Donna uccisa a Mazara del Vallo, fermato il marito. «Massacrata di botte per tre giorni»

Donna uccisa a Mazara, fermato il marito. «Massacrata di botte per tre giorni»
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Giovedì 30 Gennaio 2020, 10:53 - Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio, 13:29

Quando i sanitari del 118 e gli uomini della squadra mobile di Trapani sono entrati nell'abitazione di quell'uomo che aveva telefonato dicendo che la moglie non dava più segni di vita si sono trovati di fronte a una scena orribile. Il corpo della donna era tumefatto e ricoperto da lividi, nell'appartamento tracce di sangue dappertutto e segni evidenti di violente percosse. La vittima di questo ennesimo femminicidio, Rosalia Garofalo, 52 anni, sarebbe stata massacrata di botte per tre giorni consecutivi dal marito, Vincenzo Frasillo, di 53. Il delitto è avvenuto nell'abitazione della coppia, in via Calipso, una zona isolata a Mazara del Vallo. L'uomo, subito fermato con l'accusa di omicidio, ha tentato di difendersi di fronte agli inquirenti con una dichiarazione che li ha lasciati ancora più sconcertati: «Mi tradiva con tanti uomini. Io uscivo e loro, nascosti in campagna, entravano in casa. Ma l'ho picchiata solo lunedì...». Il pm della procura di Marsala Marina Filangeri, che coordina le indagini, ha chiesto al gip la convalida del fermo dell'uomo. Dalle prime testimonianze raccolte dagli investigatori emerge una storia di degrado, abusi e maltrattamenti per i quali la donna aveva anche presentato alcune denunce. Tutte poi ritirate. Vincenzo Frasillo e la moglie, entrambi disoccupati, erano sposati da trent'anni; da alcuni mesi andavano avanti grazie al reddito di cittadinanza. 

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L'uomo, fermato mercoledì sera, è stato sottoposto ad un lungo interrogatorio nella notte, alla presenza del suo difensore. Il sopralluogo della polizia scientifica e l'ispezione del cadavere, eseguita dal medico legale, hanno confermato che Frasillo avrebbe picchiato selvaggiamente la donna negli ultimi tre giorni, senza prestarle alcuna assistenza o richiedere le necessarie cure mediche. Nella casa presa in affitto dalla coppia sono state trovate tracce di sangue in cucina, nel soggiorno e in bagno. Il pubblico ministero di Marsala, Marina Filangeri, ha disposto l'autopsia sul cadavere della vittima anche se i segni evidenti delle percosse lasciati sul corpo martoriato della donna non sembrano lasciare dubbi sulle cause del decesso. Per tutta la notte i poliziotti, guidati dal capo della squadra mobile di Trapani Fabrizio Mustaro, hanno analizzato prove e riscontri su quanto avvenuto. Gli investigatori hanno anche cercato di rintracciare l'unico figlio della coppia, che vive all'estero, e hanno interrogato i due fratelli e la sorella della vittima. 

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I familiari hanno confermato che negli ultimi anni il rapporto tra i due coniugi si era incrinato a causa della gelosia ossessiva del marito. In diverse occasioni la donna lo aveva denunciato per maltrattamenti, ma poi aveva deciso sempre di perdonarlo. L'ultima volta era accaduto nell'aprile scorso, quando Rosalia, ormai stanca, aveva confidato ai fratelli di volere lasciare per sempre il marito. Ed invece, ancora una volta, è tornata in quella casa dove a distanza di meno di un anno il marito l'avrebbe uccisa dopo averla massacrata di botte per tre giorni.
 

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