DONNE

Associazioni e centri antiviolenza sospendono la mobilitazione del 28 settembre contro il Ddl Pillon, ci aspettiamo che il nuovo governo lo ritiri

Venerdì 13 Settembre 2019

Le associazioni femminili, i centri antiviolenza, le organizzazioni  e le donne che avevano promosso la mobilitazione del 28 settembre contro il Ddl Pillon e gli altri disegni di legge collegati depongono momentaneamente le armi. Annunciando che la mobilitazione è «sospesa. Sospesa, ma non annullata».
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All'origine del ripensamento l'arrivo del nuovo governo. «Anche se il cambio della compagine governativa e alcune dichiarazioni relative all’accantonamento di tutti i disegni di legge sulla modifica del diritto di famiglia a svantaggio dei diritti di donne e bambini non bastano. Il Ddl Pillon e collegati devono essere tutti ritirati».
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Le associazioni mettono ancora una volta in luce che le donne sono «esposte al femminicidio, alla violenza maschile e a quella istituzionale, che incontrano limiti all'autodeterminazione delle scelte riproduttive, restano sostanzialmente espulse dal mercato del lavoro e vivono diverse condizioni di sfruttamento del loro tempo e della loro vita. La mobilitazione permanente dunque - si legge in un comunicato firmato da decine di associazioni - serve per vigilare affinché non si torni indietro sui diritti e le libertà acquisiti».

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