CORONAVIRUS

Coronavirus, Lombardia ora rischia il collasso: oltre 11.600 contagi, 960 le vittime

Sabato 14 Marzo 2020
Virus, Lombardia: «Vicini al collasso»

In Lombardia «vicini al collasso» per il coronavirus. «Tra poco arriviamo a un punto di non ritorno. Se ogni giorno abbiamo 85 persone in più che entrano in terapia intensiva e tendenzialmente ne escono due o tre, perché il dato è il 10% e il 15% considerato chi esce e chi muore, tutto questo non è sufficiente. È difficile per tutti ma, come noi stiamo facendo un grande sforzo, chiediamo la stessa intensità da tutti». Lo ha detto a Sky TG24 l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera.

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I numeri aggiornati. «I numeri evidenziano una crescita della diffusione del contagio, una crescita che è costante: ci sono 11.685 positivi in Lombardia, con un incremento di 1865, ci sono 4898 persone ospedalizzate con 463 persone in più. Le persone in terapia intensiva sono 732, con un incremento di 85 e i decessi 966, 76 in più»: sono i numeri dell'emergenza coronavirus in Lombardia resi noti dall'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera.

Cresce il contagio. «I numeri evidenziano una crescita della diffusione del contagio, una crescita che è costante: ci sono 11.685 positivi in Lombardia, con un incremento di 1865, ci sono 4898 persone ospedalizzate con 463 persone in più. Le persone in terapia intensiva sono 732, con un incremento di 85 e i decessi 966, 76 in più»: sono i numeri dell'emergenza coronavirus in Lombardia resi noti dall'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera.

«Non ci sono più ambulanze e quindi qualcuno dovrà aspettare tarda sera» per essere trasferito in altri ospedali da quelli più sotto stress: lo ha detto in conferenza stampa l'assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera spiegando che finora dagli ospedali 'caldì di Crema, Cremona, Lodi, Voghera, Iseo etc sono stati spostati 91 pazienti in strutture ospedaliere e 81 meno gravi in residenze socio assistenziali.

La «corsa contro il tempo» della Lombardia per allestire posti di terapia intensiva ha portato ad allestire ad ora 898 posti per pazienti positivi al Coronavirus: lo ha detto in conferenza stampa l'assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera, spiegando che 732 sono ora occupati da pazienti positivi e gli altri sono in attesa del risultato del tampone.

Pazienti trasferiti da Bergamo alla Sicilia. Due pazienti sessantenni, di Bergamo, in gravi condizioni respiratorie, per mancanza di posti negli ospedali della Lombardia, sono stati stati trasferiti la notte scorsa in Sicilia con un aereo militare. Sono ricoverati nel reparto di rianimazione dell'ospedale Civico di Palermo con la prognosi riservata. Lo rende noto l'assessorato regionale alla Salute della Sicilia.

È «molto critica» la situazione ad Alzano Lombardo: solo questa mattina l'anagrafe comunale ha registrato 5 morti in più, e quindi la quota è arrivata a 50, mentre le salme in attesa di essere cremate o di avere una sepoltura sono circa 35. Poi c'è la difficoltà di gestire i malati costretti a casa per via della penuria di posti letto e di reperire l'ossigeno. A spiegarlo all'Ansa è stato Camillo Bertocchi, sindaco della cittadina della Bermagamasca, 13 mila e 700 abitanti circa. Il dato «proccupante» delle ultime ore «non riguarda il numero dei contagi ma quello dei decessi: ieri sera erano 45 ma questa mattina siamo arrivati a 50». Tra questi anche «un nostro sagrestano», il signor Carlo, 72 anni, pensionato e volontario. Bertocchi ha inoltre aggiunto che «il forno crematorio di Bergamo è congestionato e quindi si accumulano le salme. Un'agenzia mortuaria ha trovato un canale per la cremazione fuori della Lombardia e qui le chiese di due dei sei cimiteri sono state convertite in camere mortuarie».

«Recluteremo personale sanitario anche dall'estero, chiedendo solo che siano iscritti all'albo nel paese di provenienza. Avremo personale dal Venezuela, dalla Cina, da Cuba, sono medici a cui daremo ovviamente un luogo dove andare a vivere ma abbiamo bisogno delle competenze di tutti»: lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera.

Si prova anche in Lombardia la cura del Coronavirus con il Tocilizumab. L'assessore al Welfare Giulio Gallera lo ha detto in conferenza stampa spiegando che l'assessore allo Sviluppo economico Alessandro Mattinzoli, ricoverato con Covid19, «sta molto meglio grazie all'utilizzo di questo farmaco»egione Lombardia ha indetto gare per oltre 21 milioni di mascherine e «finora ne sono state consegnate 1 milione 803.360» lo ha detto in conferenza stampa l'assessore al Bilancio della Lombardia Davide Caparini spiegando che l'obiettivo è di renderle disponibili non solo per i sanitari ma per tutti. «Ci rendiamo conto - ha aggiunto - che devono essere reperibili e magari on queste che sembrano un panno della polvere ma professionali». «Lavoriamo perché siano disponibili - ha aggiunto - in farmacia e nei supermercati».

L'emergenza Coronavirus in Lombardia non riguarda solo i vivi, ma anche i morti. Per intuirlo basta scorrere le pagine dell'Eco di Bergamo, il quotidiano della provincia più colpita, dove oggi ci sono 11 pagine fitte di necrologi. Proprio a Bergamo nei giorni scorsi la chiesa del cimitero è stata trasformata in una camera mortuaria perché i posti in obitorio non bastano più. A Cremona stesso destino è toccato alla chiesa dell'ospedale Maggiore. E a Brescia il vescovo ha dato la disponibilità a individuare qualche chiesa in cui ricoverare le salme in attesa della sepoltura, mentre a Milano il Comune ha messo a disposizione cento posti nell'obitorio e ha cambiato il regolamento dando alle famiglie non più trenta ma cinque giorni per decidere dove seppellire i defunti.

Un problema è anche la cremazione: troppo richieste che non si riescono ad evadere. Per questo il prefetto di Brescia Attilio Visconti ha invitato a scegliere forme di sepoltura tradizionali. Come prefetti una prima risposta al problema è stata l'autorizzazione ai medici a rilasciare i certificati di morte anche prima dei tre giorni e le salme possono essere depositate anche nei loculi zincati. Ma c'è anche il dramma delle famiglie, che possono fare il riconoscimento dei loro cari solo a distanza, che non possono far celebrare il funerale. Anche per questo i vescovi della Lombardia hanno lanciato appelli per dare conforto agli ammalati. Quello di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, ha lanciato un appello al personale sanitario: di fronte a persone morenti che vogliano la benedizione, «donategliela».
 

Le mascherine inviate dal Dipartimento di Protezione Civile alla Lombardia per il personale sanitario sono «non a norma». A denunciarlo su Facebook è l'assessore regionale lombardo al Bilancio Davide Caparini. «La Protezione Civile invia queste mascherine alla Regione Lombardia da destinare ai medici e paramedici impegnati nella guerra al coronavirus. Il peggior materiale possibile, non nello standard previsto nei casi di pandemia. In ritardo di settimane e per di più non a norma... e intanto le persone si ammalano e muoiono!» scrive Caparini. Duri anche gli hashtag usati dall'assessore in fondo al post: #Borrellivergogna #dimissionisubito.

Ultimo aggiornamento: 15 Marzo, 08:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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