Zelensky: «Pace possibile solo se vedrò Putin». Ergastolo al soldato russo
La ritorsione sugli Azov: «Un processo a Mariupol»

Il sergente 21enne colpevole di aver ucciso un civile indifeso. Kiev: «Alla sbarra altri 48». I filorussi vogliono giudicare i reduci della acciaieria: «Niente scambi con l’oligarca»

Ucraina diretta oggi 23 maggio
di Cristiana Mangani
22 Minuti di Lettura
Lunedì 23 Maggio 2022, 06:26 - Ultimo aggiornamento: 24 Maggio, 06:28

«Ergastolo»: la sentenza arriva nell’aula del Tribunale di Kiev. Vadim Shishimarin ascolta con lo sguardo basso, i capelli rasati e la consueta tuta grigia e azzurra con il cappuccio. Il giudice Serghei Agafonov riconosce il soldato russo di 21 anni colpevole di crimini di guerra e omicidio premeditato per aver ucciso un civile disarmato, il 62enne Oleksander Shelipov, nell’oblast di Sumy il 28 febbraio scorso, appena 4 giorni dopo l’inizio dell’invasione in Ucraina. Shishimarin, che in aula si era riconosciuto colpevole e aveva chiesto perdono alla moglie della vittima, è stato condannato al massimo della pena in un processo durato appena una decina di giorni. Dopo giorni di silenzio sulla vicenda da parte del Cremlino, trinceratosi dietro a un «non abbiamo abbastanza informazioni», poco prima dell’udienza il portavoce di Vladimir Putin, Dmitri Peskov, si è detto «preoccupato per la sorte del nostro cittadino», lamentando l’impossibilità di «difendere i suoi interessi sul campo» vista l’assenza di diplomatici russi in Ucraina. «Ma questo non significa che smetteremo di considerare i modi per continuare i nostri sforzi attraverso altri canali», ha aggiunto Peskov, lasciando aperta la porta a un eventuale scambio di prigionieri, finora rifiutato ai combattenti dell’Azovstal. 

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Nessun ordine

Il Tribunale di Kiev ha respinto la tesi che Vadim «avesse eseguito un ordine» perché impartito non da un superiore ma da un altro soldato. Infine non ha ritenuto sincero il rimorso dell’imputato, espresso in un drammatico scambio in aula con Kateryna Shelipova, la vedova della vittima. «Se decidono di commettere atrocità li troveremo tutti. Sarete ritenuti responsabili di tutte le vostre atrocità», ha commentato la procuratrice generale ucraina Iryna Venediktova, che ha sul tavolo altre 13.000 indagini aperte per crimini di guerra. Il magistrato sta preparando 48 nuovi processi, anche se - viene specificato -, sottoporre prigionieri di guerra a processo mentre il conflitto è in corso potrebbe rappresentare una violazione della convenzione di Ginevra.
Non è detto, comunque, che Shishimarin resti dentro per tutta la vita. Lo scambio di prigionieri è l’unico canale negoziale che al momento sembra potersi aprire fra Mosca e Kiev, e la stessa vedova del pensionato ucciso ha fatto capire che il sergente-killer potrebbe rientrare nella trattativa. Tutto questo potrebbe accadere se i russi, a loro volta, rilasciassero i soldati dell’Azovstal: alla stessa stregua, dall’altra parte s’avviano a processarli nelle repubbliche di Donetsk e di Lugansk, con l’accusa di terrorismo e crimini di guerra. Il Cremlino fa capire che qualcosa si muoverà, ma probabilmente allestiranno udienze spettacolari, come già fecero per molti catturati nel Donbass. Nel frattempo, l’oligarca filorusso Viktor Medvedchuk, considerato vicino al presidente Putin, ha deciso di parlare e ha testimoniato contro l’ex presidente ucraino Petro Poroshenko, raccontando del ruolo di quest’ultimo nel business del carbone e nella gestione dell’oleodotto Samara-Western. Medvedchuk è sospettato di alto tradimento e sostegno al terrorismo, ha raccontato di un piano per ritirare parte del principale oleodotto Samara-Western dalla proprietà statale con l’obiettivo di aumentarvi le quantità di carburante diesel trasportate. Nella sua ricostruzione l’allora presidente non solo gli avrebbe chiesto di contattare la leadership russa, ma anche di assicurarsi che una serie di istituzioni - dalla magistratura all’Antitrust - non bloccassero l’operazione, e adottassero «decisioni necessarie agli interessi personali di Poroshenko». Il video della sua testimonianza è stato diffuso dagli 007 di Kiev. 

