ROMA

Roma, «Aiuto, mi uccide»: massacrata di botte e nascosta sotto le coperte dal compagno

Martedì 2 Luglio 2019 di Adelaide Pierucci
Massacrata di botte e sepolta sotto un cumulo di coperte per soffocare le urla. Una camera di un appartamento di Casal Bruciato qualche giorno fa è stata trasformata in una stanza degli orrori da un quaranteduenne agli arresti domiciliari per una rapina a mano armata. A scatenare la sua furia la visita della compagna, una trentenne romana. Alessandro Greco dopo aver gustato la sporta della cena portata dalla donna si è scagliato contro di lei, prendendola a calci e pugni, in particolare sul viso e alla nuca.

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LE URLA
«Mi ammazza, mi sta uccidendo». Delle urla strozzate dal terrore sono state avvertite da una vicina che ha allertato il 112, il numero unico di emergenza. Ma solo per un soffio gli agenti del commissariato di polizia Sant'Ippolito, i primi ad intervenire sul posto sono riusciti a fermare il sospettato, poi finito in carcere per sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia e lesioni gravi. L'uomo, infatti, temendo proprio un intervento delle forze di polizia ha trascinato la fidanzata nella camera e sotto la minaccia di un coltello le ha buttato un cumulo di coperte addosso e le ha ordinato di non fiatare. Gli investigatori sarebbero dovuti andar via come di fronte a una falsa segnalazione. E così è successo. Greco, infatti, dopo aver aperto l'uscio di casa a una squadra di poliziotti ha negato che in casa ci fosse qualcuno. «Quella stanza», ha indicato, «in genere è chiusa perché utilizzata da un coinquilino». Gli agenti dopo un controllo veloce dell'appartamento sono andati via. Ma visto che non erano affatto convinti della versione dell'uomo hanno alzato la tapparella della finestra nella stanza degli orrori, al primo piano, e scovato sotto le coperte di un letto disfatto, ferita e svenuta per un principio di soffocamento, la fidanzata del padrone di casa. Il caso quindi è stato segnalato ai magistrati di turno antiviolenza, il pm Vittorio Pilla e l'aggiunto Maria Monteleone. Per l'uomo si sono aperte le porte del carcere, mentre la fidanzata è stata soccorsa in ospedale. Aveva riportato un trauma cranico e lividi su tutto il corpo, guaribili secondo i medici in non meno di tre settimane. Un incubo simile poche settimane fa era stato vissuto anche da una 30enne del Casilino.
  Ultimo aggiornamento: 12:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA