Nicola Savino: «Le mie notti in bianco sognando l'infermiera che mi ha cambiato la vita»

Il popolare conduttore tv: «Quella donna mi amputò un dito, spesso ho degli incubi e per questo mi curo con l’ipnosi. Totti e Ilary? Una mazzata come Al Bano e Romina»

Nicola Savino: «Le mie notti in bianco sognando l'infermiera che mi ha cambiato la vita»
di Andrea Scarpa
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Sabato 20 Agosto 2022, 22:17 - Ultimo aggiornamento: 21 Agosto, 09:38

Fino a pochi giorni fa con la famiglia e una coppia di amici a Kastellorizo, l’isola greca dove nel 1991 Gabriele Salvatores girò il suo Mediterraneo; adesso solo con moglie e figlia a Lipsoi, buen retiro da 800 residenti nell’Egeo meridionale. Prima di debuttare su Tv8 il 12 settembre con 100% Italia - il suo primo quiz, sulle opinioni e le abitudini degli italiani - Nicola Savino se la prende comoda. Ha chiuso la stagione stanchissimo, cosa che dice subito: «Quest’anno sono arrivato cotto alle ferie. E prima di partire, a fine luglio, ho anche fatto l’ultima seduta di ipnosi».

Perché? Qual è il problema?
«Di notte, nel sonno, grido. Tanto. E spesso».

Fa degli incubi?
«Sì. E ora sono diventati un problema».

Quando sono cominciati?
«Più o meno a trent’anni, ma ultimamente sono diventati molto frequenti».

Che cosa sogna?
«Una donna minacciosa alta tre metri che viene verso di me. E chi può vederla così grande? Un bambino di 7 mesi, alto 50 centimetri, proprio com’ero io quando in ospedale l’infermiera - per staccarmi la flebo con le forbici - mi tagliò anche il dito mignolo della mano destra, che poi mi amputarono».

L’ipnosi aiuta?
«Sì. Sono contento del percorso che sto facendo e, soprattutto, di quello che sto capendo. Spero di risolvere presto».

Sua figlia Matilda, 17 anni, vi segue in vacanza con il muso lungo o è mediamente dialogante?
«Diciamo che ci si vede poco, più o meno la sera a cena, ma è bravissima. Ha tutti i difetti degli adolescenti, è disordinata, vive con il cellulare ed è la classica “sdraiata”, come scriveva Michele Serra nel suo libro sul rapporto con il figlio (Gli sdraiati, del 2013, ndr), ma non posso lamentarmi».

La segue a distanza o la marca stretta?
«Lascio fare, vigilando. Qualche paletto va messo anche perché questi ragazzi vogliono capire fin dove possono arrivare».

La paura maggiore?
«Che le possa accadere qualcosa di brutto. Droghe e alcolici non mi sembrano un problema. Non sono bacchettone, sono da sempre antiproibizionista, e le ho detto chiaramente come ci si riduce facendo questo o quello. Mi sembra abbia capito. Fuma l’Iqos, che le compro io. Ho provato a fare come mia madre che, quando intuì tutto, mi disse di fumare davanti a lei, ma non ha funzionato: io smisi subito, lei no. Mi ha risposto: “Non fumo davanti a te, mi vergogno”. E così lo fa di nascosto. Sono tranquillo, però, conosco la gente della notte e quelli che si sfasciano li riconosco al volo».

E come l’ha conosciuta?
«Lavorando in discoteca. L’estate del 1988, a 21 anni, mettevo i dischi in un locale del lago di Lecco, l’Orsa maggiore. Lì ho iniziato a mettere a fuoco tante cose: la provincia, l’invidia, le classi sociali. Voler sembrare sempre qualcun altro. Una sera ho anche perso l’innocenza, la verginità dell’anima». 

Addirittura?
«All’epoca si mettevano ancora i lenti, ma io per essere moderno non lo facevo. Una sera, però, venne da me un signore un po’ sbruffone e me li chiese. Gli dissi che non li avrei suonati. Lui tirò fuori 50 mila lire, e io allora ne guadagnavo 100 mila a sera...».

E li intascò?
«Sì. Accettai quei soldi e gli misi i lenti. Ancora mi brucia. A quell’età dovevo fregarmene. Dovevo tenere il punto e ribellarmi a quell’offerta. Tornassi indietro non lo rifarei».

