Mafia, medico rifiutò le cure al boss Provenzano: «Fategli la doccia». Attilio Manca non morì di overdose ma fu giustiziato

La svolta con l'intercettazione dei gregari del boss siciliano

Mafia, medico rifiutò le cure al boss Provenzano: «Fategli la doccia». Attilio Manca non morì di overdose ma fu giustiziato
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Domenica 5 Giugno 2022, 15:44

Non sarebbe stata un'overdose da eroina ad uccidere Attilio Manca, giovane urologo trovato morto nella notte tra l'11 ed il 12 febbraio 2004 a Viterbo. L'apparente suicidio nasconderebbe invece un'esecuzione mafiosa da parte degli uomini di Bernardo Provenzano, il boss all'epoca ancora latitante. La svolta è stata rivelata da un'inchiesta giornalistica del portale «Antimafiaduemila» con una intercettazione dei gregari del boss arrestato  l'11 aprile 2006 in una masseria a Corleone. Era ricercato da 43 anni, dal 10 settembre 1963.

L'intercettazione choc: «Al medico fategli una doccia»

Nell'intercettazione avvenuta a fine 2003 gli uomini di Binnu 'u Tratturi come era chiamato Provenzano dissero che bisognava «fare una doccia» ad un medico, di cui non viene mai fatto il nome, per aver negato le cure al boss. Stando a quanto ricostruito, Provenzano aveva bisogno di un medico a causa del suo tumore alla prostata e, prima del suo viaggio in Costa Azzurra dove sarebbe stato poi operato, i suoi uomini avevano chiesto la disponibilità ad un dottore che però si rifiutò di aiutarli. Nell'intercettazione, contenuta nel fascicolo che aprì all'epoca la Procura di Roma, si sentono le voci di sei o sette uomini, tra cui anche il fedelissimo di Provenzano, Giuseppe Lo Bue.

 

La famiglia Manca non si è mai arresa

A confermare la rilevanza di queste informazioni è l'avvocato della famiglia del medico morto, Fabio Repici. Per oltre 18 anni, i genitori di Attilio Manca si son battuti sulla morte sospetta del figlio e ora stanno valutando di presentare un nuovo esposto. Secondo la famiglia il medico, che aveva 34 anni quando morì, non si suicidò con un'overdose da eroina, aggravata dall'assunzione di uno psicofarmaco a base di benzodiazepine, ma proprio perché coinvolto a sua insaputa nelle cure a Bernardo Provenzano. 

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