La reazione

Sulla vicenda dei combattenti ucraini che si sono arresi e sono usciti dalle acciaierie è intervenuto, poi, il capo dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, Denis Pushilin: «I criminali della Azovstal devono essere giudicati in tribunale, da una Corte internazionale», ha detto. Una fonte a conoscenza dei preparativi per il procedimento ha spiegato che «le informazioni preliminari disponibili indicano che il primo processo provvisorio si svolgerà proprio qui a Mariupol», aggiungendo che ci saranno fasi, che potrebbero aver luogo in altre località. A stretto giro è intervenuto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, e riguardo alla possibilità specifica che i difensori di Azovstal, che per la precisione sono 2.439 persone tra cui 78 donne, possano esser scambiati con l’oligarca ha chiarito: «Medvedchuk è un cittadino ucraino e non è un militare. Coloro che si sono arresi ad Azovstal sono militari o membri di unità nazionaliste, quindi sono categorie di persone completamente diverse ed è difficile prendere in considerazione qualsiasi scambio». 
Sul campo, intanto, le truppe russe hanno attaccato Mykolaiv con munizioni a grappolo “Tornado”. Vicino a Vrubivka nel Lugansk un autobus utilizzato per evacuare i civili è finito sotto il fuoco nemico, ma 18 persone sono riuscite a scappare. A questo si aggiunge un nuovo catastrofico bilancio di vittime. E a parlarne è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «Abbiamo terminato le operazioni a Desna - afferma -. Sotto le macerie abbiamo trovato 87 cadaveri». L’ultima strage emerge dopo quasi una settimana di scavi tra i detriti dell’ennesimo bombardamento russo.

L’offensiva

E mentre la guerra entra nel quarto mese, l’offensiva continua a spingere sul Donbass. L’obiettivo primario resta la presa di Severodonetsk, chiave per la conquista dell’intero oblast di Lugansk, dove secondo il governatore Serhiy Gaidai i russi stanno facendo «terra bruciata, distruggendo deliberatamente la città». Un assalto condotto riposizionando le forze ritiratesi dalla regione di Kharkiv e quelle che hanno concluso l’assedio di Mariupol, dopo la presa dell’acciaieria Azovstal, schierate insieme alle milizie separatiste filorusse e alle truppe appena mobilitate dalla Siberia. Una concentrazione che sembra confermare la «priorità tattica» attribuita all’operazione dagli alti comandi dell’esercito di Vladimir Putin. Anche per Mosca questa guerra si sta rivelando sempre più costosa. Le stime di Kiev parlando di quasi trentamila soldati nemici uccisi. Il bilancio di tre mesi, sottolinea l’intelligence britannica, è già paragonabile a quello registrato dall’allora Unione Sovietica in nove anni di guerra in Afghanistan.
Continua, intanto, l’assistenza militare dell’Occidente a Kiev: 20 Paesi, tra i quali l’Italia (che è stata ringraziata dal capo del Pentagono Austin), hanno annunciato l’invio di munizioni, artiglieria strategica, sistemi per la difesa costiera, carri armati e mezzi blindati. E Zelensky ribadisce la sua posizione riguardo alle negoziazioni. «Non accetto nessun incontro con mediatori russi, ma solo con il presidente Vladimir Putin - sostiene fermamente -, e la questione sul tavolo deve essere una sola: far finire la guerra. Senza di lui non si prendono decisioni e dobbiamo esserne ben consapevoli». 

