Covid, effetto vaccino: negli Usa morti calano dell'80%

Covid, effetto vaccino: negli Usa morti calano dell'80%
di Michela Allegri
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Domenica 2 Maggio 2021, 16:31 - Ultimo aggiornamento: 23:31

Calano i decessi per Covid negli Stati Uniti, grazie alla campagna vaccinale che procede a pieno regime. Da giovedì, secondo i dati diffusi dalla Johns Hopkins University, la media giornaliera legata al coronavirus è stata di 670 morti e, anche se si tratta ancora di numeri drammatici, il calo è netto: i decessi, sottolinea la Cnn, sono l’80% in meno rispetto a gennaio. Parlando dei vaccini, il dottor Robert Murphy, direttore esecutivo dell’Istituto per la salute globale e professore di malattie infettive presso la Feinberg School of Medicine della Northwestern University, ha detto che «l’impatto è già visibile». Citando uno studio dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie, pubblicato mercoledì scorso, Murphy ha sottolineato che i vaccini Pfizer/BioNTech e Moderna sono efficaci al 94% per prevenire ricoveri per Covid tra gli over 65 anni. Lo studio ha anche scoperto che i vaccini erano efficaci al 64% tra gli anziani parzialmente immunizzati, cioè che erano in attesa della seconda dose.

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Dall’analisi della Cnn dei dati della Johns Hopkins University emerge che la media dei nuovi decessi per Covid-19 negli Stati Uniti - considerando gli ultimi sette giorni - è diminuita in modo progressivo: il 28 gennaio la media era di 3.295 unità, arrivata a 1.985 il 28 febbraio, quindi a 997 il 28 marzo. Il 28 aprile, la media era 684. I numeri più drammatici sono stati registrati il 13 e il 14 gennaio, con circa 3.431 morti ogni giorno. Il crollo dei dati da 3.431 decessi quotidiani a 684 rappresenta un calo dell’80%.

 


La campagna vaccinale ha già avuto un impatto molto significativo sui tassi di mortalità tra alcuni gruppi: anziani, categorie fragili, operatori sanitari. Il dottor Amesh Adalja, ricercatore senior del Johns Hopkins Center for Health Security, ha dichiarato alla Cnn: «Se si guarda alle categorie che sono state vaccinate per prime, i decessi in alcune aree sono precipitati, come per esempio all’interno delle case di cura. Nel complesso, il tasso di mortalità è diminuito nel tempo. Questa cosa sta diventando sempre più evidente». Anche se la media di nuovi decessi per Covid-19 a livello nazionale è diminuita, Adalja ha detto che ci vorrà ancora tempo prima che la popolazione americana inizi a vedere un impatto significativo dovuto alle vaccinazioni, anche perché, per avere una reale efficacia del farmaco, «devono trascorrere almeno due settimane dopo la somministrazione della dose finale»: la seconda, per quando riguarda i vaccini Pfizer/BioNTech e Moderna, la prima per quanto riguarda invece il Johnson&Johnson.

 

Per avere dati precisi, però, è necessario aspettare ancora, anche per quanto riguarda il monitoraggio dell’impatto che le vaccinazioni hanno avuto sui tassi di mortalità. «Le persone che muoiono sono spesso state in ospedale per un paio di settimane, quindi non si possono semplicemente guardare i numeri dei vaccini di quella giornata, o anche di quella settimana, e trarre dati precisi - ha sottolineato il ricercatore - Penso che ci voglia ancora tempo per capire l’impatto dei vaccini».
Intanto venerdì scorso gli Stati Uniti hanno ufficialmente superato la soglia dei 100 milioni di persone completamente vaccinate. Circa il 43,6% della popolazione - quasi 145 milioni di persone - ha invece ricevuto almeno una dose di vaccino, mentre il 30,5% della popolazione - più di 101 milioni di persone - ha ricevuto la dose definitiva. «Man mano che procederanno le vaccinazioni, il tasso di ospedalizzazione e di morte continuerà a scendere. Non siamo ancora a metà strada», ha detto Murphy.

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