Maria Teresa Ruta a Verissimo: «Io vittima di violenza sessuale a 19 anni, non denunciai»

Maria Teresa Ruta a Verissimo: «Io vittima di violenza sessuale a 19 anni, non denunciai»
di Eva Carducci
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Sabato 20 Febbraio 2021, 17:14

Maria Teresa Ruta si racconta nel salotto di Silvia Toffanin, dopo l'uscita dal GFVIP: «Mio padre diceva sempre che bisogna essere onesti, ci vuole tutta una vita per esserlo. Insieme a mia mamma sono stati i pilastri che mi hanno sempre sorretto e stimolato. Ci sono stati anche nel mio altalenante percorso con i disturbi alimentari. Ero bulimica da adolescente, parlando con uno psicologo, molto tempo dopo, ho capito che era il carico di aspettative che c'era nei miei confronti a scatenare tutto. Lavoravo come modella, ero un'atleta e avevo ottimi voti. Ingrassando ho cominciato a lavorare di meno e ero appesantita durante gli allenamenti. Alla fine ho deciso io di concentrarmi solo sulla scuola. A quell'età il mio lavoro veniva visto come frivolo, e invece dietro c'era il giornalismo, anche se una carriera può partire da un percorso di bellezza. I miei professori a scuola però, invece di supportarmi, mi prendevano di mira».

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«Io, vittima di violenza sessuale a 19 anni: non denunciai»

Continua il racconto della Ruta: «Ho subito un'aggressione da adolescente, iniziata come aggressione per furto, e divenuta altro. Nessuno è intervenuto, un pomeriggio di ferragosto, erano le due, e per le strade di Roma non c'era nessuno in giro. Ho reagito e questo ha incattivito i due ragazzi, che mi hanno spinto dentro un portone. Ho cominciato a dare calci e mi sono ritrovata seminuda svenuta per terra, perché qualcuno li ha interrotti. Ho commesso due errori, a diciannove anni. Non ho denunciato l'accaduto, perché non ricordavo i loro volti, e non ho detto nulla ai miei, perché non volevo si preoccupassero sapendo che sarei andata avanti e indietro per Roma per fare quelli che erano effettivamente i primi provini in questo mondo. Ma da sola non ce la si fà. Lavoravo e basta, non c'erano persone vicino, le amiche del liceo erano a Torino. Tutto ciò è diventato un macigno. Avevo avuto un ragazzo al liceo e non avevo avuto nessun rapporto con lui, avevo l'idea di arrivare vergine al matrimonio, ma dopo questo attacco non sono riuscita a farmi sfiorare da un uomo. Quando ho conosciuto Goria il rapporto è stato fanciullesco, anche lui è garbato e ingenuo, e mi ha detto che mi avrebbe sposato comunque, un matrimonio bianco. Poi sono arrivati i figli». 

Si passa dunque al rapporto con i figli e con il compagno, Roberto: «Non mi è dispiaciuto che mia figlia parlasse del nostro rapporto durante il GFVIP, anzi perché noi genitori non riusciamo a capire tutto dei nostri figli, quindi capire che, per motivi diversi, entrambi i miei figli erano ancora fragili riguardo la separazione con mio marito, è stato illuminante. I genitori fanno degli errori per tutelare i figli delle volte. Sono stata felice di incontrare il mio compagno, Roberto, dopo l'uscita dalla casa. Mi sposerà? Se me lo chiederà perchè no. Sto aspettando tutto, anello e proposta in ginocchio». 

Domanda secca in chiusura per la Ruta: «Se dovessi scegliere un solo vincitore del GFVIP direi Tommaso, che si merita di vincere, ma anche Dayane si meriterebbe umanamente la vittoria».

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