Nada Cella, svolta dopo 25 anni: per l'omicidio indagata una donna. Movente passionale

In campo il genetista del caso Gambirasio. Sotto inchiesta anche il datore di lavoro della vittima

Nada Cella, svolta dopo 25 anni: per l'omicidio indagata una donna. Movente passionale
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Giovedì 4 Novembre 2021, 18:58 - Ultimo aggiornamento: 19:07

La pista passionale per un omicidio insoluto. Dopo 25 anni dal delitto, le indagini sulla morte di Nada Cella, la giovane segretaria uccisa nel 1996 a Chiavari all'interno dello studio in cui lavorava, potrebbero essere a una svolta: la procura di Genova ha indagato per omicidio una donna, Annalucia Cecere. Con lei sono stati iscritti sul registro anche i nomi dell'ex datore di lavoro della vittima, il commercialista Marco Soracco, e dell'anziana madre, Teresa Bucchioni, per false dichiarazioni al pubblico ministero. I tre hanno ricevuto l'avviso di garanzia visto che domani verrà dato incarico al genetista Emiliano Giardina di eseguire esami sui reperti di Dna trovati sulla scena del delitto. Giardina è il genetista che arrivò a Ignoto 1 nel caso di Yara Gambirasio. Altri esami saranno eseguiti dalla scientifica. 

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Il movente passionale

A far riaprire il caso - che ricorda quello più famoso e rimasto irrisolto di Simonetta Cesaroni uccisa a Roma nel 1990 - è stata l'attività incessante svolta dalla criminologa Antonella Pesce Delfino, incaricata dalla famiglia di Nada insieme con l'avvocatessa Sabrina Franzone. L'esperta ha riesaminato il fascicolo raccogliendo spunti investigativi che erano stati sottovalutati all'epoca. Secondo gli investigatori della squadra mobile, coordinati dal procuratore capo facente funzioni Francesco Pinto e dal sostituto Gabriella Dotto, la donna indagata era invaghita di Soracco ma lui era innamorato della sua segretaria. L'uomo, tuttavia, quella mattina potrebbe avere visto la presunta assassina uscire dall'ufficio ma l'avrebbe coperta in tutti questi anni. Nada Cella aveva 25 anni e venne uccisa la mattina del 6 maggio del 1996 in un appartamento di via Marsala, a Chiavari, dove aveva lo studio il commercialista Marco Soracco che venne indagato e poi prosciolto. La giovane donna venne colpita alla testa con un oggetto pesante che non è stato mai ritrovato.

Il commercialista Marco Soracco

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Gli indizi sottovalutati

Sono diversi gli elementi analizzati prima dalla criminologa Pesce Delfino e poi dagli investigatori della mobile che hanno portato la procura di Genova a sospettare Annalucia Cecere per l'omicidio di Nadia Cella. La donna, 53 anni, era stata indagata fin dall'inizio ma era poi stata archiviata subito. In casa gli investigatori dell'epoca avevano trovato alcuni bottoni in un cassetto uguali a quello ritrovato sotto il corpo della segretaria. Bottoni di una giacca maschile che la presunta assassina avrebbe tolto e conservato perché di valore. Due testimoni, quella mattina del 6 maggio 1996, l'avrebbero vista passare dalla strada dello studio di Soracco intorno all'ora del delitto. Cecere aveva conosciuto Soracco a un corso di ballo e poi lo avrebbe rivisto in alcune serate in discoteca. Secondo gli investigatori, la donna si sarebbe invaghita del commercialista e avrebbe cercato di prendere il posto di Nada come segretaria per entrare nelle sue grazie. Dopo l'omicidio ha lasciato Chiavari per trasferirsi in Piemonte. Nel 2016 era stata assunta come maestra elementare ma era stata licenziata a inizio 2017 per un provvedimento disciplinare. A mancare è l'ultimo tassello ovvero quello del Dna. Ad eseguire gli esami sarà proprio il professor Emiliano Giardina, il genetista che arrivò all'Ignoto 1 nel caso di Yara Gambirasio. 

La fiducia della famiglia

«Fiducia nella giustizia e speriamo che finalmente la verità venga a galla»: questi i primi pensieri di Silvana Smaniotto, madre di Nada Cella, affidati all'avvocata Sabrina Franzoni alla notizia che c'è una persona indagata per l'omicidio 25 anni fa della figlia. «Siamo contenti di questa svolta dovuta principalmente al decisivo interessamento della criminologa Antonella Pesce Delfino che con le sue intuizioni ha convinto la Procura a riaprire il caso. Ci speravamo vista l'accuratezza con la quale la dottoressa Gabriella Dotto ha lavorato per individuare e incriminare finalmente un possibile autore dell'efferato delitto. Siamo in una nuova fase istruttoria. Gli elementi raccolti sicuramente renderanno giustizia alla mamma di Nada Cella, al suo papà scomparso e ovviamente a lei uccisa a 25 anni», conclude.

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