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Latina, Del Prete e Forzan ascoltati per ore dai magistrati, Adinolfi chiede il rinvio

Latina, Del Prete e Forzan ascoltati per ore dai magistrati, Adinolfi chiede il rinvio
di Elena Ganelli
3 Minuti di Lettura
Venerdì 16 Luglio 2021, 05:02 - Ultimo aggiornamento: 10:24

Dopo le ordinanze di custodia cautelare giornata di interrogatori ieri per le persone coinvolte nell'inchiesta della Dda sullo scambio elettorale politico di tipo mafioso. Il primo ad essere ascoltato è stato Emanuele Forzan, collaboratore di Raffaele Del Prete e in forza al gruppo consiliare della Lega alla Regione Lazio. Secondo gli investigatori avrebbe gestito la segreteria elettorale, organizzato e pianificato le modalità dell'accordo corruttivo tenendo i rapporti con Agostino Riccardo per conto dello stesso Del Prete, il tutto con l'obiettivo di riuscire a far eleggere Matteo Adinolfi, capolista di Noi con Salvini alle amministrative di Latina del 2016.


Forzan, assistito dall'avvocato Kristalia Papaevangeliu, è stato ascoltato per oltre quattro ore presso il Tribunale di Roma, a piazzale Clodio, e ha risposto alle domande sia del giudice per le indagini preliminari Bernadette Nicotra, firmataria dell'ordinanza cautelare, che del sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Corrado Fasanelli. Forzan ha risposto alle domande fornendo la sua versione dei fatti e spiegato le modalità del suo rapporto con Agostino Riccardo. La difesa ha depositato una richiesta di revoca dell'ordinanza cautelare che lo ha posto ai domiciliari e, in subordine, la concessione dell'obbligo di firma. Si è difeso a lungo, in un colloquio durato più di tre ore, anche Raffaele Del Prete ascoltato nel pomeriggio di ieri dal gip Nicola e dagli altri due pubblici ministeri titolarti dell'inchiesta, Luigia Spinelli e Claudio De Lazzaro.

L'imprenditore, assistito dall'avvocato Dino Lucchetti, ha negato di avere promesso soldi in cambio di voti per quello che secondo gli investigatori doveva essere il suo candidato, Adinolfi. Ha spiegato che Agostino Riccardo gli aveva chiesto aiuto perché aveva bisogno di lavorare e lui lo aveva indirizzato a coloro che si occupavano delle campagne elettorali aggiungendo di avergli consegnato complessivamente poco più di 2mila euro e non i 45mila euro che gli vengono contestati dagli inquirenti. A supporto di tale ricostruzione ha depositato nuovamente gli screenshot dei messaggi tra lui e Riccardo che erano già stati inviati ai magistrati della Dda in passato. A conclusione dell'interrogatorio il legale ha chiesto la revoca dei domiciliari e in subordine gli obblighi di firma. Per quanto riguarda invece l'europarlamentare della Lega Matteo Adinolfi, i suoi legali gli avvocati Luca Giudetti e Guerrino Maestri hanno chiesto ai magistrati di poter spostare la data dell'interrogatorio, fissato per martedì prossimo, per impegni istituzionali a Bruxelles. L'istanza è stata accolta e Adinolfi sarà ascoltato giovedì 22 luglio a Roma.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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