Guerra, le notizie in diretta oggi 23 maggio

Ore 00.00 - A Severodonetsk, nella regione di Lugansk del Donbass (est), i russi stanno facendo «terra bruciata, distruggendo deliberatamente la città». Lo denuncia il governatore regionale Sergei Gaidai affermando che Mosca sta riposizionando lì le forze che si sono ritirate dalla regione di Kharkiv, altre coinvolte nell'assedio di Mariupol, le milizie separatiste filorusse e persino le truppe appena mobilitate dalla Siberia per concentrarsi nell'est dell'Ucraina. Gaidai ha avvertito che le forze russe hanno distrutto tutti i ponti, tranne uno, attraverso il fiume Siversky Donets e che Severedonetsk è quasi tagliata fuori.

Ore 23.45 - Riconquistare militarmente la Crimea costerebbe all'Ucraina «centinaia di migliaia» di vittime tra i soldati di Kiev. Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, a quanto riporta Ukrainska Pravda.

Ore 23.20 - I leader occidentali secondo i quali la Russia «deve essere sconfitta» non hanno studiato bene la Storia. Lo ha detto il ministro degli Esteri di Mosca, Serghei Lavrov, citato dall'agenzia Tass. «Dicono - ha affermato Lavrov - che la Russia deve essere sconfitta, che devono sconfiggere la Russia, fare in modo che la Russia perda sul terreno. (...) Devono essere andati male a scuola. Hanno tratto conclusioni errate dalla comprensione del passato e della Russia».

Ore 23.15 -  Le relazioni economiche tra Russia e Cina diventeranno «più strette», mentre l'Occidente «assume un atteggiamento da dittatore». Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, citato dall'agenzia Tass.

Ore 23.00 - Se l'Occidente proponesse di riaprire le relazioni con la Russia, Mosca ci penserebbe «due volte»: lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, citato da Interfax. Se l'Occidente «cambierà mentalità» e «quando avranno finito con la loro frenesia, vedranno che la Russia è ancora qui e si rafforza anno dopo anno anno. Se vogliono offrire qualcosa in termini di ripresa delle relazioni, ci penseremo due volte se ci servirà o non tanto», ha detto Lavrov.

Ore 22.03 - «Stiamo pagando un prezzo alto, ma ci sarà sicuramente una vittoria, perché semplicemente non c'è altra via d'uscita». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, citato dall'agenzia Ukrinform, rispondendo ad una domanda su come finirà la guerra e se spera di firmare un accordo di pace con il presidente russo Vladimir Putin. Allo stesso tempo, Zelensky ha detto di sapere che «qualsiasi guerra finisce con la diplomazia, la diplomazia può portare alla pace, e la pace è il desiderio di ogni persona normale».

Ore 21.51 - «Non accetto nessun incontro con mediatori russi, ma solo con il presidente Vladimir Putin, e la questione sul tavolo deve essere una sola: far finire la guerra». Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky, citato dall'agenzia Ukrinform. «Senza di lui non si prendono decisioni e dobbiamo esserne ben consapevoli - ha aggiunto Zelensky -. E se stiamo parlando di una decisione per porre fine alla guerra, senza di lui questa decisione non sarà presa».

Ore 20.12 - Altri 48 militari russi saranno processati per crimini di guerra in Ucraina. Lo ha detto la procuratrice generale ucraina, Iryna Venediktova, in collegamento a Davos, ripresa dal Guardian. «Sospetti sono stati segnalati su 49 individui che abbiamo cominciato a perseguire per crimini di guerra», ha detto la procuratrice, considerando anche il primo soldato russo condannato oggi all'ergastolo da un tribunale di Kiev. Le autorità ucraine hanno una lista di circa 600 sospetti per crimini di guerra, di cui due casi che riguardano tre persone sono già approdati in tribunale, ha detto. 

