CORONAVIRUS

Coronavirus, manca il sangue, l'appello dei vip. Video messaggio di Verdone: «Domani andrò a donare, facciamolo tutti»

Venerdì 13 Marzo 2020
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«Nel Lazio manca sangue, c'è disperato bisogno di sangue perché sennò molte persone che hanno bisogno di trasfusione la pagheranno molto cara e noi non possiamo permetterlo. Quindi andiamo a donare il sangue». E' il videomessaggio di Carlo Verdone sulla pagina Facebook "Salute Lazio" dell'assessorato regionale alla Sanità.«Negli ospedali ci sono dei percorsi prestabiliti per arrivare a delle strutture dove il personale sarà a vostra disposizione - aggiunge Verdone -. Non c'è alcun pericolo perché è stato già predisposto tutto. Potete andare a donare nella massima tranquillità. Nel mese di marzo è possibile donare anche in unità di raccolta mobili che troveremo in città. Quindi siamo nelle vostre mani. Io stesso domani andrò a donare sangue. Facciamolo tutti perchè la situazione nel Lazio è veramente drammatica. Grazie a tutti». 

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In tutta Italia comunque la situazione è drammatica. Già nella prima settimana di marzo, quando ancora le misure contro l'epidemia di coronavirus non erano state varate, mancavano 2mila sacche di sangue, e il problema è peggiorato nei giorni successivi, con molte persone che non sono andate a donare, un po' per la paura del virus un pò perché non era chiaro se fosse possibile uscire per andare ai centri di raccolta. In queste ore, dopo che ieri ha affrontato il tema anche il commissario della protezione civile Angelo Borrelli, il tema è rimbalzato anche sui social, con appelli a donare anche da parte di persone famose, oltre che di politici da Salvini a Di Maio.

Nella settimana tra il 2 e l'8 marzo sono state raccolte 2mila sacche di sangue in meno rispetto al fabbisogno, segnala Giancarlo Liumbruno, direttore generale del Centro Nazionale Sangue (Cns), circa il 10% in meno di quanto necessario. «Si è riusciti a mantenere il sistema in equilibrio grazie alla compensazione interregionale - spiega - alle scorte e al fatto che in molte aree sono stati rinviati gli interventi non urgenti, ma se il trend rimane sarà impossibile garantire il fabbisogno, che normalmente è di circa 48mila sacche alla settimana consumate per circa 1800 pazienti al giorno». Tra le regioni in rosso, ha ricordato il presidente di Avis Lombardia Oscar Bianchi, c'è anche quella "epicentro" dell'epidemia. «In Lombardia la produzione è stata di 7.712 unità a fronte di un consumo di 8.275, quindi abbiamo utilizzato 563 sacche in più - spiega - dei 2 milioni di sacche di sangue e plasma prodotte ogni anno nel nostro Paese, 500mila, ben un quarto, vengono dalla Lombardia.

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Non solo il territorio lombardo è autosufficiente in questo campo, ma contribuisce storicamente alle necessità di altre zone, in particolare Lazio e Sardegna. E in queste regioni, come pure in Campania e Sicilia, l'allarme è già scattato». Anche un'altra regione virtuosa", il Friuli Venezia Giulia, ha denunciato un calo del 20% nella raccolta, e diversi presidenti di regione, dalla Campania al Molise, hanno fatto appelli a donare, condivisi anche da personaggi famosi, dallo scrittore Gianrico Carofiglio, che ha postato una foto su twitter mentre donava, alla presentatrice Victoria Cabello all'attrice Lodovica Comello a Carlo Verdone, che ha ricordato che il Lazio è una delle regioni con più problemi in questo senso. Anche diversi politici nazionali, da Di Maio a Salvini a Zingaretti, a Meloni hanno fatto appelli in questo senso. Il consiglio per tutti, specifica il Cns, è di chiamare il punto di raccolta per prenotare la donazione ed evitare assembramenti. «Per il resto - sottolinea Liumbruno - sono state prese tutte le precauzioni per evitare contagi durante la donazione». In particolare nelle regioni, dopo l'appello del presidente di Avis Lombardia Oscar Bianchi Avis lombarda, i centralini sono stati «presi d'assalto. I donatori hanno capito che non c'è nessun rischio di contagio». In Campania, dopo un crollo di donazioni che ha fatto registrare quasi -700 unità di plasma, nel centro trasfusionale dell'ospedale Cardarelli, in due giorni, la media giornaliera di donatori è stata di 100 persone contro i 20 nei giorni normali. «La scorsa settimana, erano tre al giorno», dice Michele Vacca, direttore della Medicina trasfusionale. «Ma non basta mai». In Sardegna scorte e tutela dei talassemici sono garantite. 

Ultimo aggiornamento: 18:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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