Achille Lauro e Boss Doms da sold out a Roma: «Ci copiano in tanti, ma noi siamo su un altro pianeta»

Domenica 11 Novembre 2018 di Marco Pasqua
Non uno show, ma un rito. Quello dei fan, under 21 ma non solo, che recitano a memoria i loro brani, “inginocchiati” (letteralmente, quando il “leader” chiede, la folla esegue) di fronte ai due amici-colleghi-partner in music, Achille Lauro e Boss Doms. Tutto esaurito all'Atlantico – un dato tutt'altro che scontato, obiettivo fallito da diversi nomi della scena rap – per “La morte del cigno”, questo concept show che aveva già fatto tappa, il 7 novembre, all'Alcatraz. Una celebrazione della sambatrap, al centro dell'ultimo album di Lauro, “Pour l'Amour” e, ora, punto di partenza per qualcosa di nuovo, che sarà annunciato a fine mese. «Sarà un 2019 pieno di novità», dicono dall'entourage di Lauro. Il ragazzo di Vigne Nuove, ora trapiantato a Milano, non dimentica le sue origini: neanche chi lo segue, qui, per incensarlo e adorarlo. Cento date live, solo nel 2018, anche se Roma resta speciale.
 


«Un tour in cui è successo di tutto – racconta Lauro, prima della sua esibizione – Mi hanno persino tirato del ghiaccio in fronte». A Milano, invece, il solito idiota ha spruzzato spray al peperoncino («era già successo: è la nuova moda», dice il cantante). «Durante i live conquistiamo tanto il pubblico, perché oscilliamo dai pezzi punk a quelli pianoforte e voce. Ce n'è davvero per tutti», sottolinea. Sulla nuova collaborazione con Anna Tatangelo, in una versione remix “Ragazza di periferia”: «E' un pezzo che ha segnato il mio passato – ammette Lauro – un vero e proprio virus. Lei mi ha taggato su Instagram in una storia, a proposito del mio ultimo album, e io ne ho approfittato per scriverle e proporle di fare questo brano insieme». «Il lavoro con la Tatangelo è stato impegnativo – sottolinea Boss Doms, “spalla” e amico di Lauro – il pop di qualche anno fa, con una cascata di accordi, è stato davvero una grande sfida. Mi sono trovato di fronte ad una enciclopedia di cose da imparare». Achille Lauro a Sanremo? «Nulla contro – risponde – è soltanto una vetrina. Io sono contrario al pop italiano standard: sempre gli stessi argomenti, gli stessi accordi. Anche se quel posto, ovviamente, è un tempio della musica». Sogna ancora un featuring con Vasco Rossi e, intanto, si gode il lungo elenco di quanti si “ispirano” al suo stile: «Non mi dà fastidio. Non li nomino neanche: sono su un altro pianeta. La nostra è una forma d'arte, a differenza della loro».
 
 
Ultimo aggiornamento: 12 Novembre, 12:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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