Ore 19.01 - I propagandisti di Vladimir Putin incriminati per crimini di guerra? «È una delle possibilità di cui i giuristi specializzati in crimini di guerra iniziano a discutere seriamente per la prima volta proprio ora, per la prima volta giuristi seri sono aperti a discuterne», rende noto Peter Pomerantsev, studioso di propaganda e disinformazione russa alla Johns Hopkins University, in un seminario organizzato online dalle ambasciate di Ucraina e Stati Uniti.

Ore 18.52 - «La propaganda russa è lentamente passata al contrattacco, dopo che la guerra sembra averne davvero colto di sorpresa l'apparato che non ne era stato avvertito nei dettagli», sui social media, influenze, ma soprattutto «con alleati strategici come Paesi come Ungheria e Slovacchia che sono cruciali per le sanzioni ma dove c'è una forte lobby interna di interessi politici ed economici» in favore di Mosca. «La narrativa basata sulle colpe dell'Occidente e sulle ambizioni coloniali degli Stati Uniti in Est Europa che hanno costretto la Russia ad agire sta andando molto bene», ha spiegato Peter Pomerantsev, analista di origini ucraine alla Johns Hopkins University specializzato in propaganda e disinformazione russa, in un seminario organizzato dalle ambasciate di Ucraina e Stati Uniti.

Ore 17:32 - Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha avuto oggi pomeriggio un incontro con il primo ministro della Repubblica di Bulgaria, Kiril Petkov. Al centro dei colloqui - viene riferito da Palazzo Chigi - vi sono stati la situazione in Ucraina e la necessità di scongiurare la crisi alimentare in atto, il processo di allargamento dell'Unione Europea ai Paesi dei Balcani occidentali e l'ulteriore consolidamento della cooperazione bilaterale.

Ore 17.12 - Il prosieguo delle forniture di gas russo a prezzo di favore alla Serbia sarà al centro del colloquio che il presidente Aleksandar Vucic avrà tra qualche giorno con il collega russo Vladimir Putin. A confermarlo è stato oggi lo stesso Vucic. Parlando a margine di una visita ai cantieri di costruzione della metropolitana di Belgrado, Vucic ha sottolineato che per lui sono importanti tre questioni: le quantità di gas, il prezzo e la sicurezza negli approvvigionamenti. Naturalmente, ha aggiunto, nel colloquio si parlerà anche di altri temi.

Ore 15.31 - «Misure come il Next Generation Eu» per la ricostruzione dell'Ucraina «non saranno supportate dal governo tedesco». Lo ha detto il ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner, arrivando all'Eurogruppo. «Al momento la preoccupazione» maggiore per l'Ucraina «è la liquidità» e per questo «il G7 ha concordato un pacchetto per garantire» una risposta «alle esigenze» di Kiev, «raccogliendo 9,5 miliardi di dollari per aiuti finanziari a breve termine», ha indicato Lindner. Sul lungo termine, «la Germania è aperta a discutere» ulteriori aiuti ma, ha precisato, non sosterrà l'emissione di nuovo debito comune.

Ore 15.10 - Un consigliere della missione russa alle Nazioni Unite a Ginevra, Boris Bondarev, si è dimesso dal suo incarico per denunciare l'invasione dell' Ucraina. Lo afferma l'ong UN Watch, che ha pubblicato la lettera di congedo del diplomatico. «Non mi sono mai vergognato così tanto del mio Paese», si legge nel testo, che descrive la guerra di Mosca come «il crimine più grave contro il popolo russo», commesso da parte di un gruppo dirigente «che vuole solo una cosa, cioè restare al potere per sempre».

Ore 14.50 - Un autobus utilizzato per evacuare i civili è finito sotto il fuoco nemico vicino a Vrubivka nel Lugansk ma 18 persone sono riuscite a scappare. Lo riferisce il capo dell'amministrazione militare regionale di Lugansk Serhiy Gaidai, come riporta Ukrinform.

