Articolo 5 della Nato, per Biden è «obbligo sacro»: ecco cosa è e cosa significa

Putin sembra ora cambiare strategia, puntando al controllo del Donbass e ad una exit strategy

Articolo 5 della Nato, per Biden è «obbligo sacro»: ecco cosa è e cosa significa
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Sabato 26 Marzo 2022, 14:30 - Ultimo aggiornamento: 27 Marzo, 15:49

ll contrasto tra il blocco occidentale e la Russia, per la difesa dell'Ucraina, si fa sempre più aspro. Con il presidente Zelensky che continua a incalzare europei e americani per avere sempre più armi e isolare sempre di più Mosca con le sanzioni. Putin sembra ora cambiare strategia, puntando al controllo del Donbass e ad una exit strategy. Il Cremlino starebbe pensando al 9 maggio, per dire «missione compiuta» nel giorno delle celebrazioni della Liberazione dai nazisti. Intanto cerca di portare rinforzi in Ucraina attingendo alle sue truppe in Georgia. Ma per portare a termine l'operazione, servirebbe una spinta decisiva, magari aprendo altri fronti o mettendo in campo un armamentario più efficace. Ebbene, anche in considerazione della prosepttiva di un ampliamento degli scontri, Biden, arrivato a Varsavia, riferendosi all'articolo del trattato Nato secondo cui un attacco armato contro uno o più membri dell'Alleanza sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, è stato chiarissimo: «Riteniamo l'articolo 5 un obbligo sacro». 

L'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord  sarebbe pronta a fare la sua mossa, riunendosi sulla base dell'Articolo 4 (consultazioni in risposta a minacce), ribadendo la propria disponibilità a utilizzare l'Articolo 5: risposta armata congiunta in caso di aggressione esterna contro uno qualsiasi degli alleati. L'Articolo 4 è stato richiesto da Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania e Slovacchia. La Nato non invierà truppe in Ucraina, poiché non fa parte dell'Alleanza, ma è pronta a intervenire se invece uno dei suoi Stati membri venisse attaccato.

Articolo 4

Le parti si consulteranno ogni volta che, nell'opinione di una di esse, l'integrità territoriale, l'indipendenza politica o la sicurezza di una delle parti fosse minacciata. L’articolo 4 è stato attivato più volte,  negli ultimi 30 anni, ma mai da otto Paesi contemporaneamente: la Turchia lo ha invocato cinque volte tra il 2003 e il 2020, in relazione alle guerre in Iraq e in Siria mentre la Polonia lo ha attivato una volta, nel 2014, quando la Russia ha annesso la Crimea dall’Ucraina. Ma, in tutti questi casi, erano stati eventi inaspettati, cosa che non può essere definita l’attuale invasione dell’Ucraina da parte della Russia, considerati i ripetuti allarmi lanciati da Washington e Londra.

Articolo 5

Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell'America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell'esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall'ari. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l'azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l'uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell'Atlantico settentrionale. Ogni attacco armato di questo genere e tutte le misure prese in conseguenza di esso saranno immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza. Queste misure termineranno allorché il Consiglio di Sicurezza avrà preso le misure necessarie per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali.

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