Bimbo ucciso a Napoli, lasciato agonizzante per ore sul divano. Il patrigno: «Avevo fumato diversi spinelli»

Giovedì 31 Gennaio 2019 di Mary Liguori e Marco Di Caterino
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Emorragia interna o frattura della base cranica. Sarebbero queste le cause del decesso del piccolo Giuseppe. Sono i primi dettagli dell'esame sul corpo del bimbo di sei anni massacrato, a Cardito, domenica, dal compagno di sua madre. È morto lentamente, Giuseppe, poteva salvarsi se solo qualcuno avesse chiamato in tempo i soccorsi. Magari sua madre che era presente al pestaggio e che, assieme al patrigno-orco, ha anche tentato di medicarlo.

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È la ricostruzione che viene dall'udienza di convalida del fermo che si è tenuta ieri. Tony Essoubti Badre ha avuto la decenza di non chiedere misure alternative al carcere. Si è rimesso alle decisioni del giudice che, nel primo pomeriggio, ha spiccato ordinanza cautelare per l'omicidio del bimbo e le lesioni a sua sorella. Per due ore, assistito dall'avvocato Michele Coronella, Tony ha parlato con il gip Santoro, ha risposto alle sue domande.

La confessione si è arricchita di particolari macabri, assurdi, peggiorativi per la sua già disastrata situazione. «Ho fumato diversi spinelli, come faccio ogni giorno. Poi ho perso la calma», perché quella pace dei sensi che gli dà la droga era funestata dalle grida dei bambini, tutti e tre in casa, proprio tutti, perché di domenica la scuola è chiusa.

Ultimo aggiornamento: 18:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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