Processo Mollicone, Anna Maria Mottola: «Siamo innocenti, Serena non è mai venuta in caserma»

Anna Maria Mottola, la donna a processo assieme al marito e al figlio per l'omicidio di Serena Mollicone
di Vincenzo Caramadre
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Venerdì 13 Maggio 2022, 12:04 - Ultimo aggiornamento: 16:21

«Io, mio figlio Marco e mio marito Franco siamo innocenti». Parla con voce incrinata, Anna Maria Mottola 62 anni di Teano, la moglie dell'ex maresciallo comandante della stazione dei carabinieri di Arce e madre di Marco, tutti a processo per l'omicidio di Serena Mollicone avvenuto il primo giugno 2001. L'esame della donna è in corso oggi venerdì 13 maggio davanti alla Corte d'Assise di Cassino. Mercoledì era stata la volta del figlio, mentre il marito Franco ha rinunciato a sottoporsi all'esame.

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 «Serena Mollicone non è mai venuta nella nuova caserma dei carabinieri. Quando eravamo nella vecchia sede faceva parte della comitiva di mio figlio. Poi c'è stato un allontanamento normale per quell'età», ha detto la donna. Dunque la donna ribadisce quanto già riferito dal figlio Marco alla scorsa udienza.  

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Con le domande dell'avvocato Mauro Marsella sono stati ricostruiti i rapporti di Marco, le sue abitudini, ma anche spaccati della vita di Arce all'epoca. «Avevo buoni rapporti con tutti, ma le amicizie erano con la famiglia di Sisto Colantonio. Con Marco i rapporti erano tesi perché non andava bene a scuola e faceva cose che a noi non piacevano», ha aggiunto.

Poi si è passati alle contestazioni del capo d'imputazione. L'accusa sostiene, infatti, che Serena la mattina del 2001 sia entrata in caserma e da lì inviata, dopo una chiamata del piantone, nell'alloggio sovrastante dove ci sarebbe stato un litigio con Marco Mottola nel corso del quale sarebbe stata sbattuta contro una porta e poi soffocata con un sacchetto di plastica attorno alla testa.

Ma la donna ha detto di non ricordare nessuna chiamata interna ricevuta quella mattina. «La sera del 3 giugno (giorno in cui fu ritrovato il cadavere di Serena, ndr) mi venne a prendere Sisto Colantonio perché c'era una comunione, passai al cancello grande della caserma, era pieno di giornalisti», ha raccontato la donna. 

Alla domande del suo legale perchè molti vi considerano responsabili dell'omicidio lei ha risposto: "Se ne è parlato troppo in televisione. Noi siamo Innocenti". 

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