Cirinnà e Montino, 24mila euro nella cuccia del cane. Il pm chiede l'archiviazione: «Nessun reato»

L'inchiesta a Capalbio

Cirinnà e Montino, 24mila euro nella cuccia del cane. Il pm chiede l'archiviazione: «Nessun reato»
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Giovedì 12 Maggio 2022, 10:14 - Ultimo aggiornamento: 13 Maggio, 08:59

Per la vicenda dei 24mila euro (48 banconote da 500 euro) trovati nell'agosto del 2021 nella cuccia del cane dell'azienda agricola Capalbio Fattoria, la residenza toscana della senatrice Pd Monica Cirinnà e del marito Esterino Montino, sindaco di Fiumicino, la procura di Grosseto ha chiesto l'archiviazione. «Nessun reato», dunque. La senatrice Cirinnà è parte offesa del reato, commesso da soggetti che restano ignoti, e a seguito delle indagini condotte dai carabinieri il pubblico ministero Giampaolo Melchionna ha chiuso il fascicolo inoltrando la richiesta di archiviazione del procedimento al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Grosseto.

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All'udienza del prossimo 6 giugno il gip deciderà sulla richiesta di archiviazione e sulla sorte del denaro: deve infatti essere deciso se i 24mila euro vadano confiscato, oppure se possano essere consegnati all'azienda, essendo la somma stata rinvenuta nei terreni di proprietà. La notizia è riportata oggi dal quotidiano «Il Tirreno». Quel denaro - scrive «Il Tirreno» - potrebbe essere un aiuto contro la violenza sulle donne perché, nel caso in cui il giudice decidesse di consegnare la cifra all'azienda, la senatrice ha annunciato già che devolverà tutto al centro contro le discriminazioni e la violenza sulle donne di Grosseto, che ha due sportelli di ascolto anche a Orbetello e Capalbio.

Durante alcuni lavori nella azienda agricola nella scorsa estate è stato trovato il denaro in una vecchia cuccia del cane, situata in una zona della proprietà priva di recinzioni e poco lontana dalla strada provinciale. Il fatto era stato segnalato ai carabinieri di Capalbio ed è stata aperta subito un'indagine per stabilire l'origine del denaro. La notizia ha innescato un turbine di polemiche che hanno coinvolto la senatrice e il marito. Monica Cirinnà, conosciuta per le sue battaglie sui diritti civili e per la tutela degli animali, si sente sollevata: «Ho vissuto dei giorni di panico a causa della fuga di notizie che ha messo in pericolo me e la mia famiglia: qualunque malfattore avrebbe potuto avvicinarci e minacciarci per avere i soldi indietro. Ero sola con la mia famiglia. Quando sono stati ritrovati i soldi abbiamo immediatamente chiamato le forze dell'ordine per denunciare il fatto e chiedere protezione. Ma questo non è avvenuto: a noi non è stato neanche consegnato il verbale della denuncia mentre, nel giro di 48 ore, ce l'avevano tutti i giornali». Proprio per questa vicenda la senatrice è stata oggetto di aspri commenti al limite della diffamazione: «Sono una persona divisiva, lo so - commenta Cirinnà - vengo spesso demonizzata o celebrata senza mezze misure. Questo ha polarizzato sulla vicenda i giudizi di tutti: mi domando ancora cosa hanno nella testa coloro che hanno scritto frasi del tipo 'l'ha fatto di proposito: prima li ha nascosti e poi li ha denunciatì. Quale sarebbe la logica?».

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Durante le indagini sono stati richiesti degli accertamenti alla Banca d'Italia: è stato riscontrato che le banconote non sono segnalate, ovvero che sono state raccolte nel libero mercato e non sono provenienti da reati. Quindi la legge darà la possibilità al giudice di decidere sull'eventuale confisca del denaro o la consegna a chi lo ha ritrovato. «Attendo con rispetto la decisione del Gip - spiega Cirinnà - se il denaro dovesse essere consegnato all'azienda, siamo già pronti a donarlo al Centro Antiviolenza Olympia de Gouges, che da anni presidia il territorio di Grosseto e provincia prevenendo e contrastando la violenza contro le donne. Questo è lo scopo per cui abbiamo già presentato istanza».

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