Incidente Frosinone-mare, chi erano le vittime: Daniele, Luciana e Francesco, amanti del mare e il maestro di karate

Frosinone, incidente: chi erano le vittime. Daniele, Luciana e Francesco: gli amanti del mare e il maestro di karate
di Monica Forlivesi e Aldo Simoni
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Domenica 19 Settembre 2021, 22:30 - Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 12:14

Un istante ed è scoppiato l’inferno. Lo scontro tra le due moto, il fuoco tra le lamiere e tre corpi senza vita sull’asfalto bollente di un’estate che non vuole finire. Francesco Scacchetti era nato e cresciuto a pochi chilometri dal luogo dell’incidente, a Ceriara, una frazione di Priverno, in provincia di Latina, aveva 39 anni e una grande passione per la moto, lo racconta il suo profilo social: Francesco e la Bmw bianca e rossa al mare, in montagna, su strada. E poi il suo amore più grande, sua figlia, la sua bambina di sei anni. La sua famiglia di origine vive tutt’ora a Priverno, ma lui da qualche anno si era trasferito a Sabaudia. Era un uomo sportivo, istruttore di karate, esperto di arti marziali, poi quando è nata la bambina ha iniziato a lavorare anche in un’officina metalmeccanica di Latina. Ieri era uscito con la sua moto, alla quale proprio la settimana scorsa aveva cambiato gomme, freni e sospensioni. Francesco Scacchetti era attento alla sicurezza, scrupoloso, ma ieri non è bastato. Stava rientrando con il gruppo di motociclisti suoi amici, quelli del club “Passione moto” di Priverno, tornavano a casa per il pranzo domenicale, ma all’altezza di Sonnino lo scontro violentissimo, e la sua vita rimasta lì, sulla strada, insieme a quella di Daniele Narducci e Luciana Piccirilli. Come ha scritto il suo amico Manuele: “Ciao Francesco, ancora una volta la nostra passione ci ha tradito”. La coppia ciociara, invece, era diretta verso il mare. Lui, Daniele Narducci, aveva la moto nel sangue. Da giovane coltivava questa passione che, dieci anni fa, ha trasmesso alla compagna Luciana Piccirilli. Oltre alle moto, dividevano l’amore per la musica e la palestra.

 

Coppia affiatata - «Tutte le domeniche, come un appuntamento fisso, da giugno in poi - racconta un vicino di casa - Daniele preparava il suo sacchetto e via, verso la costa pontina». Era separato, con due figli ormai indipendenti, e si era rifatto una vita con Luciana Piccirilli, 54 anni di Ferentino. Anche lei veniva da una separazione. «Erano una coppia molto affiatata - ricorda il sindaco di Patrica, Lucio Fiordalisio - umili, simpatici, sempre con il sorriso. Due persone fantastiche». Vivevano in località Quattrostrade, alla periferia del paese dove lui era molto conosciuto. Dapprima aveva gestito un distributore di carburante lungo la “Monti Lepini”. Poi si era dedicato alla ristorazione aprendo una pizzeria, “La Fraschetta”, nella contrada Illori, sempre a Patrica. La compagna, Luciana Piccirilli, era invece originaria di Ferentino e proprietaria, insieme alla sorella, del “Bar Romano” sulla Casilina. Da poco il locale è stato dato in gestione e Luciana si era riservata la gestione dei tabacchi. Era stata sposata con il consigliere comunale di Ferentino Angelo Picchi, imprenditore del posto con cui ha avuto due figli: un ragazzo ed una ragazza. Poi, una decina di anni fa, Luciana si è separata. E così è nata la frequentazione con Daniele con cui, ben presto, è andata a vivere. Malgrado ciò la donna aveva mantenuto ottimi rapporti con l’ex marito che frequentava con la famiglia insieme al nuovo compagno. 

L'analisi

Docente all'Accademia della Guardia di Finanza e spesso ospite di alcuni programmi della Rai in veste di consulente giuridico, l’avvocato penalista Piergiorgio Assumma commenta l’accaduto dal punto di vista giuridico: «Resta da determinare e capire, ancora con esattezza, la dinamica dell'incidente, così da accertare le eventuali responsabilità, in sede, presumibilmente solo risarcitoria. Da una prima ricostruzione, infatti, l’impatto sembrerebbe esser stato determinato da un sorpasso azzardato. Solitamente, per i motoveicoli si determina uno scavallamento consistente della propria corsia, in quanto, il motociclo ha di per sé delle esigue dimensioni di ingombro ai lati, non essendo largo come una macchina. In più, solitamente, la moto tende ad avere una traiettoria molto più aperta, di quella rispetto alla quale si è iniziato il sorpasso. È noto, infatti, per i tecnici che, a differenza dell’auto, la moto si indirizza là dove volge lo sguardo, pertanto, anche con una velocità, più o meno elevata, basta un niente per far aprire la traiettoria del veicolo, rispetto all’inizio, in modo tale da determinare uno scavallamento di corsia - spiega - Può esserci stata la concausa della velocità sostenuta? Può essere, ma non è detto, per questo bisogna attendere. Solitamente (per questo dico bisogna attendere la ricostruzione dinamica effettuata) negli impatti frontali o fronte-laterali si calcola la sommatoria della velocità dei due veicoli, per cui, pur procedendo entrambi a 50 km/h, il risultato complessivo della sommatoria di impatto, non sarà 50km/h, ma bensì 100 km/h. Le prime indiscrezioni parlano anche di uno svincolo: questi ultimi rappresentano spesso dei crocevia pericolosissimi e anche poco segnalati. Ci sarà un procedimento penale per l’eventuale responsabile di chi ha effettuato il sorpasso azzardato? Dubito in quanto, chi, dei due conducenti, è stato a determinare l’evento, ha perso, anche esso, la vita. Pertanto, si determinerà quella che in altre sedi giuridiche si chiama “estinzione del reato per morte del reo”. Restano, però, salvi i diritti risarcitori per gli eventuali familiari delle vittime, da parte dell’assicurazione di chi ha determinato il terribile impatto».

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