costava 254 dollari. 
«Taylor ha grandi idee, è in grado di ampliare le sue idee e sembra essere piuttosto propensa al rischio» ha commentato Carolyn Sloane, economista del lavoro dell’Università di Chicago.

Oltre al valore economico e finanziario del brand Swift, l’artista è diventata rilevante anche sul piano politico. Dopo essere rimasta a lungo lontana da temi e dibattiti, ha deciso di recente che fosse venuto il momento di schierarsi. E lo ha fatto in diverse occasioni: «In passato sono stata riluttante a esprimere pubblicamente le mie opinioni politiche, ma a causa di diversi eventi nella mia vita e nel mondo negli ultimi due anni, la penso in modo molto diverso ora», aveva scritto sui social. 


L’IMPEGNO
In seguito alla strage alla Parkland High School, ha chiesto a gran voce una riforma sul commercio delle armi, «per evitare che ciò accada di nuovo». Più di recente, ha affermato di credere «nella lotta per i diritti Lgbtq e che qualsiasi forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale o sul genere fosse sbagliata». «Credo che il razzismo sistemico che vediamo ancora in questo Paese nei confronti delle persone di colore sia terrificante, disgustoso e diffuso», ha scritto in un altro post. Parole che hanno scatenato l’ira dei suprematisti bianchi, che si sono detti delusi dalla star e le hanno chiesto di attenersi alla musica. Trump ha affermato che la sua musica, ora, gli piace «il 25% in meno». E mentre il conto alla rovescia per le elezioni presidenziali del 2024 si avvicina, a fine settembre Swift ha pubblicato una stories su Instagram in cui invitava i suoi follower a registrarsi sulla piattaforma Vote.org per votare. Oltre 35mila nuovi elettori lo hanno fatto, con l’impegno di presentarsi alle urne alle prossime presidenziali. «Vi ho sentito alzare la voce e so quanto possa essere potente», usando i suoi concerti come metafora. Intervistata dal Guardian, in riferimento alle presidenziali del 2016 che portarono Donald Trump alla Casa Bianca, aveva confermato che «avrebbe sostenuto Hillary Clinton», se, in quel tempo, avesse deciso di esprimersi pubblicamente. Ora le cose sono cambiate. E i Repubblicani sono avvisati.

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