Rugby, gli All Blacks contro gli azzurri del neo ct Crowley il 6 novembre all'Olimpico di Roma. La novità Sky Sport. Il mito dei “tutti neri”

Rugby, gli All Blacks contro gli azzurri del neo ct Crowley il 6 novembre all'Olimpico di Roma. La novità Sky Sport. Il mito dei “tutti neri”
di Paolo Ricci Bitti
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Lunedì 4 Ottobre 2021, 23:37 - Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre, 10:53

A due anni dalle ultime vittorie di prammatica (contro squadre di terzo rango quali Namibia e Canada) ovvero a sei anni dall'ultimo successo di prestigio (con la Scozia in Scozia nel 2015) seguito da 32 ko consecutivi nel Sei Nazioni e, infine, a un anno da tre batoste di fila nell'Autumn Cup, che cosa c'è di meglio per l'Italia del rugby di un test-match il 6 novembre contro  gli All Blacks per ripresentarsi finalmente davanti ai propri fedeli, per di più sul palcoscenico più affascinante, l'Olimpico di Roma aperto almeno al 50%, forse al 75%? Contro la Nuova Zelanda per gli azzurri in 14 confronti ufficiali non c'è mai stato il rischio anche remoto di sovvertire il pronostico e allora tanto vale ripartire con serenità, senza l'assillo di una vittoria che gli italiani potranno invece cercare il sabato seguente contro l'Argentina a Treviso (improbabilissimo, ma bisogna provarci) e contro l'Uruguay il 20 novembre a Parma (e qui non si scappa, la vittoria è assolutamente obbligatoria). A ogni modo, con gli All Blacks, con la loro storia, con la loro polverina magica sulla maglia nera con la felce, con il record di vittorie che non ha alcuna altra nazionale al mondo in tutti gli sport, non ci sono dubbi: se passano da queste parti non bisogna perderseli. Calcio d'inizio alle 14.

La notizia è insomma che gli Dei del rugby tornano a Roma dove amano fare tappa dal 2004 e da dove mancano dal 2018, quando appiopparono la solita lezione agli azzurri allora affidati all'irlandese O'Shea: 3-66, dieci mete senza risposta, anche peggio del peggio previsto. Sono solo tre anni fa, ma dopo le mestizie del Covid sembra essere passata una vita, perché poi allora ben 55mila tifosi fecero comunque festa nello stadione ammirando l'haka e celebrando l'arrivo di uno sponsor di alto livello, Cattolica Assicurazioni, che poteva restare per 7 anni sulle maglie degli azzurri, delle azzurre e degli azzurrini under 20 e che invece non si è riuscito a trattenere per più di tre anni. Sfavillante, gigantesco, inedito e irripetibile il terzo tempo allestito dal gruppo veronese alla Fiera di Roma con squadre, arbitri, dirigenti e una formazione di star dello spettacolo che ammiravano le star del rugby. Mai visto prima uno show così e mai più si rivedrà.  

Al momento non si sa chi sbarcherà sui petti degli azzurri: la settimana scorsa a Parma, nel torneo di qualificazione ai Mondiali, le azzurre vittoriose hanno riempito lo spazio ricamando  sulle maglie il logo dell'iniziativa federale "Rugby per tutte". Vedremo.

Di certo, invece, vedremo, il 6 novembre, anche il debutto, insomma il ritorno di Sky Sport che ha comprato i diritti dei test match autunnali dell'Italia e del Sei Nazioni per almeno tre anni: il grande rugby torna criptato dopo il "chiaro"  dal 2014 di DMax, canale 52, di Discovery che un po' alla volta ha però perso entusiasmo finendo persino per relegare 10 delle 15 partite del Torneo più antico e affascinante del mondo sul canale 59, ovvero Motor Trend, ovvero chissà perché parcheggiare il Sei Nazioni - spettacolo per tutte le famiglie e per appassionati di tutte l'età -  in mezzo a rombi e marmitte.

Meglio gli azzurri laggiù in fondo al telecomando, in chiaro, oppure meglio criptati a pagamento su Sky Sport che mette sul piatto profonde professionalità, esperienza, competenza, "ritorni" e rilanci nei suoi tg, vasti team di telecronisti e il "contorno" degli altri suoi canali che già programmano vicende ovali quali ad esempio il rugby galoppante dell'emisfero sud con All Blacks, Springboks, Argentina e Australia? Beh, a voi il giudizio. Le partite degli azzurri del Sei Nazioni e dei test match autunnali andranno comunque anche in chiaro su canali Sky tipo Tv8.