Ore 14.36 -  «Serve sbloccare i nostri porti marittimi. Bisogna usare tutti i canali diplomatici, perché da soli non possiamo lottare contro la Russia». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky intervenendo a Davos per il World Economic Forum. «Noi parliamo con la Commissione europea, il Regno Unito, la Svizzera, la Polonia, e l'Onu e chiediamo loro di prendere misure per un corridoio per l'export del nostro grano e dei cereali - ha aggiunto -, altrimenti la penuria avrà effetti sul mondo e ci sarà una estensione della crisi energetica».

Ore 14.33 - «La Russia ha ucciso almeno 4.600 civili in Ucraina dal 24 febbraio, inclusi 232 bambini». Lo riferisce la procuratrice generale ucraina, Iryna Venediktova, citata dal Kyiv Independent, sottolineando che il bilancio non tiene conto dei dati dei territori occupati dai russi.

Ore 14.14 - «La Russia aveva un piano... aveva valutato che avrebbe potuto prendere il controllo del nostro Paese in tre giorni, ma questo non è accaduto grazie alla nostra resistenza»: lo ha detto oggi la prima viceministra degli Esteri ucraina, Emine Dzhaparova, durante una conferenza alla Fondazione Luigi Einaudi.

Ore 13.31 - «Oggi abbiamo terminato i lavori sulla Desna. Purtroppo le statistiche sono le seguenti: oggi sotto le macerie abbiamo trovato 87 cadaveri». Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante il World Economic Forum. Una settimana fa ci fu un attacco aereo contro il villaggio di Desna, nella regione di Chernihiv, vicino al quale si trova il centro di addestramento delle Forze armate ucraine.

Ore 13.27 - Il Cremlino si dice «preoccupato» per Vadim Shishimarin, il primo soldato russo processato per crimini di guerra in Ucraina e condannato all'ergastolo da un tribunale di Kiev dopo essere stato riconosciuto colpevole di aver sparato a un civile disarmato nella regione di Sumy. «Siamo naturalmente preoccupati per le sorti del nostro cittadino - ha detto Peskov in dichiarazioni riportate dalla Cnn - Non abbiamo molte opportunità di proteggere i suoi interessi sul posto poiché (a Kiev) le istituzioni straniere in realtà non hanno attività». Ma, ha aggiunto, «questo non significa che non valuteremo la possibilità di fare tentativi attraverso altri canali».

 

Ore 13.20 - «L'economia russa resiste abbastanza bene al colpo di sanzioni». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin nella conferenza stampa a Sochi con il presidente Aleksander Lukashenko, come riporta Interfax.

Ore 13.10 - «Qualsiasi piano di pace che non preveda la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina non è un piano sostenibile»: lo ha detto oggi la prima viceministra degli Esteri ucraina, Emine Dzhaparova, durante una conferenza in corso alla Fondazione Luigi Einaudi rispondendo ad una domanda sul piano di pace presentato dall'Italia.

Ore 12.20 - Il Papa definisce «assurda» la guerra in Ucraina e chiede di salvaguardare il «diritto sacro» della pace. «Ogni guerra segna una resa nei confronti della capacità umana di proteggere. Una smentita di ciò che sta scritto nei solenni impegni delle Nazioni Unite. Perciò San Paolo VI, parlando all'Onu, proclamò: 'Mai più la guerra!'. Lo ripetiamo oggi davanti a ciò che accade in Ucraina, e proteggiamo il sogno di pace della gente, il sacro diritto dei popoli alla pace», ha detto il Papa nell'udienza alla Protezione civile che ha ringraziato per l'assistenza ai profughi «specialmente donne e bambini fuggiti da questa guerra assurda».

Ore 12.10 - Vadim Shishimarin, 21 anni, è stato giudicato colpevole nel primo processo a Kiev per crimini di guerra ed è stato condannato all'ergastolo per aver ucciso un civile disarmato pochi giorni dopo l'inizio dell'invasione russa. Lo annuncia la Bbc. Il suo avvocato ha fatto sapere che sarà presentato appello.

