Abc, l'urbanistica e le Terme sono al palo: Coletta in affanno

Lunedì 17 Giugno 2019 di Vittorio Buongiorno
La Giunta Coletta arriva al suo terzo compleanno in affanno, non tanto per l'assessore dimissionario (Giulia Caprì, l'ennesimo addio anticipato dopo Buttarelli, Costanti, Capirci e Di Muro), quanto per non essere ancora riuscita ad ottenere risultati lì dove aveva investito tanto, forse tutto.

E' l'Abc. Un gioco di parole per dire che bastava garantire un servizio di raccolta dei rifiuti adeguato per mettere tutti a tacere e avere un buon voto in pagella. Invece così non è. L'Azienda dei beni comuni doveva essere il fiore all'occhiello, invece vivacchia in attesa di un mutuo per comprare i mezzi che forse non arriverà mai e nel frattempo ha fatto precipitare i numeri della differenziata indietro di vent'anni. Ma come è possibile? Mistero. Non è neppure servito avere come assessore un ambientalista della prima ora, la raccolta funziona male, ma i comportamenti dei cittadini anche peggio. Risultato: situazione preoccupante.

E che dire delle altre società partecipate? Un peso morto. Della Slm in liquidazione si sono perse le tracce. Le Terme di Fogliano invece sono state lasciate fallire senza neppure tentare di trovare una intesa con Condotte. Certo, il Comune ha fatto appello contro il fallimento. E ci mancherebbe. La sentenza ha valutato quei terreni come agricoli senza tener conto dei 300 mila metri cubi con destinazione servizi termali. Ma si doveva e poteva fare di più. Anche solo cogliere la decisione del Tribunale come una opportunità e - come indicava il programma della maggioranza - ampliare con quei terreni il perimetro del Parco nazionale del Circeo con una svolta green che avrebbe spento sul nascere voglia di speculazioni.

Analoghe incertezze al limite dell'immobilismo hanno connotato la gestione dell'urbanistica che veniva da anni turbolenti e opachi. Servivano atti chiari e trasparenti e una visione dello sviluppo della città. E in fretta. Invece dopo 3 anni non ci sono stati né gli uni né l'altra. Partivamo dai sei Piani particolareggiati annullati durante la gestione commissariale perché pianificavano uno sviluppo senza regole. Siamo ancora lì, mentre altri strumenti urbanistici affidati un decennio fa e poi lasciati al loro destino stanno proseguendo il loro cammino come se nulla fosse, senza una visione di insieme. Esattamente come accadeva in passato. Sarebbe stato più semplice e utile buttare tutto a mare, chiamare un progettista di fama e varare un nuovo piano regolatore voltando pagina con coraggio. Oggi, tre anni dopo, avremmo potuto probabilmente vederlo nascere. Invece siamo fermi ad aspettare quell'ufficio di piano: non si capisce bene cosa debba fare, ma soprattutto non è neppure nato. Ad oggi è concreto il rischio che quei sei piani particolareggiati tornino in auge con qualche passata di belletto. Che peccato.

La realtà è che il sindaco Damiano Coletta amministra un Comune che è un pachiderma, pigro e anche un po' riottoso, che si muove con tempi biblici e che si dimentica quello che deve fare o non ne ha voglia. Come lo scorso anno i lavori al teatro sono iniziati ma sembrano non dover finire mai; le passerelle al mare cadono a pezzi anche se la stagione è iniziata; lo sfalcio dell'erba non sta al passo con la natura.

Eppure, non va dimenticato, in questi tre anni sono state fatte tante cose. I servizi sociali funzionano molto meglio di prima. E' stata creata una rete per la gestione condivisa dei beni comuni che primeggia a livello nazionale. I controlli anticorruzione sono incisivi e sembrano funzionare. La gestione del personale è tornata nei binari anche prendendo decisioni non facili (e spesso contestate) nell'ottica di un miglioramento del servizio. Le finanze dell'ente sono state amministrate con oculatezza garantendo accantonamenti prudenziali per 16 milioni di euro (per cause vecchi di decenni), trovando anche fondi per rifare le strade e le scuole.
Ma non basta. Non può bastare, perché le attese erano e sono tante. Troppo poco è stato fatto per finanziare progetti di rilancio ed è un delitto perdere i pochi fondi ottenuti, come gli 800 mila euro destinati al lungomare che la Regione si è appena ripresa. Eccola l'istantanea di questo terzo compleanno. Non è una questione di nomi ma di fatti.
Vittorio Buongiorno
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