A Latina il congresso nazionale di Arcigay, in arrivo 164 delegati

A Latina il congresso nazionale di Arcigay, in arrivo 164 delegati
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Martedì 8 Novembre 2022, 17:26 - Ultimo aggiornamento: 18:09

Si terrà a Latina nelle giornate di venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 novembre il XVII Congresso nazionale di Arcigay, la più grande associazione lgbtqi+ italiana. Il Congresso nazionale serve a rieleggere le cariche sociali dell’associazione, oltre a votare la mozione congressuale e gli ordini del giorno e, come da regolamento, è stato preceduto dai 65 congressi territoriali, attraverso i quali sono stati eletti i 164 delegati che venerdì si riuniranno nell’Hotel Europa di Latina, sede del congresso per tutte le tre giornate.

Nella giornata inaugurale di venerdì 11, l’unica aperta al pubblico e alla stampa, a partire dalle 14,30 fino alle 19,00 circa, si terrà la relazione del segretario generale uscente di Arcigay, Gabriele Piazzoni, e del Presidente Nazionale uscente Luciano Lopopolo. A seguire, i saluti dei rappresentanti di partiti, associazioni, istituzioni. Come da prassi, l’invito è stato trasmesso alle più alte cariche dello Stato.

L’unica mozione al voto del congresso si intitola “Una comunità in movimento, la nostra rivoluzione gentile” e candida come segretario generale Gabriele Piazzoni e come presidente Natascia Maesi.

LA SCELTA DI LATINA

“Abbiamo scelto di candidare – spiega Valerio Vitale, presidente di Arcigay Latina Seicomesei - come comitato territoriale la nostra città perché negli ultimi anni la nostra associazione è cresciuta, siamo riusciti ad attivare molti servizi e ad accrescere il numero delle persone tesserate. Crediamo che ospitare un congresso nazionale possa essere il giusto coronamento di questo lavoro e soprattutto perché Portare il congresso di arcigay a Latina ha un forte significato storico-politico e di speranza per la nostra comunità locale. Ci consente di abbattere uno stereotipo, costruire una nuova narrazione, di raccontare una nuova storia, di andare ad occupare quei luoghi razionalisti che sembrano condannati a non poter cambiare mai. Siamo nati per osare, provocare, opporci alla norma: i cambiamenti partono dai luoghi che scegliamo di abitare”.

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