Ore 11.39 - «Credo che tutto ciò che non contraddica il buon senso sia possibile». Lo ha detto il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko rispondendo ad una domanda sulla possibilità di uno scambio dei prigionieri dell'Azovstal. Lo riporta la Tass. «Non rientra nella mia area di responsabilità. Ci sono discussioni, probabilmente, e tutte queste cose sono in discussione», ha aggiunto Rudenko.

Ore 11.30 - Il ministero della Difesa russo ha comunicato di aver lanciato quattro missili Kalibr da un sottomarino porto nel Mar Nero. I missili, secondo Mosca, sono stati diretti alla distruzione di armi a disposizione dell'esercito ucraino.

Ore 11.10 - Tutti i prigionieri dell'Azovstal detenuti nel Donetsk saranno processati lì da un tribunale. Lo annuncia il capo dell'autoproclamata Repubblica di Donestsk Pushilin, come riporta Interfax.

Ore 10.40 - Sono 248 gli attacchi contro le strutture sanitarie ucraine sferrati dalle forze russe dall'inizio dell'invasione il 24 febbraio scorso al 19 maggio: lo ha reso noto oggi in un tweet l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). L' Oms ha precisato che in questi attacchi sono morte 75 persone e altre 59 sono rimaste ferite. «L'assistenza sanitaria non dovrebbe mai essere un obiettivo», commenta l'organizzazione nel messaggio.

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Ore 9.50 - A Severodonetsk, nella regione di Lugansk del Donbass (est), i russi stanno facendo «terra bruciata, distruggendo deliberatamente la città». Lo denuncia il governatore regionale Sergei Gaidai affermando che Mosca sta riposizionando lì le forze che si sono ritirate dalla regione di Kharkiv, altre coinvolte nell'assedio di Mariupol, le milizie separatiste filorusse e persino le truppe appena mobilitate dalla Siberia per concentrarsi nell'est dell' Ucraina. Gaidai ha avvertito che le forze russe hanno distrutto tutti i ponti, tranne uno, attraverso il fiume Siversky Donets e che Severedonetsk è quasi tagliata fuori.

Ore 9.30 - Le truppe russe hanno colpito nella notte la città di Bilopillya nella regione di Sumy lanciando missili dalla Russia: 11 case sono state danneggiate ma nessuno è rimasto ucciso. Lo riferisce Dmytro Zhyvytskyi, il capo militare di Sumy su Telegram, come riporta Ukrinform. «Per tutta la notte il nemico ha sparato sulla pacifica città di Bilopillya e dintorni. I russi hanno sparato missili dal loro territorio..., e c'è stato un attacco aereo», ha detto Zhyvytskyi.

Ore 8.40 - Oltre 150 corpi sono stati trovati dal servizio di emergenza statale ucraino sotto le macerie nella città di Kharkiv (est) dall'inizio dell'invasione russa: lo ha reso noto il vice capo del servizio, Anatolii Torianyk, secondo quanto riporta il Kyiv Independent. Finora, ha aggiunto Torianyk, 98 persone sono state tratte in salvo.

Ore 8.35 - Il bilancio delle vittime tra le truppe russe in Ucraina nei primi tre mesi dell'invasione del Paese è simile a quello registrato dall'allora Unione Sovietica durante i suoi nove anni di guerra in Afghanistan: lo scrive l'intelligence britannica nel suo aggiornamento sulla situazione in Ucraina nel rapporto pubblicato oggi dal ministero della Difesa su Twitter. Londra non fa una stima dei soldati morti ma evidenza che «l'elevato tasso di vittime» è dovuto a una serie di fattori, tra cui una copertura aerea limitata, una mancanza di flessibilità e un approccio di comando che rafforza i fallimenti e induce a ripetere gli errori. E le perdite, sottolinea, continuano ad aumentare nell'offensiva del Donbass. Questo continuo amento dei morti tra le file dell'esercito, conclude l'intelligence, potrebbe portare ad una crescente insoddisfazione da parte della popolazione russa, oltre alla sua volontà di esprimerla in pubblico.

