GRAN BRETAGNA

Meghan e Harry, il conto per i tabloid inglesi: risarcimento da 750.000 sterline e scuse pubbliche

Martedì 2 Marzo 2021
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Meghan e Harry presentano il conto ai tabloid inglesi: risarcimento da 750.000 sterline e scuse pubbliche

Nessun compromesso, 750.000 sterline di risarcimento per le spese legali sostenute, scuse ufficiali in prima pagina e restituzione senza altri indugi delle lettere originali pubblicate. È questa l'intransigente richiesta avanzata dagli avvocati di Meghan Markle nei confronti della Associated Newspapers Ltd (Anl), casa madre del Daily Mail e  del Mail on Sunday. Gli storici tabloid nazional-populisti britannici sono stati riconosciuti colpevoli nelle settimane scorse da un tribunale londinese di aver violato la privacy e i diritti di autore della duchessa di Sussex con la pubblicazione nel 2018 di lettere private inviate dalla consorte del principe Harry in tono addolorato allo "snaturato" padre Thomas. L'editore aveva già annunciato ricorso contro il verdetto, giudicando eccessivo l'importo fatturato dai legali della duchessa per i costi di un'azione giudiziaria durata mesi: costi pari in totale a 1,5 milioni di sterline, secondo l'Anl.

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Ma il dispositivo che ha dato torto su tutta la linea al tabloid è comunque esecutivo e gli avvocati di Meghan non intendono dare tregua, semmai vedere umiliato il più velenoso e aggressivo dei giornali sensazionalistici d'Oltremanica. Tanto più poiché - accusano - l'Anl si è finora ostinata a non riconsegnare le missive carpite e continua a sfidare platealmente la sentenza che aveva bollato come «illegale» il comportamento delle sue testate. Di qui l'istanza presentata oggi al giudice d'appello Mark Warby con il richiamo a un'ordinanza ad hoc che imponga punitivamente il versamento preliminare da 750.000 sterline e la pubblicazione di un atto di scuse in prima pagina sia sul Mail on Sunday sia sul Mail online; nonché la restituzione immediata di tutti gli originali delle lettere ottenute «illegalmente» da Thomas Markle, oltre alla «distruzione» di qualunque copia di quei testi o di appunti e note ad essi legati.

Si tratta di provvedimenti necessari, nelle parole dell'avvocato Ian Mill, citato dal Guardian, per costringere il Mail a fare ammenda una volta per tutte, accettando con un riconoscimento pubblico la sconfitta legale di fronte alla 39enne duchessa ed ex attrice californiana; e nello stesso tempo per «scoraggiare futuri malintenzionati». Solo allora, par di capire, la sete di rivincita di Meghan sarà pienamente soddisfatta. Al pari di quella del marito Harry, protagonista con lei in questi mesi di una vera e propria crociata di denunce e cause (finora tutte vinte) contro la stampa britannica più ostile.

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Denunce che i Sussex - finiti sotto tiro nel Regno Unito prima e dopo la loro decisione di lasciare l'isola col piccolo Archie, e i compiti di membri senior della famiglia reale, in favore di una maggiore autonomia negli Usa - si preparano del resto a ripetere in un'intervista-evento alla celebre anchorwoman afroamericana Oprah Winfrey che sarà trasmessa dalla Cbs il 7 marzo, fra le attese di mezzo mondo e il potenziale imbarazzo dei Windsor: come il secondogenito di Carlo e Diana ha già lasciato intendere in alcune anticipazioni, accusando senza mezzi termini i tabloid d'aver rischiato di distruggere la sua salute mentale e di averlo in sostanza costretto al trasferimento al di là dell'Oceano con la famiglia, nel timore che a colpi di scandalismo e pregiudizi potessero far «ripetere la storia» della tragica fine di sua madre.

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Ultimo aggiornamento: 18:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA