CORONAVIRUS

Coronavirus: dilaga il contagio, fuga dal Nord in isolamento: «Una minaccia per il Paese»

Lunedì 9 Marzo 2020 di Giuseppe Scarpa
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ROMA Le scintille partite via treno, dal focolaio nel Nord Italia, adesso rischiano di accendere le fiamme del covid-19 in tutto il Paese. Il panico è stato il carburante della maxi evasione da Milano di sabato notte. La paura era stata innescata dalla spifferata della bozza del decreto del governo, durante il tardo pomeriggio, che si proponeva (come poi è stato fatto) di cinturare la Lombardia per tamponare i contagi. Una fuga di notizie che, in questo modo, ha rovesciato l'obiettivo che con quel documento si proponeva di raggiungere l'esecutivo: mettere in isolamento la Regione con più casi positivi di coronavirus ed evitare una catena di trasmissioni della malattia.
Ecco che il simbolo della fuga è rappresentato da un centinaio di persone che, avantieri, hanno preso d'assalto la stazione Garibaldi di Milano alla ricerca disperata di un treno diretto a sud. O comunque verso una località il più lontano possibile dall'epicentro italiano del covid-19.

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LE CRITICHE
«Follia pura», ha commentato il virologo Roberto Burioni, dando inizio ad un coro di critiche a cui si sono uniti altri esperti come Giuseppe Ippolito, il direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani di Roma. «La gente che è fuggita sabato notte - è stato l'appello lanciato da Ippoliti - è un potenziale rischio per il Paese: chiunque sia andato via deve contattare la propria Asl e comunicare di essere tornato, dare il proprio numero e dichiarare di essere pronto all'eventuale isolamento». Mentre Burioni ha puntato il dito contro chi ha fatto veicolare la notizia senza calcolarne le conseguenze. «Si lascia filtrare la bozza di un decreto severissimo che manda nel panico la gente che prova a scappare dalla ipotetica zona rossa, portando con sé il contagio. Alla fine l'unico effetto è quello di aiutare il virus a diffondersi. Non ho parole».
La stazione Garibaldi è il teatro in cui va in scena la grande evasione, filmata e poi postata sui social network. I pochi convogli sui binari sono la meta dei fuggiaschi. Gli studenti fuori sede e i milanesi, con le seconde case sparse in altre regioni d'Italia, corrono con i trolley e gli zaini in spalla preparati in fretta e furia.
 

LA FUGA
Divorano i gradini delle scale, si guardano intorno spaesati e sciamano verso i treni. È un fiume che scorre scomposto e carico di paura. Nessuno evidentemente, mette in conto il rischio di moltiplicare l'effetto del contagio dovuto all'affollamento dei vagoni. Tutti proiettati verso le rispettive oasi entrano nei convogli e prendono un posto. Finalmente tranquilli si siedono con l'illusione di lasciarsi alle spalle il coronavirus. Facendo finta di ignorare che alcuni di loro, inconsapevolmente, lo stanno solo trasportando verso casa, in famiglia.
Ma è questa solo una parte di cittadini che hanno abbandonato Milano. Altri hanno scelto vie diverse. Alcuni hanno sborsato 1200 euro per una corsa in taxi fino alla Capitale. Molti camperisti lombardi sono stati avvistati a Sanremo. Altri corregionali hanno fatto una puntata a Courmayeur, seminando il panico nella località sciistica. Molte piste, alla fine, sono state chiuse alimentando il malumore.

Intanto i governatori delle regioni del Sud lanciano gli appelli e impongono ordinanze che dispongono l'isolamento domiciliare per quanti provengono dalla Lombardia e dalle altre 14 province del Nord che rientrano nell'area indicata nel decreto del governo.

NON SPOSTATEVI
Lo hanno fatto in Campania, Lazio, Toscana, Sicilia, Basilicata, Umbria, Puglia e Calabria. «Non portate l'epidemia in Puglia», dice chiaramente il governatore Michele Emiliano. «Ritornare dal Nord in modo incontrollato mette in pericolo la nostra terra e gli affetti di tutti. Non fatelo. Fermatevi!», aggiunge Jole Santelli presidente della Regione Calabria.
Ma le cattive notizie arrivano anche per chi, in questi giorni, ha scelto la Lombardia, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti, Alessandria, Verbano Cusio Ossola, Novara e Vercelli, come meta turistica. In sostanza, per gli sfortunati vacanzieri, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha suggerito di evitare gli spostamenti e cercare di rientrare nei rispettivi luoghi di residenza, abitazione o domicilio. C'è insomma chi è costretto ad andare via e chi invece deve per forza rimanere. Ma tra i molti che sono fuggiti da Milano in tanti hanno deciso di restare: «Anche io ho paura, anche io voglio tornare a casa, anche io voglio sentirmi al sicuro tra le braccia di mia madre. Ma non è questo il momento di agire impulsivamente! #IORESTO - è l'appello postato sui social dal blogger un terrone a Milano - Fatelo anche voi!».
 

Ultimo aggiornamento: 18:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA