Ancona, assalto al portavalori: i kalashnikov dagli arsenali segreti della mafia

Ancona, assalto al portavalori: i kalashnikov dagli arsenali segreti della mafia
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Lunedì 5 Ottobre 2015, 11:09 - Ultimo aggiornamento: 16:03

ANCONA Arrivano dagli arsenali segreti della mafia i kalashnikov usati per l'assalto al portavalori in autostrada a Loreto (Ancona).

Il colpo, messo a segno con un'azione militare da un commando di 8-10 persone, la scorsa settimana ha fruttato alla gand oltre 4 milioni di euro. Gli analisti di polizia e carabinieri che stanno svolgendo le indagini hanno accertato che le armi usate (kalashnikov e proiettili perforanti 7.62 con anima di tungsteno) non sono a disposizione della normale malavita, anche organizzata. Sicuramente provengono da speciali e segretissimi arsenali della mafia (intesa come 'ndrangheta e camorra, se non addirittura Cosa nostra). I mitra vengono gestiti da specialisti, consegnati alle batterie per mettere a segno l'assalto, poi di nuovo ritirati e nascosti per altre azioni criminali.

La banda, tutti professinisti al top della gerarchia malavitosa, hanno assaltato il blindato della Fitist nelle Marche solo per scelta logistica, dopo un attento studio. Il tratto di autostrada tra Ancona sud e Porto Recanati era particolarmente favorevole al colpo perchè non coperto dalla telecamere, dotato di specifiche vie di fuga e con l'uscita di una stazione di servizio che permetteva di appropriarsi di un camion con cui è stata fatta una barriera per isolare il punto dell'assalto.

Al momento l'unica certezza è che alcuni componenti della gang, incappucciati, parlavano con una inflessione pugliese.

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