Il caffè? «Da noi costa 50 centesimi». Nelle Marche c’è il bar anti-inflazione, ecco dov'è

La storia a Tolentino, nessun aumento dal 2008

Il caffè? «Da noi costa 50 centesimi». Nelle Marche c è il bar anti-inflazione, ecco dov'è
di Daniel Fermanelli
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Sabato 25 Novembre 2023, 09:21 - Ultimo aggiornamento: 09:22

TOLENTINO - Alla faccia dell’incubo rincari. A Tolentino c’è un bar dove il caffè costa solo 50 centesimi. È così dal 2008, anno di apertura del locale situato nella zona industriale, in via Cristoforo Colombo. E nonostante la posizione piuttosto isolata, ogni giorno sono tanti i clienti che si concedono una “colazione anti-inflazione”. Il bar si trova nello stabile che ospita lo storico megastore “Fallimenti” e i proprietari sono gli stessi. 

Caffè a 50 centesimi, la storia

 

«Chi viene da noi per la prima volta resta incredulo.

E qualcuno, pensando di aver capito male, quando va alla cassa chiede conferma: “Come scusi, ha detto 50 centesimi?” - racconta il vulcanico Luciano Camillucci, 73 anni, fondatore dell’attività -. È comprensibile, visto che ora in genere nei bar si paga da 1,10 a 1,30 euro. Lo stupore è ancora più grande dopo aver apprezzato la qualità del nostro caffè. Lo acquistiamo direttamente da una torrefazione di San Severino, un prodotto di alto livello. Ogni giorno a colazione in media vengono più di cento persone. Qui, tanto per fare un esempio, il costo di un cappuccino e di una brioche è di soli due euro. E le dico anche un’altra cosa. Per la pausa pranzo proponiamo menù completo a 12 euro. Serviamo direttamente al tavolo: primo, secondo, contorno, vino, acqua e caffè. Il prezzo è questo anche nei giorni in cui ci sono pesce e pasta fresca».

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Ma com’è possibile? «La nostra attività principale è il maxi negozio, nato nel 1992, dove vendiamo articoli per l’edilizia, casalinghi, articoli da regalo, elettrodomestici, mobili, abbigliamento, giocattoli, generi alimentari e tanto altro. Il bar è un servizio in più che abbiamo voluto garantire e la politica dei prezzi bassi, oserei dire stracciati, è per attirare clienti e fidelizzare ancora di più con loro. Una sorta di “operazione simpatia”. Mi rendo conto che i margini di guadagno non sono altissimi: diciamo che il nostro obiettivo è non rimetterci e fare da traino al megastore. Ovviamente la struttura è di nostra proprietà, altrimenti una politica commerciale del genere sarebbe impensabile».

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Per Camillucci quella di “Fallimenti” è una grande famiglia. «I nostri dipendenti possono pranzare da noi a soli cinque euro. Siamo in 40 a lavorare in questa struttura, una squadra davvero affiatata. Il negozio si è trasformato con successo nel corso degli anni, diventando un punto di ritrovo per quanti hanno bisogno di fare acquisti per la propria casa o per l’ufficio. La scelta del nome? All’inizio vendevamo prodotti di aziende fallite, da qui la scelta. Poi l’attività è cambiata, ma visto il successo abbiamo deciso di continuare a chiamarci “Fallimenti”. Acquistiamo merce di qualità in offerta, riuscendo poi a proporla al pubblico a prezzi d’eccezione. Diciamo che da questo punto di vista il costo del caffè per noi è uno spot. Nonostante il passare degli anni non lo abbiamo mai aumentato. E non vogliamo farlo». Ma non è tutto. «Abbiamo un erogatore di acqua alla spina: ogni cliente può servirsi liberamente, senza pagare nulla». 

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