Emma Dante, torna a teatro la sua “Scortecata”: «Uomini o donne,
mi interessano le persone e il modo in cui interpretano i ruoli»

«In questo periodo della mia vita ho smesso di occuparmi dei sessi. Mi sono definitivamente emancipata dai generi. Mi interessano le persone e il modo in cui interpretano dei ruoli».

Uomini, donne. Emma Dante, che aver conquistato l’estate scorsa il pubblico del Teatro Greco di Siracusa con un Eracle tutto al femminile, ripropone ora al Lunga Vita Festival (il 22 luglio all'Accademia di Danza di Roma) “La Scortecata”, da “Lo cunto de li cunti” di Basile, con due attori nei panni di due sorelle: Carmine Maringola e Salvatore D’Onofrio.

In una scena vuota, due uomini, a cui sono affidati i ruoli femminili come nella tradizione del teatro settecentesco, drammatizzano la fiaba incarnando le due vecchie e il re.


«Le donne», spiega la regista palermitana, «possono interpretare i grandi ruoli maschili del repertorio teatrale. E viceversa».

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