Latina, via Isonzo, due palazzine al posto del campo di calcio: sale la protesta

Latina, via Isonzo, due palazzine al posto del campo di calcio: sale la protesta
di Monica Forlivesi
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Lunedì 17 Novembre 2014, 10:19 - Ultimo aggiornamento: 11:52

LATINA - ​Sale la febbre dell'urbanistica a Latina e così i comitati spontanei e i singoli cittadini iniziano a spulciare Piani particolareggiati, tavole, mappe, e si leva la protesta per le nuove costruzioni nei terreni destinati a verde pubblico e dove ora viene data la possibilità di costruire grazie alla revisione del Ppe.

Da ieri sui social network si è levata l'indignazione per la possibilità di costruire due palazzine in via Isonzo, nel campetto di calcio oggi in abbandono che si trova dietro al distributore, proprio a una passo dall'incrocio con via Tucci. Scrive Bruno Mucci, il fondatore del comitato spontaneo Il gigante buono, dedicato all'eucaliptus di fondazione tagliato in via Quarto per costruirci una palazzina: “Scusi assessore, dai piani particolareggiati scopriamo che avete dato il permesso di costruire due palazzine sullo storico campo di calcio delle case Enel di via Isonzo, dove intere generazioni di cittadini hanno trascorso la loro infanzia e adolescenza. Quante aree verdi, parchi pubblici, terreni di uso comune avete intenzione ancora di cementificare?”.

Seguono decine di interventi, e spuntano i ragazzi, oggi adulti, che un tempo su quel rettangolo verde tiravano calci a un pallone.In quell'area per la verità i proprietari avrebbero potuto costruire da tempo, prima si pensava ad una scuola calcio, poi si è scelta la strada delle palazzine residenziali. Due le costruzioni previste, dando le a via Isonzo: una a destra, dove la metà è di proprietà privata e l'altra di proprietà comunale, e una a sinistra, interamente privata, al centro resterà un ampio spazio destinato al verde. Il Piano particolareggiato R6 Isonzo, consente di costruire in quell'area due palazzi di quattro piani più piano terra, alti 18 metri e mezzo.

Qui scattano i ricordi e la voglia di preservarli, il primo a intervenire è Enrico, scrive: “In quel campo ci ho passato l'infanzia. Mille partite di calcetto con gli amici... non si azzardassero a toccarlo!”. Steven ricorda che lì “hanno imparato a muovere i primi passi anche Tonino Somma e Mario Somma... chiedete in giro chi sono e poi ditemi se non sia un sacrilegio togliere quel campo per dei palazzi”. Bruno Mucci propone di organizzare una partita di protesta pacifica, lui insieme ai cittadini di via Quarto e quelli della zona del Parco di Santa Rita ha già organizzato due veglie di protesta contro l'arrivo di nuovo cemento.

Spunta così un articolo di qualche tempo fa, scritto su una rivista da Marco Tomeo, intitolato così: “Quando all'Enel si accendevano i baby prodigio”. Si legge poi: “Il Costantino Bovieri oggi abbandonato, una volta fucina di talenti in erba”. Sarebbe bello se venisse rispolverata l'idea di una scuola calcio. Certo, renderebbe molto meno di due palazzine dove più o meno troveranno posto una trentina di appartamenti. Ma non si sa mai.

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