Clima, nel 2018 pioggia record: «Scongiurato il pericolo siccità»

Mercoledì 14 Marzo 2018 di Valeria Arnaldi
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Pioggia, gelo e neve. Il meteo di inizio anno sta facendo registrare una significativa inversione di tendenza rispetto ai mesi passati. Nel corso dell’inverno, sul nostro Paese, è caduto il 16% di acqua in più rispetto alla media storica degli inverni del periodo 1971-2000. E il dato sale al 20% nel Nord Italia. L’anomalia, a livello nazionale, si deve soprattutto al mese di febbraio, che ha fatto registrare il 56% di precipitazioni in più rispetto alla media storica del mese, nello stesso intervallo di tempo. A segnalare il nuovo andamento, inverso rispetto al deficit idrico dei mesi precedenti e, in generale, del 2017, è Coldiretti, sulla base di elaborazioni di dati Isac Cnr. Lo scorso anno, infatti, con oltre un quarto di precipitazioni in meno, circa il 27%, è stato classificato come il più siccitoso dall’inizio delle rilevazioni storiche. Il 2018, invece, sembra candidarsi al primato del più piovoso. 

Le intense precipitazioni del mese passato hanno «contribuito a riportare il bilancio pluviometrico in Italia in linea con la media del periodo 1981-2010, in particolare nelle regioni del Nord Italia - commenta Federico Fierli, ricercatore Isac Cnr - e certamente ciò rappresenta un fattore potenzialmente positivo in un quadro finora preoccupante se non di allarme» a causa del deficit idrico. 

«L’anno in corso è in controtendenza rispetto a quelli passati, ci sta regalando più acqua a fronte degli ultimi inverni nei quali è stata registrata una evidente diminuzione delle precipitazioni, è un segnale positivo - dice Bernardo Gozzini, direttore Cnr Lamma - A gennaio e febbraio scorsi, inoltre, ci sono state abbondanti nevicate, lunghe e consistenti, come non si verificavano da anni, sia sulle Alpi sia sull’Appennino. La neve è un serbatoio importante per incrementare le falde che, nei mesi passati si sono fortemente abbassate. La riserva d’acqua ci dovrebbe consentire di affrontare l’estate con più tranquillità, anche perché le previsioni mostrano una nuova perturbazione in arrivo già venerdì, la stagione si prospetta quindi ancora piovosa». Un’inversione che non si può, però, per ora definire stabile. «Dal 2000 ad oggi - aggiunge - stiamo riscontrando una sempre maggiore variabilità meteorologica. Il cambiamento di quest’anno è importante ma bisogna vedere cosa succederà nei prossimi». 

L’anomalia dell’inverno che sta terminando non è solo italiana. «Il mese di febbraio è stato più freddo del periodo 1981-2010 per larga parte del continente europeo, tranne che per le regioni peri-Artiche e per il sud-est del continente - aggiunge Fierli - Il bilancio climatico è stato fortemente influenzato dall’intrusione di aria fredda artica registrata a fine mese». Guardando agli ultimi dodici mesi, la situazione nel nostro Paese «rientra - prosegue - in uno scenario compatibile con il cambiamento climatico: una intensificazione di eventi “estremi”». 

LE PREVISIONI
Intanto, i numeri consolano in vista di primavera ed estate. «Il ripristino delle riserve idriche in terreni, montagne, invasi, laghi e fiumi - dice Coldiretti - è particolarmente importante per gli usi civili e per quelli agricoli con l’arrivo della primavera e dell’estate, quando con il caldo i consumi aumentano nelle città e le colture avranno bisogno di acqua per crescere». E a confortare sono pure le previsioni meteo. «Da venerdì è prevista una nuova perturbazione su tutte le zone tirreniche - afferma Gozzini - Inoltre, si annunciano piovosi anche i mesi di aprile e maggio. Ora occorre imparare a gestire con cautela le risorse idriche in vista di possibili periodi siccitosi che potrebbero tornare a verificarsi in futuro».
  Ultimo aggiornamento: 23:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA