L'ex funzionario di banca evadeva il fisco: sequestrati 6,4 milioni tra Roma, Andorra e la Svizzera

Mercoledì 7 Agosto 2019

Per anni ha fornito consulenze a cittadini e investitori non istituzionali a margine del suo lavoro presso la filiale romana di un istituto europeo di 'private banking', accumulando capitali, prima collocati all'estero, dal Principato di Andorra alla Svizzera, poi nascosti al fisco. È di 6.400.000 euro l'ammontare dovuto al fisco italiano da un grande evasore scoperto dalla Guardia di Finanza di Livorno. Dalle migliori dimore nazionali, tra Porto Azzurro (Livorno) e Roma, l'ex funzionario bancario ha tentato di regolarizzare i suoi guadagni con i benefici e l'anonimato garantiti dallo scudo fiscale. Ma le fiamme gialle del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Livorno hanno rilevato che l'entità delle somme nascoste oltre confine era ben più consistente di quella dichiarata.

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Il passo successivo sono state le contestazioni legate alla grave forma di evasione fiscale realizzata, originata da transazioni speculative tracciate dall'esponente dell'alta finanza internazionale il quale, operando in vari Paesi, tra Olanda, Inghilterra, Francia e Lussemburgo, ha provato a spogliarsi del patrimonio italiano a lui riconducibile, trasferendo risorse in Svizzera. Tutte circostanze ricostruite dagli uomini della GdF di Livorno e sulla base delle quali l'autorità giudiziaria di Roma ha formulato l'incriminazione per «sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte», reato tributario punito, considerando anche l'aggravante data dall'entità dell'importo dovuto all'erario, con la reclusione fino a 6 anni.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha chiesto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente dei 6,4 milioni di euro di imposte evase. Per cui il Gip capitolino ha emesso il decreto e la stessa Autorità giudiziaria romana ha poi attivato le procedure rogatoriali per estendere l'esecuzione del sequestro in territorio elvetico. I finanzieri di Livorno hanno eseguito il sequestro di 3 unità immobiliari ubicate a Roma, del valore di 600 mila euro, e di disponibilità finanziarie per un controvalore di 200 mila euro, e hanno bloccato, in Svizzera, grazie all'assistenza dell'Autorità giudiziaria del Canton Ticino, i conti lì presenti, requisendo saldi attivi per 6,4 milioni di euro. Le attività di polizia economica e finanziaria hanno consentito, in definitiva, di aggredire il patrimonio e le disponibilità di un cosiddetto grande evasore, un facoltoso 65 enne originario di Bolzano, che ha occultato i propri capitali in Paesi a fiscalità privilegiata. Ciò è stato reso possibile anche per effetto della collaborazione internazionale, sempre più intensificata dal Comando Generale e dai Reparti della Guardia di Finanza, impegnati, in prima linea, nella prevenzione e nel contrasto delle frodi fiscali e finanziarie, cooperando con omologhe amministrazioni di Stati esteri e disponendo il Corpo di una rete di esperti e ufficiali di collegamento attiva in tutti i continenti e presso le sedi delle principali Ambasciate italiane.

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