Ucraina, terza guerra mondiale possibile? Strazzari: «Per Mosca il nemico è la Nato, l'escalation allarma»

Secondo il professore Francesco Strazzari, docente di relazioni internazionali della Sant'Anna di Pisa, i toni degli ultimi giorni dimostrano come anche da parte di Mosca si sia superato il concetto di «una operazione speciale militare». Ormai si parla di una vera e propria «guerra».

Terza guerra mondiale è possibile? Strazzari: «L'escalation allarma, per Mosca il nemico è la Nato»
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Martedì 26 Aprile 2022, 16:28 - Ultimo aggiornamento: 28 Aprile, 07:27

Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha paventato il rischio «reale» di una terza guerra mondiale, una minaccia che secondo Kiev mostra come la Russia stia capendo che perderà nel conflitto in Ucraina. Oggi da Mosca è arrivata anche una risposta alla Gran Bretagna attravero le parole della portavoce dello stesso Lavrov, Maria Zacharova. Se il governo britannico considera legittimo l'uso da parte di Kiev di armi ricevute dall'Occidente per «colpire in profondità le linee di rifornimento» di Mosca in territorio russo in modo da limitare perdite e distruzione, la Russia potrebbe ritenere altrettanto legittimo prendere di mira «in profondità le linee di rifornimento» ucraino fin «dentro quei Paesi i quali trasferiscono all'Ucraina armi» che pure producono «morte e distruzione». 

Secondo il professore Francesco Strazzari, docente di relazioni internazionali della Sant'Anna di Pisa, i toni degli ultimi giorni dimostrano come anche da parte di Mosca si sia superato il concetto di «una operazione speciale militare». Ormai si parla di una vera e propria «guerra».

Professore, siamo alla goccia che può portare ad un allargamento del conflitto? 

Non parliamo di una guerra mondiale, ma siamo sulla piena linea di una escalation, che procede da tempo, che è nata maturando in forma incrementale. Se pensiamo a dichiarazioni che mettono in allerta sull'uso del nucleare possiamo andare indietro anche di un anno. Ora c'è una base per questo "rischio considerevole" citato da Lavrov. Il Parlamento inglese ieri ha visto discutere di un supporto terreste e questo dimostra come sia evidente che ci sia un asse atlantico composto da Regno Unito, Polonia e Stati Uniti più che da tutta la Nato con una posizione decisa. Una posizione ribadita dalla visita di Blinken e del capo del Pentagono Austin a Kiev da Zelensky. Se la Russia dice che c'è elemento "per procura", ovvero l'utilizzo di armi Nato contro di loro, ci sono le basi per un conflitto. La Russia ha buon gioco retorico nel dire ciò che le tv russe sostengono da una settimana: che per loro il vero nemico è la Nato, traducono semplicemente un volere politico di un regime autoritario.  

Qualora il conflitto si allargasse, quali sarebbero i Paesi interessati? 

Non riesco a esprimermi su questo. Il dibattito strategico ruota attorno all'idea che la Russia avesse una superiorità di forze convenzionali. In questo momento le cose stanno cambiando andando a guardare l'innovazione tecnologica. Mosca si sta dimostrando meno solida. Sono evidenti i calcoli sbagliati di Putin. Il carro armato non è più protagonista di questa guerra. Lo sono le nuovi armi: i droni, i missili anticarro e antiaereo. E su questo che la Russia si sta evidenzianto meno "avanzata". 

Il terrore del nucleare è reale?

Quando parliamo di nucleare ci riferiamo a nucleare tattico, non alla bomba atomica che immaginiamo noi per intenderci, ma piccole atomiche su un teatro di guerra. Una simulazione a Princestone ha evidenziato che avrebbe un impatto pesantissimo come numero di morti, ma spesso queste simulazioni non si sono rivelate affidabilissime. Anzi, il più delle volte erano sbagliate. 

C'è ancora spazio per la via diplomatica?

L'interesse della Nato e dell'Ucraina è quello di tenere alta l'intensità per logorare la Russia. Questo perché, come dimostrato con i primi assalti a Kiev, la Russia starebbe perdendo il momentum. Probabilmente ha tempo una settimana per un'offensiva decisiva prima di rendersi conto che si torna al punto di partenza, come avvenuto nella prima fase con il fallimento dell'invasione nella Capitale.Il tasso di perdite militari russi non riesce a stare dietro alle capacità di Mosca che non si stanno rivelando sufficienti. In questo contesto entrambe le parti pensano di guadagnare posizione sui campi di battaglia anche a causa di una esiguità della proposta politica. La visita del segretario dell'Onu Guterres a Mosca è senza dubbio tardiva, tanto da esser stata fortemente criticata da Zelensky. I turchi fanno da mediatori cercando di mantenere un dialogo anche per salvaguardare i loro interessi nel Mar Nero e in Crimea. L'unico elemento che può suscitare speranza di un canale politico è l'opera diplomatica di Paesi come la Francia, la Germania e l'Italia. In particolare la rielezione di Macron è fondamentale per far ripartire il confronto con Mosca. Il presidente francese è colui che di più, seppur stancamente, ha tentato di portare avanti colloqui con Putin. Questa sua nuova centralità, soprattutto all'interno dell'Unione europea, rafforza i negoziati. 

Quali sono rischi per l'Italia?

L'articolo 5 della Nato è chiaro. Siamo a tutti gli effetti un Paese alleato e allineato come deve essere. Ieri i russi hanno mostrato una busta che dimostrerebbe l'arrivo di armi italiane sul suolo ucraino (a Mariupol) in modo non regolare attraverso l'ufficio Osce. Si tratta probabilmente di una messa in scena di Mosca che serve però a esporre l'Italia come nemico. L'Italia tradizionalmente con la Russia, nei rapporti, è sempre stata considerata il "meno peggio" del blocco occidentale, uno stato non ostile. Ora la situazione è cambiata. 

Il ruolo della Cina? 

È molto legato al livello di una escalation. Ora Pechino vede il conflitto a livello regionale e non vuole essere coinvolta. Per loro vale il principio di non ingerenza ma non ha condannato la Russia perché è loro alleata nella sfida globale agli Stati Uniti. Da ciò che mi risulta però nel primo trimestre dell'anno il volume di interessi commerciali tra Pechino e Mosca è diminuito. Evidentemente la Cina non si sporge sul lato Occidentale ma nei fatti non risulta che si stia prodigando per venire in soccorso della Russia, almeno in questa prima fase.

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