CORONAVIRUS

Coronavirus, nessun caso a Pistoia, test negativi. Caos rimpatri da Wuhan, verso ponte aereo per gli italiani

Martedì 28 Gennaio 2020
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Coronavirus, casi sospetti a Napoli e Pistoia. Primo contagio in Germania. Pmeumologi: «Picco entro 10 giorni»

Il coronavirus ora spaventa anche l'Italia anche se è rientrato l'allarme per il sospetto caso di Pistoia. Sono risultati negativi - fa sapere il ministero della Salute - i test effettuati su una turista cinese 53enne, originaria della provincia dell'Hubei, ricoverata all'ospedale San Jacopo della città toscana. Episodio simile a Napoli. Dopo il falso allarme dei giorni scorsi, un 28enne cinese, anch'egli proveniente dalla provincia di Hubei, si è presentato all'ospedale Pellegrini con sintomi sospetti. Subito è stato attivato il protocollo previsto dal Ministero della Salute, con il trasferimento del paziente al Cotugno, struttura specializzata in malattie infettive.

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In Europa la situazione peggiora. Un quarto caso di coronavirus è stato accertato in Francia, su un turista cinese di circa 80 anni. L'uomo, ha riferito Jerome Salomon, direttore generale del ministero della Salute, si trova in «condizioni gravi» ed è ricoverato a Parigi. Il paziente, proviene dalla provincia di Hubei, la più colpita della Cina, è attualmente assistito nel reparto di rianimazione. In Germania tre nuovi casi di Coronavirus sono stati accertati in Baviera. Lo rende noto un portavoce del ministero della Salute del Land Monaco, secondo quanto riporta la Dpa. I casi sono collegati al primo paziente, ricoverato a Monaco. Tutti e quattro lavorano per la stessa impresa nel distretto di Starberg.

Stati Uniti
La Casa Bianca ha comunicato a tutte le compagne aeree che sta considerando di sospendere tutti i voli da e per la Cina di fronte all'escalation dell'emergenza coronavirus. «Non si esclude nulla», ha detto il ministro della sanità Alex Azar.

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Il «demone» del coronavirus, come è stato ribattezzato da Xi Jinping, ha portato a 106 il numero dei morti in Cina. Una corsa finora senza ostacoli, che ha fatto raddoppiare i contagi in 24 ore, costringendo le autorità di Pechino a chiudere scuole e università sine die. In questo clima di crescente preoccupazione gli altri paesi, Italia compresa, stanno predisponendo i rimpatri dei connazionali, ma con tempi e modi ancora poco chiari. Dopo quasi un mese dall'inizio dell'epidemia, la Cina è sempre più isolata dal resto del mondo. Perché oltre alla quarantena già in atto per decine di milioni di persone, attorno all'epicentro di Wuhan, il governo ha consigliato a tutti i cittadini di evitare i viaggi all'estero, per garantire la loro «salute e sicurezza» ma anche quella degli stranieri. Hong Kong ha bloccato i treni e i traghetti diretti verso la terraferma, e gli Stati Uniti stanno valutando restrizioni per i viaggi da e verso la Cina, mentre Londra ha sconsigliato «tutti i viaggi non necessari» nel Paese. Le persone infette sono ormai oltre 4.500 ed il tasso di diffusione - ogni malato può contagiarne altri 2,6 - ha livelli simili a quelli di altre importanti epidemie con la Sars e l'influenza del 2009, secondo stime di ricercatori britannici che collaborano con l'Oms. E bisogna ancora chiarire i casi degli infetti pur senza sintomi. Anche sul picco le stime divergono tra i prossimi giorni giorni e i prossimi mesi. L'Oms, dopo aver alzato il livello di allerta a livello globale, ha invitato alla «calma» la comunità internazionale, plaudendo agli sforzi profusi dal governo cinese.

