Harry, la polizia di Los Angeles a casa sua nella notte per avvertirlo della morte di Filippo

Harry, la polizia di Los Angeles a casa sua nella notte per avvertirlo della morte di Filippo
di Riccardo De Palo
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Venerdì 28 Maggio 2021, 20:55 - Ultimo aggiornamento: 29 Maggio, 09:06

Il principe Harry si è ritrovato nel cuore della notte gli agenti della polizia di Los Angeles davanti alla porta di casa. Ma no: non erano venuti per arrestarlo. 

Il curioso retroscena risale al giorno della morte del principe Filippo, ed è stato rivelato dall’informatissimo sito americano TMZ. Quando il duca di Edimburgo passò a miglior vita - scrive la testata - alla veneranda età di 99 anni, un diplomatico chiamò il principe al telefono alle tre del mattino ripetutamente, per informarlo della morte del nonno, ma senza ricevere alcuna risposta. 

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Fonti delle forze di sicurezza americane hanno raccontato che non è chiaro se Meghan e Harry avessero spento le suonerie, nella loro lussuosa casa di Montecito, in California, o se la loro resistenza ad alzare la cornetta fosse dovuta semplicemente al sonno pesante. Fatto sta che non hanno risposto. E il diplomatico - che presumibilmente chiamava  dall’ambasciata britannica a Washington - non si è dato per vinto, e dopo numerose telefonate andate a vuoto si è rivolto direttamente allo sceriffo della polizia di Santa Barbara, a cui ha chiesto se fosse possibile mandare una volante alla villa di Harry per informarlo che l’ambasciata lo stava cercando urgentemente.

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Il dipartimento di polizia ha accettato di buon grado la richiesta del diplomatico e ha spedito un agente davanti al cancello della proprietà di Meghan e Harry, dove è riuscito a contattare qualcuno - presumibilmente un inserviente - che ha informato Meghan e Harry della chiamata urgente da effettuare. Ed è così che il principe ha appreso della morte di Filippo. Il resto della storia è nota: Harry si è precipitato a comprare un biglietto aereo per Londra, dove ha partecipato al funerale e ha espresso il suo cordoglio e il suo dolore davanti alla bara del nonno. 

Il giornale si pone alcune questioni, tutte legittime. Se i reali inglesi erano così scossi, dopo le accuse di razzismo rivolte alla Corte in mondovisione, nell’ormai famosa intervista a Oprah Winfrey, perché si sono premurati di fargli sapere direttamente della morte del loro congiunto, senza che lo venisse a sapere dai media? 

Ma qui anche i giornali inglesi esprimono qualche riflessione. Il Daily Mail nota che l’annuncio ufficiale di Buckingham Palace era stato dato alle 12 dello stesso giorno, e quindi un’ora prima della telefonata a Harry, considerato il fuso orario. Inoltre, in base a verifiche dirette della testata, né l’ambasciata britannica a Washington, né quella americana a Londra, avrebbero richiesto l’intervento della polizia per informare Harry.  E soprattutto non avrebbero mandato qualcuno per contattarlo nel cuore della notte, nella sua villa da 12 milioni di euro in California. E allora, si apre un piccolo giallo. Chi sarà stato a chiamare l’ufficio dello sceriffo per pregarlo di intervenire? Che sia stato un agente britannico dell’MI5, parente prossimo di James Bond? O un solerte funzionario di corte, che si è finto diplomatico per far entrare in azione il leggendario LAPD?

Di certo la missione della polizia nel cuore della notte c'è stata, come rivela il Sun, che ha contattato direttamente l'agente Rob Minter, dell'ufficio dello sceriffo di Santa Barbara: «Siamo andati per notificare la notizia - ha datto il poliziotto - se n'è incaricato uno dei nostri agenti, che ha parlato con un uomo della sicurezza di Montecito, il quale ci ha assicurato che il messaggio sarebbe arrivato a destinazione».

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