«Pizza per la pace»: dall'ambasciata italiana e dall'Oim un corso di panificazione per le donne rifugiate in Niger

Venerdì 8 Novembre 2019

Non è solo perché è il tipico alimento italiano, patrimonio immateriale dell'umanità per decisione Unesco due anni fa. La pizza infatti diventa uno strumento di pace e di futuro. E lo diventa per un gruppo di donne  rifugiate, ospiti di UNHCR, e di alcune donne nigeriane benificiarie del progetto "Idee" sullo sviluppo dell'imprenditoria femminile realizzato da Oim. L’Ambasciata d’Italia a Niamey ha inaugurato così la prima Settimana della Cucina Italiana in Niger (sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Italiana), con il progetto “Pizza per la pace”: un corso di panificazione, guidato da Antonio Cera e dal staff di “Fornosammarco” arrivati direttamente dalla Puglia. 

«Il cibo riassume in sé significati simbolici e relazionali umani che vanno oltre le semplici necessità fisiologiche che il nutrimento va a soddisfare. La condivisione del cibo favorisce l’integrazione sociale anche dei rifugiati contribuendo a lenire i traumi psicologici derivanti dall’abbandono del Paese, della famiglia, degli affetti, permettendo lo sviluppo di competenze relazionali, e comunicative in una prospettiva interculturale , di inclusione, solidarietà e empatia» ha sottolineato Alessandra Morelli, Rappresentante di UNHCR in Niger.

«Il progetto Pizza per la Pace offrirà a Nafissa, una giovane imprenditrice a capo della societa’ di catering UM MANAL, che impiega 20 persone, la possibilita’ di mostrare i risulatati concreti della formazione ricevuta dal progetto "Idee" condotto da OIM su finanziamento italiano» ha commentato Marcello Goletti, Responsabile dei Programmi di OIM Niger.

«La pizza, alimento semplice e nutriente è il simbolo italiano per eccellenza e la sua ricetta napoletana è stata dichiarata nel 2017 dall’UNESCO Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Per tale motivo l’abbiamo scelta come simbolo della prima edizione della Settimana della Cucina italiana in Niger, per il suo valore altamente simbolico di unione tra i popoli” ricorda l’Ambasciatore d’Italia in Niger, Marco Prencipe. 

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