Coronavirus, la sarta “dal cuore d'oro” cuce mille mascherine di stoffa: «Lavoro di notte»

Coronavirus, la sarta “dal cuore d'oro” cuce mille mascherine di stoffa: «Lavoro di notte»
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Venerdì 13 Marzo 2020, 12:54

Cuce anche di notte, senza fermarsi un attimo. Irene Coppola ha messo da parte gli abiti da sposa per per dedicarsi alle mascherine anti-virus: mille sono già pronte. Serviranno, a Gallipoli, a chi non è riuscito ancora a procurarsi uno schermo di protezione dal contagio.

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La sarta, "maestra dal cuore d'oro" la definiscono le sue allieve, le distribuirà soprattutto an anziani, persone sole o più esposte al virus. Per i bambini ci sono anche quelle colorate. Da un paio di giorni nel suo laboratorio è stata creata una catena di montaggio. Con Irene sono al lavoro le sue aiutanti, hanno già realizzato mille mascherine  in pelle d’uovo, un tessuto facilmente sterilizzabile a qualunque temperatura.

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Nel suo laboratorio la macchina da cucire non si ferma un attimo, dalle 11 di martedì, per sfornare mascherine protettive. A lei sono pronti a rinvolgersi anche i farmacisti
che sono rimasti per ora sprovvisti degli ausili protettivi sempre più richiesti. «Questa mattina ho finito la quarta sfornata di mascherine e da martedì scorso, da quando mi è venuta l’idea di come potermi rendere utile in un momento così drammatico per la vita sociale di tutta la nostra comunità, ne avrò prodotte oltre mille» racconta Irene a "Lecceprima". «Sono stanca, ma soprattutto molto soddisfatta, mi bastano solo poche ore di sonno e per il resto sono pronta alla mia missione che faccio con immenso piacere mettendo a disposizione quella che è la mia arma migliore: il mio lavoro che amo e che è al servizio di tutti perché tutti insieme ne usciremo e batteremo il Coronavirus. E tutto andrà bene», dice ancora la stilista gallipolina.








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«Ora sono alle prese con le consegne. Questa notte una doccia, un bel bicchiere di latte e caffè e poi un’altra sformata di mascherine pronte per essere regalate che sono fatte di un materiale in cotone molto resistente, la pelle d’uovo, sterilizzabile a qualsiasi temperatura. Una volta ritirata la mascherina si può far bollire e, facendo questa operazione ogni sera, la si può riutilizzare».

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«Coronavirus non ti temiamo» ha scritto Irene nelle didascalie che accompagnano ogni suo post. E per far fronte all’aumento delle richieste la sarta dalle mani d’oro ha chiesto ora solo un po’ di collaborazione: chi vuole ordinare le mascherine può portare il tessuto e gli elastici, al resto, ci pensa lei.

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