Ore 8.30 - Sono 232 i bambini uccisi e 431 quelli rimasti feriti dall'inizio della guerra in Ucraina contro la Russia. Lo rende noto l'ufficio del procuratore generale ucraino, precisando che il maggior numero di vittime si registra nelle regioni di Donetsk, Kiev, Kharkiv e Chernihiv. A causa dei bombardamenti, si legge in una nota, sono state danneggiate 1.837 istituzioni educative, 172 delle quali sono andate completamente distrutte.

Ore 8.20 - La Russia deve pagare «un prezo di lungo termine» per aver aggredito l' Ucraina con un'azione che ha lo scopo di «distruggere l'identità dell'Ucraina». Lo ha detto il presidente Usa Joe Biden, parlando in conferenza stampa a Tokyo con il premier nipponico Fumio Kishida dopo il loro summit. «È il costo di chi vuole cambiare gli assetti con l'uso della forza», ha aggiunto.

Ore 8.10 - Sono almeno 29.200 i soldati russi uccisi in Ucraina dall'inizio dell'invasione tre mesi fa: lo rende noto l'esercito di Kiev. Nel suo aggiornamento sulle perdite subite finora da Mosca, l'esercito indica che dopo 88 giorni di conflitto si registrano anche 204 caccia, 170 elicotteri e 476 droni abbattuti. Inoltre le forze di Kiev affermano di aver distrutto 1.293 carri armati russi, 604 pezzi di artiglieria, 3.166 veicoli blindati per il trasporto delle truppe, 110 missili da crociera, 201 lanciamissili, 13 navi, 2.206 tra veicoli e autocisterne per il trasporto del carburante, 93 unità di difesa antiaerea e 43 unità di equipaggiamenti speciali.

Ore 7.20 - «È stata raggiunta una soluzione che sta rivoluzionando l'ordine al nostro confine». Lo ha detto Volodymyr Zelensky nel discorso video delle scorse ore durante il quale ha annunciato che «stiamo introducendo un controllo doganale congiunto con la Polonia», dopo la visita a Kiev del presidente polacco, Andrzej Duda. «Questo - ha detto, come riporta la presidenza ucraina - accelererà notevolmente le procedure alla frontiera. Eliminerà la maggior parte dei rischi di corruzione. Ma è anche l'inizio della nostra integrazione nello spazio doganale comune dell'Unione europea. È davvero un processo storico». Le relazioni tra Ucraina e Polonia sono «finalmente su basi assolutamente chiare e sincere», ha affermato, annunciando la «preparazione di una legge» simile a quella «passata in Polonia per i nostri cittadini», che offre agli ucraini in fuga dalla guerra le «stesse opportunità» dei polacchi. L'auspicio di Zelensky è che i polacchi «non debbano mai dover usare una legge del genere».

Ore 6.30 - Il primo ministro neozelandese Jacinda Ardern ha dichiarato oggi che il suo Paese dispiegherà altri 30 membri delle sue forze di difesa nel Regno Unito per supportare l'addestramento dell'esercito ucraino. «I soldati rimarranno di stanza nel Regno Unito fino alla fine di luglio», ha detto la Ardern citata dalla Cnn. Addestreranno i militari ucraini su come usare la pistola leggera L-119, ha aggiunto la premier della Nuova Zelanda. 

Ore 05.15 - La fregata russa Admiral Makarov ha lasciato Sebastopoli e si dirige verso le posizioni nel Mar Nero. Lo rende noto l’esercito ucraino, citato dal Kyiv Independent. Il comando operativo `Sud´ ritiene che tale spostamento aumenti la probabilità di attacchi missilistici contro l’Ucraina.

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Ore 02.25 -  Il Pentagono e il dipartimento di Stato americano stanno valutando la possibilità di inviare forze speciali a protezione dell’ambasciata Usa a Kiev. Lo ha detto il portavoce del dipartimento della Difesa, John Kirby, al Washington Post confermando le anticipazioni del Wall Street Journal. «Stiamo esaminando le condizioni di sicurezza» della sede diplomatica in Ucraina «ma non è stata presa nessuna decisione», ha sottolineato Kirby.

