Green pass in Francia per bar, ristoranti e mezzi pubblici: boom di richieste vaccino, quasi un milione in poche ore

Green pass obbligatorio in Francia per i locali, boom di prenotazioni per il vaccino: quasi un milione in poche ore
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Martedì 13 Luglio 2021, 09:36 - Ultimo aggiornamento: 14 Luglio, 09:49

Corsa al vaccino in Francia dopo la svolta di Emmanuel Macron che ieri sera in diretta tv ha annunciato l'estensione del green pass per accedere a ristoranti, caffè e trasporti di lunga percorrenza come treni e aerei. Una mossa che ha sortito gli effetti sperati: in poche ore sulla piattaforma di prenotazione online Doctolib sono stati circa un milione i francesi, soprattutto giovani, che hanno risposto positivamente all'appello presidenziale prendendo appuntamento per il vaccino nei prossimi giorni. Soprattutto per il timore di essere tagliati fuori dalla vita sociale. 

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Secondo il capo di Doctolib, Stanislas Niox-Chateau, il numero di appuntamenti presi ieri sono «il doppio della giornata record dell'11 maggio e cinque volte in più rispetto a lunedì scorso. Abbiamo registrato sette milioni di connessioni in qualche minuto durante il discorso presidenziale». Nonché «20.000 appuntamenti al minuto, un record assoluto dall'inizio della campagna di vaccinazione».

Un trend «proseguito durante la notte e che è continuato anche stamani». Per lui, «si crescerà presto a quattro, cinque milioni di iniezioni a settimana». «In media - ha osservato lo specialista - ci sono undici giorni tra la prenotazione e l'appuntamento. In questo modo, i francesi che hanno preso appuntamento ieri saranno integralmente vaccinati entro metà o fine agosto». Niox-Chateau ha quindi precisato che il 65% degli appuntamenti registrati riguarda persone under-35.

In giornata, il portavoce del governo Gabriel Attal si è detto «soddisfatto nel vedere che il messaggio di Macron sia stato ascoltato». Ma sui social non mancano critiche e denunce di oltraggio alle libertà individuali. Di fatto, gli annunci fatti da Macron per scongiurare una quarta ondata legata alla variante Delta rendono la vaccinazione obbligatoria per chiunque voglia continuare a svolgere una vita sociale normale. Andare al ristorante, al caffé, al cinema o a teatro, saltare su un treno per andare a trovare i propri cari dall'altra parte della Francia, salire su un aereo: per ognuno di questi gesti apparentemente banali sarà necessario esibire il green pass con il certificato di completa vaccinazione, recente guarigione dal Covid o test negativo. La misura sarà in vigore già dalla settimana prossima per numerosi luoghi di cultura; poi, da inizio agosto, per ristoranti e trasporti. Parigi punta dunque alla vaccinazione di un intero Paese per evitare di richiudere.

«La vaccinazione di tutti i francesi è l'unica via per un ritorno alla normalità», ha avvertito Macron, annunciando, tra l'altro, l'avvio di campagne di immunizzazione per gli studenti a partire da settembre e l'obbligo di vaccinazione, entro il 15 settembre, per il personale sanitario come in Italia. Altrimenti, ha spiegato stamattina il ministro della Salute Olivier Véran, medici e infermieri non potranno più lavorare e di conseguenza perderanno lo stipendio. Le nuove misure rischiano comunque di complicare le vacanze a quei turisti europei che desiderano soggiornare in Francia, nel caso in cui non siano già vaccinati. L'accesso al territorio è possibile con un tampone ma dovranno produrne poi altri ogni qualvolta vorranno andare, per esempio, al ristorante. Ferma contrarietà è stata espressa sia dall'estrema destra di Marine Le Pen (Rassemblement National) sia dall'estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon (France Insoumise, LFI).

«Le decisioni di Macron puzzano di abuso di potere e discriminazione sociale», ha tuonato quest'ultimo, mentre Le Pen ha denunciato «un grave arretramento delle libertà individuali». Proprio oggi tra l'altro sono state confermate le date delle prossime elezioni presidenziali, nel 2022: saranno il 10 aprile per il primo turno e il 24 aprile per il ballottaggio, che al momento vede Macron e Le Pen come favoriti. In Europa intanto la Commissione, sollecitata sulle misure francesi, ha ribadito che «le campagne vaccinali sono competenze nazionali, quindi se siano obbligatorie o meno è una decisione che spetta agli Stati membri». Mentre la cancelliera Angela Merkel, pur invitando tutti i tedeschi a vaccinarsi al più presto, ha ripetuto che il suo governo non renderà obbligatorio farlo.

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In Germania, Angela Merkel ha ribadito che non sta programmando di rendere la vaccinazione anti Covid obbligatoria. La cancelliera ha però rivolto un forte appello alla cittadinanza a vaccinarsi a invitare gli altri a vaccinare. «Non abbiamo intenzione di procedere sulla strada proposta dalla Francia. Abbiamo detto che non ci sarà un obbligo di vaccino», ha detto rispondendo a una domanda. La cancelliera ha poi però sottolineato che esiste la possibilità che vi siano nuove mutazioni anche più pericolose, «già contro la variante Delta l'efficacia dei vaccini è un pò più bassa». Bisogna «continuare a osservare la situazione» anche a livello globale, ha concluso, ricordando che «finora le varianti sono arrivate in Germania da altri Paesi del mondo».

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«Sarebbe utile che il Governo decidesse in che maniera vada utilizzato il Green Pass, possibilmente con la vaccinazione completa, prima di adottare misure restrittive generalizzate con i vecchi parametri. Milioni di cittadini hanno scaricato questo documento ma si fa difficoltà a comprendere a cosa realmente serva se non viene messo in campo un meccanismo di carattere regolatorio come è stato adottato in Francia. Non ci vedrei nulla di strano ma solo un discorso coerente, d’altronde se in piscina si entra con la cuffia, non vedo perché chi deve, ad esempio, viaggiare in treno, non lo possa fare esibendo, assieme al titolo di viaggio, anche il Green Pass. A mio avviso i parametri finora utilizzati per i colori dovrebbero essere attualizzati. Oggi sono prioritari due indicatori: da un lato il tasso di completa copertura vaccinale rispetto alla popolazione e dall’altro il tasso di ospedalizzazione. No a restrizioni con pochi ricoveri». Lo comunica in una nota l’assessore alla Sanità e Integrazione sociosanitaria, Alessio D’Amato.

 

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