Serena Mollicone, gli atti tutte le dichiarazioni del papà della ragazza

Guglielmo Mollicone
di Vincenzo Caramadre
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Anche se morto un anno fa, la battaglia di Guglielmo Mollicone per la giustizia sull’omicidio della figlia Serena continuerà ad essere protagonista del processo che ha atteso per vent’anni. Le sue accuse, che hanno tenuto vivo l’interesse della magistratura, saranno parte del dibattimento che dovrà portare alla verità sul delitto di Arce.

 

Lo ha deciso ieri la Corte d’assise del Tribunale di Cassino, presieduta dal giudice Massimo Capurso, nel corso dell'udienza dedicata alla discussione delle eccezioni presentate dal collegio difensivo. Tutte respinte.

Il carabiniere Francesco Suprano resta imputato per l’omicidio di Serena Mollicone, resta agli atti del processo soprattutto la consulenza della professoressa Cristina Cattaneo su cui poggia l’intero impianto accusatorio.

La Corte d’assise del Tribunale di Cassino, presieduta dal giudice Massimo Capurso, ha ritenuto infondate tutte le eccezioni preliminari che le difese dei cinque imputati (Franco, Marco e Anna Maria Mottola, Vincenzo Quatrale e Francesco Suprano), hanno avanzato lo scorso 16 aprile prima dell’apertura del dibattimento.

E ieri è comparso in aula per la prima volta Marco Mottola che però non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

I giudici una volta acquisite le repliche del pubblico ministero, Beatrice Siravo, alle 10.30 si sono ritirati per mezz’ora in camera di consiglio, subito dopo è stata letta l’ordinanza con la quale la Corte ha ritenuto di non accogliere soprattutto le eccezioni della difesa di Suprano (imputato di favoreggiamento) che aveva chiesto la sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione e per altre questioni di diritto.

La Corte, in particolare, ha ritenuto non sussistente la prescrizione perché il reato si sarebbe ripetuto nel tempo ogni qualvolta Suprano è stato interrogato, fino alla contestazione formale avvenuta con la conclusione delle indagini preliminari.

La difesa Mottola, invece, aveva chiesto l’esclusione dalle prove del processo della consulenza della professoressa Cattaneo perché, in riferimento alla compatibilità tra la rottura della porta dell’alloggio in uso ai Mottola e la frattura cranica riscontrata su Serena, il consulente dell’accusa parlerebbe solo di «elevata probabilità».

La consulenza medico-legale della Cattaneo è uno degli assi portanti della tesi dell’accusa perché dimostrerebbe che Serena è stata assassinata in un alloggio della caserma dei carabinieri di Arce.

Superate le eccezioni preliminari, quindi, il presidente Capurso ha aperto il dibattimento e letto i capi d’imputazione.

Il pm Siravo ha contestato la scelta della difesa Mottola di chiamare a testimoniare l’ex procuratore Izzo e gli ex pm della Procura di Cassino Morra e Maria Perna. Faranno parte del dibattimento tutte le dichiarazioni che Guglielmo Mollicone ha rilasciato ai pm dal 2001 al 2018.

La difesa Mottola, con l’avvocato Mauro Marsella, ha chiesto di acquisire e ascoltare in aula l’interrogatorio del brigadiere Santino Tuzi. La Corte si pronuncerà sulle due questioni (testimoni e Tuzi) alla prossima udienza.

Presente in aula Antonio Mollicone (zio di Serena assistito dall’avvocato Dario De Santis con la consulenza del generale Garofano e della dottoressa Laura Volpini), Consuelo Mollicone (sorella di Serena, assistita dall’avvocato Sandro Salera). Le altre parti civili costituite sono: Armida Mollicone (zia di Serena, assistita dall’avvocato Federica Nardoni), Fabio e Maria Tuzi (figli del brigadiere Santino Tuzi, assistita dall’avvocato Elisa Castellucci), l’Arma dei Carabinieri e il Comune di Arce, con l’avvocato Antonio Radice.

Ieri è stato fissato  anche il calendario delle udienze: tre al mese.  Le prossime  si terranno il 21 e il 28 maggio. A giugno si torna in aula l’11 e il 18, a luglio il 2, il 9 e il 16. Poi ci sarà il periodo feriale e si riprenderà a settembre. Si partirà dai testi dell’accusa: 91 in tutto.

Una lista suddivisa in tre tronconi: le primi indagini (13 testi), la riapertura delle indagini e i rapporti tra Marco Mottola e Serena Mollicone (18 testi), gli accertamenti tecnici sulla caserma e il suicidio del brigadiere Santino Tuzi (12 testi), le nuove indagini (13 testi), le persone presenti in caserma la mattina del primo giugno del 2001 (3 testi), nuovi accertamenti sulla porta rotta e sulla caldaia dell’alloggio della caserma a locazione privata (9 testi), falsità ordine di servizio numero 1 del primo giugno 2001 (8 testi), falsità ordine di servizio numero 2 del primo giugno 2001 (3 testi), i militari della caserma carabinieri di Arce nel 2001 ( 3 testi), accertamenti per individuare il veicolo utilizzato per il trasporto del cadavere e (5 testi).

Il 21 maggio saranno ascoltati il luogotenente Gabriele Tersigni i quale sarà escusso sul verbale redatto il 5 giugno 2001, dopo il rinvenimento del cadavere di Serena in località Fonte Cupa; il luogotenente Marco Sperati, sempre sul rinvenimento del corpo e il maresciallo Francesco Gaudio sull’accesso a casa di Serena la notte del 2 giugno 2001, poche ore dopo la denuncia di scomparsa, assieme all’allora comandante della stazione di Arce, Franco Mottola. All’udienza del 28 maggio saranno ascoltati altri quattro appartenenti alle forze dell’ordine; tre carabinieri e un poliziotto.

Sabato 8 Maggio 2021, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 9 Maggio, 10:11
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