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Piero Angela morto a 93 anni. L’addio: «Ho fatto la mia parte, ora tocca a voi»

Se ne va a 93 anni il grande giornalista che ha portato la scienza nelle case degli italiani con programmi iconici come “Quark”. Il saluto al pubblico: «È stata un’avventura straordinaria

Piero Angela morto, l'annuncio del figlio Alberto: aveva 93 anni
di Gloria Satta
5 Minuti di Lettura
Sabato 13 Agosto 2022, 11:51 - Ultimo aggiornamento: 14 Agosto, 16:54

«Buon viaggio, papà». Attraverso il tweet postato dal figlio ed erede professionale Alberto Angela, l’Italia ha scoperto ieri mattina che Piero Angela se n’era andato. Nella massima discrezione come aveva sempre vissuto, a 93 anni, dopo un settantennio passato a divulgare la scienza in tv, a scrivere libri, a rappresentare un esempio ininterrotto di amore per la cultura, rigore, buona televisione, curiosità intellettuale, impegno civile, eleganza di modi da gentiluomo. 

I TRAGUARDI

Nato a Torino il 22 dicembre 1928, figlio di uno psichiatra antifascista che salvò numerosi ebrei ricoverandoli nella sua clinica, giornalista, conduttore e saggista con una quarantina di titoli all’attivo, Angela è stato il più famoso ed amato divulgatore del nostro Paese, pilastro della Rai e incarnazione esemplare del servizio pubblico: le sue trasmissioni cult Quark (che debuttò nel 1981), Superquark (1995) e le altre derivate hanno cambiato il modo di parlare di cultura in tv rivelando al grande pubblico i segreti e le scoperte della scienza, dai dinosauri alle meraviglie del cosmo, dal comportamento delle cellule agli abissi marini, dai cambiamenti del clima alle evoluzioni delle neuroscienze. Sempre attraverso un linguaggio semplice, accessibile a tutti, fondato sul rigore della ricerca (Angela ha passato la vita a combattere le pseudoscienze, i ciarlatani, la disinformazione) e il garbo sorridente, secondo lo stile anglosassone introdotto proprio da lui nella nostra televisione. Con il risultato di registrare ogni volta ascolti stellari da far impallidire qualsiasi programma di intrattenimento.

Pur essendo un uomo del secolo scorso, il padre di Quark ha costantemente guardato al futuro manifestando una grande attenzione ai progressi della tecnologia: le sue trasmissioni sono state costellate di ricostruzioni 3D, ologrammi, sofisticate animazioni. Ha fatto anche ricorso ai social: il suo toccante commiato dai telespettatori, il messaggio in cui il giornalista ha confessato la «lunga malattia» che ha funestato l’ultima fase della sua vita è stato postato proprio sul profilo Facebook di Superquark. Angela ha inoltre selezionato i giovani scienziati destinati a condurre Superquark + sulla piattaforma RaiPlay. 

LA FAMIGLIA

Moltissimi i messaggi di cordoglio, da decine di personalità della televisione, dello spettacolo, della scienza e della politica. È stato «un grande italiano cui la Repubblica è riconoscente», ha dichiarato il Presidente Sergio Mattarella che l’anno scorso gli consegnò al Quirinale le insegne di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, una delle numerose onorificenze che il patriarca della divulgazione aveva ricevuto insieme al premio Kalinga dell’Unesco e alle 12 lauree honoris causa, più che meritata compensazione per aver abbandonato gli studi di ingegneria a favore del giornalismo. «Ogni italiano ha imparato qualcosa da lui», ha commentato Pippo Baudo, altro decano della tv, «mi aspetto ora che un pezzetto di Rai venga intitolata a lui».

 

Angela cominciò a lavorare alla Rai a 24 anni come cronista radiofonico. Nel 1954 entra al telegiornale come conduttore, poi come corrispondente da Parigi e Bruxelles, quindi come inviato coprendo dall’America lo sbarco sulla Luna, la guerra in Vietnam, il conflitto in Israele. Tornato in Italia, lascia il tg e scopre il mondo dei documentari che alimentano il suo interesse naturale per la scienza. Nel 1981 nasce Quark, titolo preso in prestito dalla fisica (i quark sono studiatissime particelle subnucleari) e inconfondibile sigla di Bach: il successo della trasmissione è travolgente e anno dopo anno gli regala una celebrità da rockstar. Su Topolino gli dedicano addirittura un alter ego in versione comic: Piero Papera. Appassionato di jazz, Angela in gioventù prima di dedicarsi al giornalismo formò un trio e suonò anche con Duke Ellington. Nel 1955 sposò Margherita Pastore, allieva ballerina alla Scala, che conquistò proprio «suonando il pianoforte». Lasciando senza rimpianti una futura carriera sulle punte, la signora gli ha poi dato due figli: il popolare conduttore Alberto, che ha seguito con successo le orme del padre, e Christine. «Mia moglie è più di metà del mio successo», aveva confidato recentemente Piero, «ha rinunciato alla carriera e portato pazienza per le mie assenze. Mi ha seguito in tutte le mie peregrinazioni. Ha tirato su due figli magnifici». E ancora: «Il patrimonio migliore che i genitori possano lasciare ai figli è la conoscenza, l’istruzione».

Angela ha lavorato fino all’ultimo, celebrando il suo giubileo professionale «come la Regina Elisabetta». Nel 2021, sono diversi i programmi che portano la firma o il volto di Piero, alcuni dei quali condotti insieme al figlio Alberto: Speciale Ulisse, Un pianeta meraviglioso, Il futuro da salvare, E il mare come sta?, il documentario I luoghi della speranza. Alberto l’ha sempre chiamato per nome, Piero, mai papà: «Sono stato io a volerlo, per sottolineare il rapporto di lavoro che oltre all’affetto ci legava», spiegò Angela. Autore nel 2017 dell’autobiografia Il mio lungo viaggio, Piero ha scritto altri best seller tra cui Nel cosmo alla ricerca della vita (1980), La macchina per pensare (1983), Oceani (1991), La sfida del secolo (2006), Perché dobbiamo fare più figli (con L. Pinna, 2008), A cosa serve la politica? (2011), Dietro le quinte della Storia- La vita quotidiana attraverso il tempo (con A. Barbero, 2012), Viaggio dentro la mente: conoscere il cervello per tenerlo in forma (2014), Tredici miliardi di anni. Il romanzo dell’universo (2015), Gli occhi della Gioconda (2016). Un asteroide e un mollusco sono stati battezzati con il suo nome. 

FUNERALE LAICO

Martedi 16 agosto, in Campidoglio dalle 11,30, verrà allestita la camera ardente che precederà il funerale laico. «La morte? È una scocciatura», aveva scherzato Angela di recente. Ma chi, come lui, ha cambiato il nostro modo di guardare il mondo, non se ne va mai del tutto. Soprattutto se lascia parole destinate a far riflettere: «È stata un’avventura straordinaria. Credo di aver fatto la mia parte», ha scritto Angela nel suo commiato, «cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese». 

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