Transnistria, perché sono ripresi gli scontri? Dove si trova e per quale motivo è strategica per Putin

La Commissione Europea sta seguendo con «apprensione» gli sviluppi della situazione in questo lembo di terra

Transnistria, dove si trova e perché è importante per Putin (per chiudere lo sbocco sul mar Nero)
di Mario Landi
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Martedì 26 Aprile 2022, 13:41 - Ultimo aggiornamento: 27 Aprile, 09:48

La Transnistria è una piccola entità autoproclamatasi indipendente e non riconosciuta dall'Onu, incuneata tra Moldavia ed Ucraina. Proprio la Moldavia è preoccupata e particolarmente esposta per la presenza di circa 1.500 soldati russi all'interno dei suoi confini riconosciuti a livello internazionale. Quelle truppe - che la Russia descrive come forze di pace - hanno sede in un'area conosciuta con il nome Transnistria, un'enclave separatista che funziona in pratica come una nazione indipendente, dove le autorità moldave ammettono di non avere alcun controllo. Un segnale legittimo del potenziale di tensione è giunto un giorno dopo che la Moldavia ha presentato domanda di adesione all'Unione europea. I leader della Transnistria hanno rilasciato una dichiarazione in cui si affermava chiaramente che non avevano alcun interesse a seguirla ribadendo la richiesta di creare «due stati indipendenti».

Transnistria, nuovi attacchi

Il Consiglio di sicurezza della Transnistria riferisce di un nuovo attacco, contro un'unità militare vicino a Tiraspol. Lo riferisce l'agenzia russa Tass citando il servizio stampa del presidente dell'autoproclamato governo della Transnistria, secondo cui ci sono stati complessivamente tre attacchi sul territorio tra ieri e oggi. Le autorità dell'autoproclamato governo hanno quindi deciso di alzare le misure di sicurezza alzando l'allerta 'terrorismo' al livello 'rosso' e di cancellare la parata del 9 maggio. Secondo il segretario del Partito dei Socialisti della Repubblica di Moldavia (PSRM) Vlad Batrincea, dietro le esplosioni nella Transnistria ci sarebbe un tentativo di trascinare il Paese in un conflitto armato. Lo ha scritto sulla sua pagina Facebook, citato dalla Tass. «Seguiamo con grande preoccupazione i crescenti tentativi di forze esterne di trascinare il nostro Paese in un conflitto armato. Il PSRM ha ripetutamente sottolineato che la Moldavia deve mantenere lo status di neutralità sancito dalla nostra costituzione, e la leadership di Chisinau e l'intera classe politica devono escludere qualsiasi azione provocatoria che potrebbe avere conseguenze disastrose per il Paese», ha detto Batrincea. 

Transnistria, l'Ue preoccupata

La Commissione Europea sta seguendo con «apprensione» gli sviluppi della situazione in questo lembo di terra. Lo ha sottolineato un portavoce nel corso del briefing quotidiano, evidenziando che fin dall'inizio del conflitto l'Ue ha chiesto la fine delle ostilità. L'Ue, prosegue il portavoce, sta «monitorando la situazione da vicino», che risulta «particolarmente preoccupante nell'attuale situazione regionale ed è dannoso per la sicurezza e la stabilità della Moldova». «L'Ue rimane pienamente impegnata a facilitare una soluzione globale, pacifica e sostenibile del conflitto transnistriano, basata sulla sovranità e l'integrità territoriale della Repubblica di Moldova nei suoi confini riconosciuti a livello internazionale, con uno status speciale per la regione transnistriana. Incoraggiamo un dialogo continuo e costruttivo tra le parti al fine di creare ulteriore fiducia», aggiunge.

Perché è importante per Putin?

L'obiettivo di Mosca è attaccare la zona di Odessa da ovest e creare un cuscinetto militare in tutto il sud dell'Ucraina, chiudendole così lo sbocco sul mar Nero. «È possibile che le forze armate russe svolgano azioni provocatorie sul territorio della Transnistria», ovvero nella parte della Moldavia occupata dai russi, ha annunciato giorni fa lo stato maggiore delle forze armate ucraine paventando operazioni di 'false flag'. Potrebbe essere il preludio della battaglia di Odessa, anche se non è chiaro come il Cremlino possa effettivamente usare le esigue truppe che si trovano nell'enclave filorussa della Transnistria. Da giorni si parla di un rafforzamento del presidio militare russo attraverso l'invio di parà e di truppe elitrasportate. Ma si tratta di un'operazione complessa e destabilizzante. La capitale della Transnistria, Tiraspol, dista meno di 100 chilometri da Odessa e per Vladimir Putin potrebbe rappresentare la sponda occidentale per scatenare un ulteriore attacco attraverso una manovra a tenaglia. Portando i carri e i missili da sud-ovest, Tiraspol potrebbe chiudere Odessa in una triplice morsa: truppe russe da oriente, bombardamenti dalle navi stanziate nel Mar Nero e spostamento da nord-ovest delle forze presenti in Transnistria.

Cos'è la Transnistria 

Nessuno sa con chiarezza quali siano le forze dello statarello che è territorio di caccia per gli affari di diversi oligarchi e da sempre si arricchisce con un fiorente contrabbando. La Transnistria rimane infatti una sorta di ultimo stato sovietico sopravvissuto e governato da un unico partito, i cui fili vengono tirati a Mosca. La Transnistria - secondo stime non verificabili - dovrebbe avere circa 1.500 tra soldati e ufficiali locali, russi e moldavi. Ma nessuno sa quali e quanti armi si nascondano nelle decine e decine di chilometri di sotterranei e bunker ereditati dall'era sovietica. Per ora i guastatori ucraini, non fidandosi di Tiraspol, hanno già fatto saltare un ponte ferroviario. I servizi segreti ucraini confermano: «Abbiamo notato un ridispiegamento delle truppe russe e di divisioni dell'autoproclamata Repubblica di Transnistria per portare a termine provocazioni e possibili azioni militari contro di noi».

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