Napoli, sulle auto multe false con Iban vero: così i soldi finivano nelle tasche dei truffatori

Il sospetto dei vigili è che possano essere state violate anche le password di chi ha pagato con l'app bancaria

Napoli, sul parabrezza multe false con Iban vero: così i soldi finivano nelle tasche dei truffatori
di Luigi Roano
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Giovedì 8 Dicembre 2022, 07:18 - Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre, 08:59

Un Iban vero, di una banca vera, dove pagare le multe ma con una stranezza: che quell'Iban non è collegato al conto del Comune di Napoli. Nella letteratura sterminata sull'inventiva dei truffatori napoletani questa è una fattispecie unica ed è bastata a ingannare alcuni automobilisti. Anche se è vero che da decenni a Napoli le multe le paga solo il 10% di chi le prende. A dare notizia dell'ultima truffa è la Polizia municipale guidata dal comandante Ciro Esposito. «La Polizia locale - si legge in un comunicato - rende noto che è in corso un tentativo di truffa ai danni dei cittadini residenti nel Comune di Napoli. È stato infatti segnalato che ignoti stanno producendo verbali contraffatti al Codice della Strada, depositati sui parabrezza dei veicoli in sosta, i quali riportano un falso Iban, di fattura e tipologia diversa da quello del Comune di Napoli. Si ricorda in proposito che l'unico Iban del Comune da utilizzare in caso di pagamento di contravvenzione è il seguente: IT03W0760103400001 033919109». Il comunicato prosegue così: «Si richiamano gli automobilisti a prestare la massima attenzione per evitare di incorrere in truffe mentre sono in corso attività investigative tese all'individuazione dei responsabili».

Quanti ne sono stati messi sui parabrezza? Dal Comune fanno sapere che «sono diversi» in ogni caso un numero sufficiente per far scattare l'allarme. Verbali falsi sono stati apposto nella zona dei Ponti Rossi, di Piazza Dante e di via Manzoni. A fare il punto della situazione è l'assessore alla Legalità con delega alla Polizia municipale Antonio De Iesu. «Abbiamo comunicato quello che sta succedendo - racconta l'ex questore - per allertare gli automobilisti che rischiano oltre al danno la beffa perché magari c'è chi la multa l'ha avuta davvero dai vigili e ne è stata apposta una seconda falsa e il malcapitato potrebbe pagare due volte. Ci sono denunce fatte ai nostri uffici che stiamo raccogliendo e per questo abbiamo fatto una comunicazione all'Autorità giudiziaria». Per il Comune - tuttavia - il problema potrebbe essere di più largo respiro. Nel senso che chi ha pagato la multa falsa con bonifico utilizzando la sua banca potrebbe aver subito il furto delle credenziali e potrebbe anche essere soggetto a truffe telematiche ben più onerose. Insomma, una vicenda che potrebbe allargarsi a macchia d'olio e di qui l'allerta lanciata da Palazzo San Giacomo.
Si teme una grossa ondata di furti di identità bancarie. Anche perché quell'Iban - giova sottolinearlo - corrisponde a un conto vero, probabilmente intestato a una persona non fisica. Nella sostanza a una serie di società, le famose scatole cinesi, e per questo difficilmente verrà fuori un nome e cognome.

LE INDAGINI
«Stiamo lavorando - racconta il comandante Esposito - per tutelare i napoletani da queste truffe. Ci sono indagini in corso speriamo si arriva presto al dunque». La sensazione è che sia stata individuata già la banca e si sia in attesa di autorizzazioni per andare a completare gli accertamenti per saperne di più sugli autori di questa truffa. Una cornice nella quale il consigliere comunale Gaetano Simeone, presidente della Commissione Infrastrutture, invita a verificare altri verbali falsi ma che riguardano altre aziende. «Se non si interviene subito - avvisa Simeone - questa truffa potrebbe prendere una piega ancora più brutta. Cosa succederebbe se questi falsi verbali di contravvenzione trovati sulle autovetture in sosta vietata, venissero invece risolti bonariamente con il pagamento a mano in misura ridotta?». Per il Consigliere «serve capire se ci sono altri casi del genere che riguardano non solo la sosta vietata, ma anche la sosta senza il ticket sulle strisce blu. Anche qui il truffatore potrebbe chiedere risolvere in loco indossando un bella pettorina tipo quella di ausiliario al traffico. Va fatta immediatamente una verifica con Anm».


 

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