Zanetti, viceministro dell'Economia: «Non basta solo cambiare Equitalia va anche interrotta la caccia al gettito»

Zanetti, viceministro dell'Economia: «Non basta solo cambiare Equitalia va anche interrotta la caccia al gettito»
di Andrea Bassi
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Lunedì 30 Maggio 2016, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 23:38
ROMA Matteo Renzi non è l’unico membro del governo ad aver ricevuto una cartella di Equitalia. «Anch’io qualche giorno fa ne ho ricevuta una da 6 mila euro per un omesso versamento Iva del 2012», racconta il vice ministro dell’Economia Enrico Zanetti, «ma si trattava di un loro errore, sono andato agli uffici con le carte e tutto si è sistemato. Succede». 

Sarebbe meglio di no, come sostiene Renzi, che ha annunciato la riforma della riscossione. L’idea sarebbe quella di trasformare Equitalia in un dipartimento dell’Agenzia delle Entrate. Basta questo a risolvere i problemi?
«No, non basta. Esattamente come non basterebbe nemmeno fare un’altra scelta della quale pure si è discusso, ossia di rendere Equitalia una sorta di agenzia della riscossione alle dirette dipendenze del ministero dell’Economia e autonoma dall’Agenzia delle Entrate. Entrambe queste scelte non sono dirimenti. Non basta cambiare il nome a Equitalia e trasformarla in un dipartimento del Fisco ». 

Cosa serve allora?
«Vanno modificate da un lato le regole che presiedono alla riscossione, e dall’altro vanno cambiati, come in parte stiamo cercando di fare, i meccanismi che stanno a monte, quelli che regolano l’operatività dell’Agenzia delle Entrate ma anche dei Comuni, evitando che ci sia una sorta di caccia al gettito». 

In che modo va modificata l’operatività dell’Agenzia?
«Proseguendo sul cammino iniziato lo scorso anno, attraverso la modifica degli obiettivi incentivati dell’Agenzia, eliminando per esempio il gettito dai risultati per i quali dirigenti e funzionari del Fisco prendono un premio. Si potrebbe invece mettere tra gli obiettivi il rapporto tra quanto viene accertato e quanto viene poi concretamente riscosso. Queste sono le strade con cui eviti a monte della riscossione che si producano delle pretese ingiuste. C’è poi un’altra leva sulla quale bisognerebbe agire». 

Quale?
«Una maggiore autonomia decisionale di Equitalia». 

In che senso?
«Le regole della riscossione devono diventare più flessibili. In Parlamento continuiamo a fare provvedimenti per la riapertura della rateizzazione dei debiti fiscali. È giustissimo farlo, ma sarebbe meglio consentire direttamente a Equitalia di decidere in autonomia quando e a chi concederle. Come esiste un accertamento con adesione dovrebbe esistere anche una riscossione con adesione. Questo sì semplificherebbe i rapporti con il cittadino».

Con uno dei prossimi decreti attuativi della riforma della Pubblica amministrazione, il governo della macchina fiscale passerà dal ministero dell’Economia a Palazzo Chigi. Cosa cambierà?
«Dipende da come i poteri verranno esercitati. In questi anni, a mio avviso, il controllo effettuato dal ministero sull’Agenzia delle Entrate è stato molto modesto, e in passato è stata più l’Agenzia a controllare il ministero che il contrario. Passare a Palazzo Chigi non è dirimente, l’importante è che controllo e atti d’indirizzo vadano nella direzione giusta. E quella direzione la si decide a livello collegiale, nel consiglio dei ministri». 

Cambiamo argomento. Il treno della prossima legge di Stabilità si è riempito di vagoni, dalla riduzione dell’Irpef, alle pensioni, fino alla decontribuzione. Tutte misure costose...
«È nella consapevolezza di tutti che nelle prossime settimane bisognerà fare delle scelte. Tutto nel 2017 non potrà essere fatto. Ma c’è una cosa che a mio avviso fino ad oggi non è stata ben valutata». 

Cosa?
«La decisione della Commissione Ue di rivedere i meccanismi di calcolo dell’output gap, il valore che serve per calcolare il pareggio di bilancio strutturale. Secondo alcuni modelli matematici l’Italia sarebbe già in avanzo. Se questi modelli fossero riconosciuti validi avremmo un impatto rilevante in grado di liberare molte risorse per le politiche del governo».

 
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