Cosa farà, invece, su Tv8?
«Guiderò un game show in cui due squadre composte da due concorrenti devono indovinare cosa pensano i 100 italiani che rispondono alle nostre domande».

Quali domande?
«Da “Qual è l’attrice preferita dagli italiani?” fino “All’ultima cosa che fanno gli italiani prima di andare a dormire?».

Cosa si aspetta da questa esperienza?
«Diventare uno di casa all’ora di cena».

Come Gerry Scotti?
«Lui è irraggiungibile, però mi piacerebbe».

Quest’anno ha lavorato per Canale 5 e RaiPlay, con “L’isola dei famosi” e “Il giovane Old”: ha mollato tutto?
«Per ora, sì».

 

La brutta abitudine che lei non si è ancora tolto qual è?
«Purtroppo, e per fortuna, l’alcol. Ho quasi 55 anni e se una volta a settimana bevo tre bicchieri con gli amici, poi sto male. Però che goduria».

Il 25 settembre si vota: che ne pensa di Giorgia Meloni?
«Mi sembra un politico di razza. Io però sono antifascista e ho altre idee rispetto alle sue. Vediamo come va: tutti dicono che vincerà lei. Aspettiamo».

Lei come voterà?
«Non lo dico. Non mi asterrò, ma non mi schiero».

Giorgia ed Elodie si sono già esposte contro la Meloni: il mondo dello spettacolo ha più simpatizzanti di sinistra o di destra?
«Sinistra. Chi non lo è, penso al mio amico Enrico Ruggeri, ha sofferto non poco per questa specie di maccartismo al contrario che c’è da noi». 

Ha lavorato con Ilary Blasi fino a giugno: l’avrebbe mai detto che sarebbe finita così con Totti?
«No. L’anno scorso ho fatto una vacanza estiva con loro bellissima. Me li ricordo affiatati e con dei figli bravi ed educati. La fine del loro matrimonio somiglia un po’ a quella di Al Bano e Romina. Una vera mazzata all’amore».

Dopo 23 anni, invece, come resiste il suo con Manuela Suma?
«Non dandosi per scontati. Condividendo. Regalandosi piccole accortezze». 

Insomma, è un “sottone”?
«Nooo... Molto attento, quello sì».

È vero che vuole fare teatro?
«Mi piacerebbe fare un recital tipo Nicola Savino Show, dove raccontarmi a 360 gradi. Penso a quello che fa Alessandro Haber, che mi piace molto».

C’è già un progetto o è solo un’idea?
«Per ora, niente. Invece in un locale di Milano, l’Apollo, da metà novembre, ogni mese farò Il giovane Apollo. In pratica, Il giovane Old fatto l’anno scorso su RaiPlay ma più indie e senza telecamere. Ci sarà lo stesso cast».

Anche in radio vuole fare un suo show?
«No. Io e Linus in radio siamo come gli Stones, separarsi non ci conviene».

Chi sarebbe Jagger e chi Richards?
«Io sarei Keith». 

Savino come Richards.
«Vabbè, era una battuta...».

Da anni dite che potreste lasciare da un momento all’altro: a che punto siete?
«A settembre torniamo, perché funzioniamo alla grande, ma non siamo più ragazzini. Linus ha dieci anni più di me e se molla lui anch’io potrei fare lo stesso».

Voi due siete davvero amici?
«Sì, certo. Non facciamo le vacanze insieme e ci frequentiamo poco durante l’anno, ma siamo amici. Se penso ad altre coppie artistiche il nostro è un idillio». 

A chi sta pensando?
«A tanti. Franco e Ciccio, per esempio, che si detestavano. I miei genitori, invece, in tempi diversi, prima di morire, mi hanno spontaneamente detto: “Ricordalo, Linus ti vuole bene”. Quindi se uno mi parla male di lui me la prendo. Io posso farlo, non gli altri».

E cosa non le va giù di Linus?
«Non lo dico perché così armerei quelli che ce l’hanno con lui».

Amadeus si è fatto vivo per Sanremo?
«No. Lui ormai è una leggenda, ma se chiama vado di corsa».

A settembre riprende le sedute di ipnosi?
«Sì, certo. E faccio anche un po’ di agopuntura. Mi fa star bene e mi toglie l’ansia. A proposito, non vorrei agitarmi: con quello che ho detto non è che passo da comunista?».

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