Tokyo, la governatrice Koike rieletta trionfalmente: premiata anche la fermezza nell'emergenza Covid

Lunedì 6 Luglio 2020
La governatrice Koike fa il bis

Poco più di una passeggiata per la governatrice di Tokyo, Yuriko Koike, che ottiene la conferma di un secondo mandato elettorale e assicura ai cittadini che continuerà con fermezza la battaglia per contenere l'espansione del coronavirus nella capitale, garantendo la cooperazione con il comitato olimpico internazionale (Cio) per l'organizzazione delle Olimpiadi nell'estate del 2021, dopo il rinvio di quest'anno. «Sono estremamente contenta del risultato, ma al tempo stesso sento la responsabilità del mio compito nei quattro anni a venire», ha detto la 67enne Koike, già nel 2016 la prima donna alla guida del governo comunale di una delle metropoli più estese e popolose al mondo.

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I quasi 11 milioni e mezzo di residenti hanno premiato la sua determinazione negli ultimi mesi nella gestione dell'emergenza sanitaria nella capitale. Una fermezza che ha portato a veri e propri scontri ideologici sul tema della salute dei cittadini con il premier Shinzo Abe, che spingeva per una linea più accomodante per favorire le attività commerciali, senza penalizzare eccessivamente l'economia. L'eccessiva frammentazione politica con la presenza di 21 candidati, alcuni dei quali senza alcuna esperienza amministrativa alle spalle, hanno favorito l'immagine di Koike, unica figura politica femminile di rilievo nel panorama prevalentemente maschilista che compone il quadro governativo e delle istituzioni nel Paese del Sol Levante. Nonostante si sia presentata come candidato indipendente, la governatrice ha goduto del supporto dei principali schieramenti politici in Parlamento, e la stessa coalizione di governo, formata dai liberal-democratici e il New Komeito, ha deciso di non schierare un candidato. La credibilità e la popolarità di Koike agli occhi dei cittadini le hanno consentito di condurre una campagna elettorale quasi esclusivamente online, tramite i social media, complici le restrizioni sugli assembramenti di persone. Una strategia rivelatasi ancora una volta vincente e che adesso si concentrerà sulle direttive sanitarie per impedire una seconda ondata dell'agente patogeno. Dalla revoca dello stato di emergenza a fine maggio, Tokyo ha visto una impennata dei casi di coronavirus, sebbene con valori più contenuti rispetto a concentrazioni urbane di simili densità e dimensioni, con 6.700 infezioni, quasi un terzo del totale a livello nazionale.

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