Rocco Casalino a Verissimo: «Fatico ancora ad accettare la mia omosessualità. Il mio compagno? Alti e bassi»

Sabato 20 Febbraio 2021 di Eva Carducci
Rocco Casalino a Verissimo: «Fatico ancora ad accettare la mia omosessualità. Il mio compagno? Alti e bassi»

Rocco Casalino è ospite di Silvia Toffanin a Verissimo. «Sono abbastanza frastornato, è avvenuto tutto velocemente, ma il lancio del mio libro, Il Portavoce, mi aiuta molto, è un caso che sia uscito una volta finito il mio lavoro», commenta l'ex portavoce del presidente del Consiglio in merito alla fine del governo Conte. «Il presidente stava facendo un buon lavoro, mi dispiace sia stato interrotto così». 

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L'infanzia difficile in Germania

Dalla Casa del GF al Parlamento: «Ho passato la mia vita studiando, essendo bravo sono stato spesso il primo della classe, poi il GF l'ho fatto per alcuni motivi e dopo è stato come se tutto quello che avevo passato prima, gli anni sui libri, non contassero più. Ho vissuto una vita con le cose usate, non mi va più adesso, voglio lavorare e avere i soldi necessari per comprare tutto nuovo. Da bambino avevo un materasso usato, ma le macchie restavano, in Germania abbiamo vissuto così, e non era bellissimo avere le cose usate di terza e quarta mano. Ho vissuto mille difficoltà, non credo solo io, ma essere il figlio di un immigrato italiano in Germania non era facile. Eravamo degli extra comunitari,  con una serie di frasi offensive e in ogni contesto era così. Oltre agli insulti si veniva anche picchiati, soprattutto dal branco, fosse stato il singolo sarei riuscito a difendermi. Ma le violenze le avevo anche in casa, mia madre veniva picchiata da mio padre, avevamo paura, sia lei, che i miei fratelli e delle volte ci ritrovavamo a dormire in tre nella vasca, perché il bagno era l'unica porta con la chiave. L'ho raccontato nel libro, e rileggere quel passaggio è stato molto forte. Entro sempre in conflitto con me stesso, perché comunque parlo di mio padre, ma ho bilanciato il racconto su di lui, con i suoi lati buoni e le sue ombre, nessun uomo è totalmente negativo, ci sono delle cose, specialmente da figlio, positive. Ho voluto comunque raccontare tutto ciò per far capire a tutti quegli uomini che picchiano le donne, che la violenza non è solo su di loro, ma che si ripercuote anche sui figli che gli sono vicino. Un dolore infinito, c'è voluto un processo lungo per recuperare, odiavo mio padre, ma era mio padre, e non volevo odiarlo» la voce si spezza per la forte emozione che la discussione suscita nell'ospite della Toffanin.

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Dal Grande Fratello al ruolo di portavoce del presidente Conte

Casalino racconta poi il motivo per cui ha deciso, vent'anni fa, di partecipare alla prima edizione del Grande Fratello: «Per me è stata un'opportunità per guadagnare qualcosa. Ricordo che non viaggiavamo nell'oro, anzi, e non avevo neanche i duecento euro per rilegare la tesi di Laurea. Fu un'opportunità che decisi di cogliere. Con i soldi del GF ho pagato il debito di mamma. I gettoni d'oro di Mediaset li ho utilizzati per questo. Mi serviva partire, cercare il lavoro che mi piaceva fare. Quello che mi spiace è che mi hanno sempre giudicato per questo, soprattutto da quel mondo intellettuale e snob, che ha bisogno di discriminare, per quella necessità intrinseca di sentirsi migliore dell'altro. Nei miei confronti in questi anni ci sono sempre stati articoli pieni di pregiudizi e odio, e ce ne sono ancora oggi. Venire additato, dopo vent'anni, in questo modo, non fa piacere. Mi fa male? Ho sofferto? Nella mia vita soffro per il male che viene fatto a altri, questo odio serviva per colpire il Presidente, per cui nutro una grandissima stima. Mi sentivo a disagio con quegli articoli, perché pensavo potessero essere fonte di imbarazzo per lui, ma è sempre stato tranquillissimo, mi ha sempre sostenuto dicendomi che la sua stima nei miei confronti non sarebbe cambiata. Adesso che posso raccontare la mia versione, anche attraverso il libro, noto che l'atteggiamento nei miei confronti sui social è cambiato leggermente. Mi sono sempre dovuto nascondere in questi anni in cui lavoro in politica, perché mi tacciavano di esibizionismo, mi sarei dovuto esporre prima per spiegare che tutto quello che facevo erano protocolli di lavoro internazionali».

 

«Faccio ancora fatica ad accettare la mia omosessualità»

Si apre poi il capitolo sulla sua sessualità, raccontata con sincerità nell'autobiografia: «Il Grande Fratello mi ha aiutato a uscire dalla mentalità ristretta di paese e farmi ragionare sulla mia omosessualità, rivedendomi in video nelle registrazioni mi ha aiutato. Verso i trent'anni mi sono reso conto di quello che provavo realmente. Da intellettualmente bisessuale fino all'accettazione, ho avuto la forza di dire che sono omosessuale, anche se faccio fatica anche adesso. Non vorrei che si fraintendesse, sono contento di essere gay, magari faccio bene il mio lavoro anche per questo, ho una sensibilità diversa sul lavoro. Con il mio attuale compagno ci confrontiamo, come se le famiglie etero fossere più perfette, ma forse si tratta solo di quel confronto costante con l'erba del vicino. Forse c'entra il fattore culturale, gli omosessuali di nuova generazione la penseranno diversamente. Io ho fatto di tutto per essere etero, mi hanno talmente inculcato il concetto di famiglia tradizionale da sempre, che ho fatto il possibile di essere etero. Stavo per diventare anche padre con una delle compagne che ho avuto, ma la natura è la natura, non puoi farci nulla, devi solamente accettarlo».   

Si chiude l'incontro con un omaggio alla sua relazione con il compagno José: «Abbiamo alti e bassi, come penso sia normale in tutte le coppie, e stiamo andando verso il settimo anno di relazione. Per me è una persona importante, mi sta molto vicino, e vedi le persone che ti vogliono bene anche quando c'è qualcosa che non va nella tua vita. Non prenderei la pillola ora per diventare etero, come dissi tempo fa, perché sto bene così, sto bene con lui, e con tutto». 

 

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