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I numeri del contagio negli altri Paesi, in effetti, rimangono ancora relativamente contenuti rispetto a quelli registrati in Cina: una cinquantina, in 8 paesi dell'Asia, Canada, Stati Uniti, Australia, Giappone, Francia e Germania. Ma il caso tedesco, il primo nel paese, alimenta le preoccupazioni sulla resistenza del virus alle lunghe distanze. Perché si tratta del primo contagio da uomo a uomo sul suolo europeo, il terzo fuori dalla Cina, oltre a quelli registrati in Vietnam e Giappone. Il 33enne tedesco che si è ammalato è un impiegato in un'azienda automobilistica della Baviera, in contatto con un collega rientrato dalla Cina, che tra l'altro non presentava i sintomi del coronavirus. In Francia, inoltre, è stato segnalato un nuovo caso, il quarto: un anziano turista cinese proveniente da Hubei in gravi condizioni. In questa fase dell'emergenza i vari Paesi si stanno attrezzando per far rientrare i propri connazionali, ma al momento sembra che ognuno proceda per conto suo.

   
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Caso sospetto anche in Catalogna. L'Agenzia di sanità pubblica della Generalitat de Catalunya sta studiando un caso sospetto di coronavirus in Catalogna, in Spagna. Un uomo è stato messo sotto osservazione poiché soddisferebbe, secondo le prime indiscrezioni, tutti i criteri clinici ed epidemiologici. L'uomo, 33 anni, verrebbe dalla zona di Wuhan, dov'è scoppiato il virus che ha ucciso 106 persone e infettato oltre 4.000. Il giovane, come riportato in un comunicato stampa, ha accusato i sintomi lunedì scorso, ed è stato subito trasferito all'ospedale di riferimento per le malattie ad alto rischio, l'Hospital Clínic.
 

 

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Xi Jinping: un demone da combattere. La Cina è impegnata con fortissima determinazione nella lotta contro il «demone» del coronavirus di Wuhan: il presidente Xi Jinping, ricevendo nel pomeriggio il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità Tedros Ghebreyesus, ha promesso la massima trasparenza negli sforzi per contenere l'emergenza. «L'epidemia è un demone e non possiamo permettere che questo demone si nasconda», ha detto Xi, nel resoconto dei media cinesi.

Giappone. Il Giappone conferma il primo caso di contagio da coronavirus avvenuto sul suo territorio nazionale. Il ministro della Sanità, Katsunobu Kato, ha spiegato che il paziente è un uomo di circa 60 anni, autista di autobus che ha portato due comitive di turisti provenienti da Wuhan, la città cinese epicentro del virus, all'inizio di gennaio. Il ministro ha poi reso noto che un altro uomo, di circa 40 anni, originario di Wuhan ha contratto l'infezione, portando così a sei il numero dei casi in Giappone.

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La diffusione. Il coronavirus ha un tasso diffusione simile alla Sars. Ogni persona contagiata dal virus 2019-nCov può infettarne in media altre 2,6, con un tasso che varia da 1,5 a 3,5: le stime sono dei ricercatori dell'Imperial College di Londra, che collaborano con l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Ciò rende il suo tasso di diffusione confrontabile a quello della Sars e della pandemia influenzale del 2009. Lo segnala la rivista Nature sul suo sito.

Lo sciopero. Intanto medici ed infermieri ad Hong Kong si apprestano ad incrociare le braccia domani per contestare il modo in cui le autorità locali stanno gestendo la crisi sanitaria esplosa con la diffusione del coronavirus di Wuhan. A confermarlo al Guardian sono fonti interne al movimento di protesta di Hong Kong, secondo cui in particolare si contestano la scelta di lasciare aperto il confine con la Cina, la mancata di distribuzione di un numero sufficiente di mascherine protettive e l'autorizzazione concessa a gente proveniente dal territorio cinese ad entrare per sottoporsi a controlli medici a titolo gratuito.

Un spray contro il contagio. Il Centro clinico di salute pubblica di Shanghai ha sviluppato uno spray antivirale contro il coronavirus, che può essere spruzzato in gola come scudo per proteggersi dal virus. »Ancora non si sa molto della sua efficacia ed è tutto da valutare, ma se fosse confermata l'efficacia da studi potrebbe aiutare a diminuire la contagiosità proteggendo la popolazione dal virus«, commenta all'Adnkronos Salute Gianni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di Sanità (Iss).
 

 

Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio, 07:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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