Orologi, Andrea Cardillo manager di Audemars Piguet: «Trovare il tempo per le emozioni»

Orologi, Andrea Cardillo manager di Audemars Piguet: «Trovare il tempo per le emozioni»
di Paolo Gobbi
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Martedì 15 Giugno 2021, 14:41

Non è facile affrontare oggi il mercato dell’alta orologeria, soprattutto se il marchio per il quale si lavora appartiene al ristretto novero dei “desiderabili”, che vedono il valore di alcuni dei loro modelli salire ben oltre i prezzi usuali. E si tratta di un obiettivo raggiunto con anni di cura maniacale della creatività, della produzione e della distribuzione. Andrea Cardillo, country general manager Audemars Piguet per l’Italia, ci racconta come si gestisce un mercato complesso come il nostro.

Qual è la sfida più difficile oggi?

«Il 2021 sarà un anno incentrato sulla perseveranza. Ora più che mai dobbiamo prenderci cura gli uni degli altri per lavorare ancora meglio insieme. Infatti al cuore della filosofia della manifattura c’è un forte spirito famigliare che unisce dipendenti, clienti, artisti, ambasciatori e amici del brand in tutto il mondo. Audemars Piguet ha assistito a grandi cambiamenti negli ultimi dieci anni, ponendo la sua attenzione sulla crescita qualitativa a lungo termine e sulla creazione di connessioni umane. Essendo il più antico produttore di orologi svizzero ancora nelle mani delle famiglie fondatrici, ha la libertà di investire nel futuro con la lungimiranza».

In un mondo che va alla velocità della luce, hanno ancora senso orologi con una storia di decenni come il Royal Oak?

«Oggi più che mai. Nel periodo storico che stiamo attraversando dove tutto corre e si consuma velocemente, è fondamentale trovare il tempo per condividere emozioni con i nostri clienti. Il mercato ci sta dando ragione in questo senso: c’è bisogno di guardare al passato, all’orologeria iconica».

Alcune versioni del Royal Oak sono oggi introvabili: non basterebbe aumentare la produzione per ovviare a questo problem?

«La nostra produzione nel 2019, e per i quattro anni precedenti, si è attestata a poco più di 40.000 unità. Nel 2021 prevediamo di produrre 42.000 unità e aumenteremo progressivamente la produzione per rispondere meglio alla crescente domanda dei clienti».

Come gestite le liste d’attesa per i modelli più richiesti?

«Non lavoriamo con liste d’attesa, l’approccio legato al mero investimento non ci appartiene. Pensiamo piuttosto al piacere e alle emozioni che un oggetto di altissima manifattura come un nostro segnatempo può donare a chi lo indossa, accompagnando i nostri clienti in tutte le esperienze più significative della loro vita».

Royal Oak Concept Black Panther, 250 pezzi: già tutti venduti? Il primo di una collaborazione con Marvel?

«Confermo, la maggior parte è stata venduta. Audemars Piguet ha sempre trovato ispirazione nel mondo culturale, nel senso più ampio del termine, sviluppando partnership interdisciplinari che hanno creato terreno fertile per sfide di precisione micro-meccanica e per la creazione di design innovativi. Con l’industria pop e dell’intrattenimento ricordiamo collaborazioni con Jay-Z, Arnold Schwarzenegger, Lu Han, Quincy Jones e LeBron James».

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