La Cisl denuncia: «Nel carcere del capoluogo sovraffollamento al 170 percento»

La Cisl denuncia: «Nel carcere del capoluogo sovraffollamento al 170 percento»
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Venerdì 6 Agosto 2021, 05:02 - Ultimo aggiornamento: 09:07

 Continua ad essere allarmante la situazione all'interno delle carceri del Lazio e ancora di più quella della casa circondariale di Latina. E' quanto emerge dal periodico rapporto del Ministero della giustizia aggiornato al 31 luglio scorso sul sovraffollamento che risulta essere in tutta la regione di 305 detenuti su una popolazione di 5.544 persone.

La capienza regolamentare prevista si fermerebbe in realtà a 5.239. E la struttura detentiva del capoluogo pontino presenta dei numeri che la collocano addirittura al primo posto in Italia con un tasso di sovraffollamento del 170% quando la media nazionale è del 105%. Nel comunicare gli ultimi dati il segretario generale Cisl FNS Lazio Massimo Costantino esprime grande preoccupazione per la situazione di via Aspromonte. Preoccupa il sovraffollamento negli istituti di Viterbo con 94 detenuti oltre il consentito sottolinea il sindacalista - Regina Coeli con 271 detenuti ma soprattutto Latina che con i 47 detenuti in eccesso rispetto alla capienza risulta avere il tasso di affollamento risulta il più alto d'Italia, 170 %, quando la media nazionale si ferma a 105%. La casa circondariale di Latina potrebbe accogliere 77 detenuti ma attualmente ce ne sono 124 dei quali 43 donne e 32 stranieri. Il tutto con una evidente carenza di personale di polizia penitenziaria: se nel Lazio c'è stato un incremento di 121 uomini e 15 donne - collegato al termine del corso allievi agenti - di questi nuovi agenti soltanto 6 sono stati assegnati all'istituto di pena pontino: si tratta di tre uomini e tre donne che prenderanno servizio a via Aspromonte entro il 15 settembre prossimo. I nuovi operatori non coprono comunque i vuoti di organico del personale penitenziario che continua ad essere sottodimensionato rispetto alle reali esigenze della struttura. La Fns Cisl, che continua a denunciare le criticità del sistema penitenziario e a chiedere «un confronto proficuo con il sindacato, attivando misure strutturali, non tampone, per restituire certezze a tutto il personale» sollecita anche con urgenza la predisposizione di protocolli d'intesa con le Regioni.
E. Gan.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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