Ore 2.18 -  in tutto il mondo sopra la soglia dei 100 milioni, avverte l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr).

Ore 00.28 - Il consigliere di Volodymyr Zelensky, Mykhailo Podolyak, in un’intervista alla Reuters ripresa da Ukrinform ha ribadito che Kiev non è disposta a fare concessioni territoriali. «La guerra non si fermerà (dopo qualsiasi concessione). Sarà solo messa in pausa per un po’ di tempo. Dopo un po’, con rinnovata intensità, i russi costruiranno le loro armi, rafforzeranno la manodopera e lavoreranno sui loro errori, si modernizzeranno un po’, licenziando molti generali. E cominceranno una nuova offensiva, ancora più sanguinosa e su larga scala», ha detto. «Le forze russe devono lasciare il Paese e dopo sarà possibile la ripresa del processo di pace», ha sottolineato. Secondo Podolyak un cessate il fuoco immediato, invocato da alcuni paesi occidentali, che manterrebbe le forze russe nei territori occupati dopo il 24 febbraio, farebbe solo il gioco del Cremlino.

 

Ore 00.02  -  Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato in serata con il premier britannico Boris Johnson: lo ha detto lo stesso Zelensky in un video, secondo quanto riferisce l’agenzia ucraina Unian. Dopo averlo aggiornato «sulla situazione sul campo di battaglia», gli ha detto che «stiamo cercando modi per aumentare le nostre esportazioni, in particolare quelle di prodotti agricoli», ma anche che serve un aumento delle «importazioni di carburante in Ucraina». Nel suo video, il presidente ha ricordato che domani parteciperà alle discussioni del Forum di Davos: «È la piattaforma economica più influente del mondo, e l’Ucraina ha qualcosa da dire», ha detto. Zelensky ha ricordato che il suo calendario per la prossima settimana «prevede un gran numero di contatti a livello bilaterale con i rappresentanti di vari stati e organizzazioni internazionali. Il nostro Paese amplia le relazioni internazionali ogni settimana per cercare di porre fine alla guerra il prima possibile, cercando di ottenere tutte le possibili soluzioni utili per la nostra difesa».

Ore 23:52 - «Quando siamo rientrati a Kiev era molto triste, una città fantasma, adesso stiamo tornando a una vita quasi normale». Lo ha detto l’ambasciatore italiano in Ucraina Francesco Zazo, ospite di Fabio Fazio a «Che tempo che fa» su Rai3. «La gente sta lentamente ritornando a Kiev, il coprifuoco è stato spostato, la situazione è migliorata, stanno tornando le ambasciate, e il governo ucraino e anche gli abitanti di Kiev apprezzano molto questo ritorno». Zazo ha ricordato che l’Italia, insieme alla Francia, è stato l’ultimo paese del G7 a lasciare Kiev e «siamo tornati per primi». «Siamo Paesi che abbiamo appoggiato l’Ucraina sul piano politico, economico, finanziario, umanitario ma abbiamo anche sempre condiviso l’esigenza di cercare una soluzione diplomatica per arrivare alla pace, crediamo sia importante non interrompere completamente il dialogo con Mosca, una posizione espressa sia da Draghi che da Macron», ha sottolineato.

Ore 22:15 - La Russia lancia missili nella regione di Zhytomyr. Ad affermarlo, secondo quanto riferisce la «Cnn», è l’Air Command Center dell’Ucraina. La regione di Zytomyr è stata attaccata «dalla direzione sud-est» da «missili da crociera navali» secondo l’Air Command Center dell’Ucraina su Facebook. Il centro ha aggiunto che «quattro missili da crociera russi sono stati distrutti dalle unità di difesa aerea del Centro». Tre missili sono stati distrutti da aerei e uno da un’unità missilistica antiaerea dell’aviazione ucraina, hanno aggiunto. La regione di Zhytomyr si trova a ovest di Kiev.

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