Altra novità autunnale sarà il debutto del nuovo ct dell'Italia, il neozelandese, Kieran Crowley, campione del mondo con la Nuova Zelanda nel 1987, poi ct del Canada (terza fascia) e poi allenatore della franchigia Treviso. Molta esperienza, forte conoscenza del rugby italiano anche se non della lingua italiana nonostante le tre stagioni da giocatore a Parma e i cinque anni da tecnico in Veneto dove ha vinto col Benetton la prima e unica edizione della pandemica Rainbow Cup.  Non è il Mourinho del rugby, ma del resto agli azzurri quattordicesimi al mondo serve più un timoniere pragmatico che una grande star. 

Ah, a Roma non ci sarà Sergio Parisse, 38 anni, capitano dei capitani azzurri dall'alto dei suoi irraggiungibili 142 caps (presenze), che ancora fa scintille nella sua ultima stagione in campo per il Tolone nel durissimo campionato francese. La sua meritata partita d'addio con l'Italia doveva essere, avrebbe dovuto essere, Italia-All All Blacks, ai Mondiali 2019, ma il tifone Hagibis fece saltare il match. Da allora ha giustamente lasciato spazio alle nuove leve, anche se l'idea del match d'addio ha sempre aleggiato nel suo e nei nostri cuori. Poi però è arrivato il Covid: match cancellati e poi match senza fedeli sugli spalti. E che festa è senza tifosi? Ora non si sa se Italia-All Blacks del 6 novembre gli avrebbe comunque potuto riservare finalmente quel doveroso omaggio, ma nel dubbio Parisse ha nel frattempo riportato la frattura di uno scafoide. Dev'essere Destino.

Paolo Ricci Bitti  

La nota della Fir


“Siamo pronti a riabbracciare la nostra comunitá. La grande famiglia del rugby italiano può finalmente tornare al fianco della Nazionale per sostenere gli Azzurri e non potremmo esserne più felici.
Viviamo un momento di ripartenza sotto tanti punti di vista, tutti emozionanti: il ritorno del pubblico va di pari passo con il debutto di un nuovo staff, con un gruppo di tanti giovani che si sono da poco affacciati nell’arena dei test-match, o che potranno meritare una prima occasione proprio questo autunno.  Avranno bisogno della loro, della nostra gente per sostenerli e so che il popolo del rugby risponderà alla chiamata. 
Roma e l’Olimpico, la nostra casa, sono il miglior palcoscenico possibile per la partita contro la squadra simbolo del nostro sport e per festeggiare tutti insieme il nostro tornare a vivere lo stadio e la festa del grande rugby mondiale.
Treviso e Parma daranno ai nostri Azzurri l’opportunità di giocare e tornare a vincere sulla scena internazionale davanti ai loro fans più affezionati, nei due stadi che li vedono protagonisti con Benetton e Zebre nei fine settimana rafforzando il legame con i nostri territori in due impianti che - come dimostrato anche dal recente torneo di qualificazione alla Rugby World Cup al Lanfranchi e dalla Finale di Rainbow Cup - possono accogliere con successo grandi eventi internazionali. 
Abbiamo scelto tre città ideali per ritrovarci e per far sentire alla Nazionale tutto il calore del rugby italiano, mantenendo e rinnovando il legame con le nostre radici, con il popolo del rugby. Sono felice all’idea di poterlo ritrovare molto presto” ha dichiarato il Presidente della FIR, Marzio Innocenti.

I biglietti per i test-match dell’Autumn Nations Series saranno resi disponibili per l’acquisto quanto prima su sport.ticketone.ite, limitatamente alla partita contro l’Uruguay, su ciaotickets.com
Tutte le informazioni su prezzi, settori, promozioni saranno a breve disponibili sul portale ticket.federugby.it

Tutti gli incontri dell’Italia nella Autumn Nations Series saranno trasmessi in diretta, in chiaro ed a pagamento, sui canali di Sky Italia. 

Autumn Nations Series - Calendario 2021
Roma, Stadio Olimpico - sabato 6 novembre, ore 14
Italia v Nuova Zelanda

Treviso, Stadio "Monigo" - sabato 13 novembre, ore 14
Italia v Argentina

Parma, Stadio "Lanfranchi" - sabato 20 novembre, ore 14
Italia v Uruguay

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