Latina, votato in Consiglio debito fuori bilancio da 4,7 milioni di euro per Latina Ambiente

Il sindaco di Latina, Damiano Coletta
di Andrea Apruzzese
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Giovedì 7 Maggio 2020, 23:06

«Questo è un debito fuori bilancio maturato tra il 2003 e il 2011, noi ci assumiamo la responsabilità di pagarlo perché le sentenze si rispettano; chi lo ha provocato, si prenderà la sua responsabilità, ma Latina Ambiente non l’abbiamo fatta fallire noi. Il fallimento di Latina Ambiente è un fallimento politico». Così il sindaco di Latina, Damiano Coletta, ha risposto in Consiglio comunale alle polemiche dell’opposizione sul mancato riconoscimento della compensazione debiti-crediti e sul debito fuori bilancio da 4,7 milioni di euro, stabilito con sentenza del tribunale che ha riconosciuto alla curatela fallimentare 2 milioni idi euro di sorte (contro una richiesta di quasi 4 milioni di euro) e altri 2,6 milioni di euro di interessi moratori.

«Una sentenza amara e drammatica», l’aveva definita l’assessore al Bilancio, Gianmarco Proietti, mentre il suo collega all’Ambiente, Roberto Lessio, ha ricordato le vicende tra il Comune e la sua ex società partecipata, evidenziando come «al massimo, il Comune tirerà fuori 8 milioni di euro (calcolando anche un altro decreto ingiuntivo pendente, su cui è però pendente una transazione, ndr) e non 32», la cifra all’origine del contenzioso (16 milioni di euro di crediti Tia e 13,5 circa di crediti commerciali, secondo le richieste della società). Il debito è stato votato all’unanimità dei presenti, 17 consiglieri di Lbc, mentre tutta l’opposizione aveva abbandonato il collegamento con la videoconferenza. All’inizio della discussione, il consigliere Lbc Nino Leotta aveva inviato la minoranza a restare in aula e votare il debito, ma l’opposizione ha risposto seccamente: «il Comune non ha adempiuto a un obbligo di legge che era quello di fornire tutti i dati a chi doveva decidere sul fallimento della società», ha spiegato Nicoletta Zuliani (Pd). Approvata ieri, con 16 voti a favore di Lbc e 2 contrari del gruppo misto (il resto dell’opposizione ha abbandonato l’aula virtuale) anche la costituzione della fideiussione del Comune quale forma di garanzia per il mutuo da 12 milioni di euro che l’Azienda per i beni comuni chiede a Cassa depositi e prestiti per l’acquisto di mezzi e attrezzature per l’avvio del porta a porta. Prevista anche l’integrazione del contratto di servizio: se Abc non dovesse pagare una rata, e lo facesse quindi il Comune in sua vece, l’ente tratterrà la somma dal canone di servizio.

Durissima la critica di Olivier Tassi (Misto) secondo cui «affidiamo ora una massa enorme di denaro pubblico a un management che non è mai stato in grado di raggiungere gli obiettivi, e screditato da due anni di fallimenti: non possiamo avvalorare una scelta del genere» mentre, secondo il collega Massimo Di Trento, «se le bollette TaRi non aumenteranno quest’anno, accadrà il prossimo, per il fatto di dover pagare le rate del mutuo». «Sono d’accordo che questa fideiussione sarebbe dovuta arrivare prima - ha spiegato Proietti - ma non c’è stata inerzia», mentre secondo il sindaco «il mutuo è stato condizionato da tante vicissitudini. Abbiamo dovuto superare diversi gradi di giudizio per i ricorsi contro l’istituzione di Abc», azienda che «apre un campo: non è solo gestione dei rifiuti, potrà essere anche altro».

Via libera all’unanimità, infine, per la ratifica della delibera di giunta sui fondi per i buoni alimentari in emergenza Covid-19. A fronte della crisi, Coletta ha spiegato come «l’Anci sta cercando di chiudere un accordo con il Governo che possa garantire la copertura del rimborso di tre mesi di Tosap. In base ai dati del ministero dell’Economia, il flusso delle casse dei Comuni, in questi 4 mesi da gennaio ad aprile, è diminuito di 2,7 miliardi di euro, ma ci si aspetta un deficit ancora più importante nei prossimi mesi». 

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